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Real Madrid, Ancelotti: "Il Bernabeu come il Teatro Regio''

In una lunga intervista al quotidiano El Mundo il tecnico parla a ruota libera della sua esperienza al Real. Dal suo rapporto con i giocatori a quello con il calcio spagnolo, dagli arbitri al suo secondo Zidane, e si dice "molto, molto, molto ottimista" per il finale di stagione
di GIORGIO BARATTO

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MADRID - "Se da allenatore dovessi scegliere una squadra con cui affrontare le ultime partite della stagione - confessa Carlo Ancelotti in una lunga intervista a El Mundo - sceglierei senza dubbio il Real. Ha tutto: giovinezza, esperienza, talento e carattere". Inizia un mese decisivo per quanto riguarda il primo anno da allenatore del Real Madrid per Carlo Ancelotti, in poche settimane si gioca tutto. Mercoledì finale di Copa del Rey contro il Barcellona; il 23 e il 29 aprile la doppia sfida in Champions con il Bayern di Pep Guardiola; e fino al 18 maggio le 5 partite che rimangono di Liga, per cercare di riprendere l'Atletico di Diego Simeone. "Sul finale di stagione posso dire solo una cosa - spiega Carletto - Soy muy, muy, muy optimista". La traduzione è decisamente inutile.

ATLETICO E REAL -
"L'Atletico sta facendo una stagione fantastica - ammette Ancelotti quando gli si chiede del suo principale rivale in campionato - gioca seguendo le caratteristiche dei suoi calciatori, ma noi non potremmo mai giocare come fanno loro. Non fa parte della filosofia del Real Madrid". E parlando della rivalità tra Real e Barcellona, squadra contro la quale Carletto non è ancora riuscito a vincere da allenatore merengue, il tecnico italiano spiega che "è molto accentuata, quasi una tradizione. La cosa non mi dispiace, finché non si mischiano fattori politici".

SPAGNA E ITALIA -
Uno degli aspetti che ha colpito l'allenatore di Reggiolo, quando si compara come viene vissuto il calcio italiano e quello spagnolo, è la similitudine. "Come in Italia, anche qui in Spagna si parla tutto il giorno di calcio e tutti diventano allenatori - spiega - Ci sono moltissimi programmi radio e televisivi che parlano di calcio, ma come ha detto anche Tata Martino, più che il calcio giocato interessa la polemica, l'errore arbitrale. È un peccato perché mette gli arbitri sotto troppa pressione, con il rischio che possano sbagliare. In Inghilterra non è così, i direttori di gara sono molto più tranquilli".
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CRISI BARCELLONA - E in finale di coppa, per poter conquistare il suo primo trofeo con il Real, Ancelotti incontrerà proprio il Barcellona di Tata Martino, che le due sconfitte consecutive hanno già battezzato come in crisi. "L'allenatore del Barcellona mi sembra una persona seria, e non è poco nel nostro ambiente - commenta Carlo - Sta passando dei giorni complicati, ma in questa stagione è successo a tutti. Il calcio viene vissuto con troppa isteria: il giorno prima sei un genio, quello dopo sei un disastro. Io vedo una finale molto equilibrata. Il Barcellona non ha cambiato filosofia, continua a essere quella di fare gran possesso palla e la chiave della partita passerà da lì. Spero di vedere un Real protagonista. La sconfitta del Bernabeu è già dimenticata, anzi abbiamo già l'occasione per vendicarci".

L'ALLENATORE ZIDANE - Le voci su una possibile partenza di Zinedine Zidane a fine stagione per allenare il Monaco hanno fatto parlare molto anche qui a Madrid, ma per Carlo è presto per entrare in argomento. "Zidane sarà un fantastico allenatore quando verrà il momento - ammette Ancelotti - Ha carisma, quando parla con i giocatori loro lo ascoltano perché non ti sta parlando uno qualunque. E Zizou sta svolgendo benissimo il suo ruolo. Sicuramente parla più lui con i giocatori di quanto non faccia io. Credo che parlare molto con chi non gioca non abbia molto senso, mi ricordo di un mio allenatore che mi diceva sempre 'Carlo, sei importantissimo' però poi non mi metteva mai in campo".

L'INCUBO DELLA "DECIMA" - E sulla strada dell'ossesione madridista, la Decima Champions, ora s'incontra il Bayern di Guardiola, una semifinalista che forse era meglio evitare: "Non credo che nemmeno loro siano molto felici di aver pescato noi - ammicca Ancelotti - Erano tutte squadre difficili e la Champions è un torneo strano, dove può capitare di tutto. Due anni fa l'ha vinta il Chelsea e fu una sopresa. Una cosa è certa, se continui ad arrivare alle semifinali, come sta facendo in questi anni il Real, prima o poi la vinci".

CRISTIANO RONALDO - "Con il Presidente Florentino mi sento spesso, ma ancora non abbiamo parlato del prossimo anno, dobbiamo concentrarci su questo finale di stagione". Un finale di stagione che rischia di avere un Cristiano Ronaldo a mezzo servizio. "Non è ancora detto che non sia pronto già per la finale di mercoledì - ammette il tecnico - Ho fiducia, però con Cristiano non correremo nessun rischio, se non sta bene non gioca". Un Cristiano che il Bernabeu non ha avuto nessun problema a fischiare quando lo ha ritenuto opportuno. "Quello del Bernabeu è un pubblico molto esigente - annuisce Carlo - Nella mia città, Parma, abbiamo il Teatro Regio, un posto molto pericoloso per i cantanti d'opera. Lì il pubblico non perdona. Però chi riesce ad avere successo si converte in un grande della lirica, proprio come accade nel Bernabeu". E il Bernabeu aspetta proprio l'Ancelotti capace di trionfare, magari in tutti e tre gli obiettivi che sono ancora a portata. Al Real non capitava da parecchio tempo a questo punto della stagione.
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