MADRID - Sono molti gli incroci che potrebbero influenzare l'esito finale di questa "Liga Loca", come è stata ribattezzata qui in Spagna. Luis Enrique, attuale allenatore del Celta Vigo, squadra che giocherà contro il Real domenica prossima, si incontra con i dirigenti del Barcellona; l'ultima giornata che vedrà Barça e Atletico confrontarsi per decidere, con ogni probabilità chi sarà il vincitore con il sospetto che, se la squadra catalana non avrà possibilità di vincere il campionato, farà di tutto perché non lo vinca il Real. Dubbi, illazioni che non toccano il tecnico del Real.
TUTTI VOGLIONO VINCERE - Ancelotti, prima della importantissima sfida infrasettimanale contro il Valladolid, non crede a "combine" o biscotti. "Tutte le squadre cercheranno di vincere, - commenta il tecnico italiano - Lo abbiamo visto il passato weekend. Il Levante che non si giocava nulla ha vinto con l'Atletico, lo stesso Valencia, che non ha obiettivi in questo finale di stagione, ha rischiato di vincere al Bernabeu. Ma credo che sia il bello di questo campionato, il fatto che sia così appassionante è perché tutte le squadre giocano per vincere."
LUIS ENRIQUE - Ciononostante, la riunione tra Luis Enrique e la dirigenza del Barcellona ha fatto discutere. C'è chi ha scritto che fermare il Real Madrid con il suo Celta Vigo potrebbe essere il primo compito come futuro allenatore dei catalani. "Immagino che il Barcellona stia cercando un tecnico per la prossima stagione, per questo Luis Enrique si è incontrato con i dirigenti del Barça, - commenta sornione Ancelotti - Ma non credo che il Celta cambi il suo modo di giocare contro di noi per questo. Il futuro è nelle nostre mani. Dobbiamo vincere le tre partite che ci restano e poi vedremo. Se l'Atletico fa 4 punti è già campione. Noi dobbiamo guardare in casa nostra, affrontare le tre partite come se fossero delle finali, sapendo che nessuno ci farà regali."
Il "BISCOTTO" - Eppure, c'è chi insiste sul fatto che in queste ultime partite siano stati offerti premi in denaro per fare in modo che squadre che non hanno nulla da giocarsi, vedi il Celta Vigo che ha già conquistato la permanenza nella massima serie, diano il massimo contro il Real. "Non ci credo, - spiega Carlo, storcendo la bocca - Non credo che siano necessari dei premi in denaro per dei calciatori professionisti che già guadagnano il loro salario per giocare e farlo bene. Sarebbe un danno per l'immagine del calcio spagnolo, se fosse così. - aggiunge il tecnico di Reggiolo - Sono convinto che tutte le squadre che andranno in campo da qui alla fine del campionato lo faranno per vincere. Senza premi o incentivi esterni."
CALO MENTALE - "Contro il Valencia abbiamo perso un'opportunità, - ammette il tecnico del Real - Ma abbiamo pagato il calo di energia mentale in seguito alla partita di Monaco. Adesso lo abbiamo recuperato e sappiamo che la partita di domani, che è fondamentale per noi e per il Valladolid, che lotta per la salvezza, è come una finale. Cercheremo di dare qualche minuto di gioco a Khedira che ha ripreso ad allenarsi normalmente e potrebbe essere importante per l'appuntamento di Lisbona." Sì perché, per quanto la Liga sia uno dei traguardi del Real di Ancelotti, la finale del 24 maggio è l'appuntamento che tutti i madridisti aspettano. Per questo anche Casillas, dopo più di un anno di assenza, tornerà a difendere la porta del Real in Liga. Anche Iker ha bisogno di "minuti" perché possa alzare la tanto agognata "decima".
TUTTI VOGLIONO VINCERE - Ancelotti, prima della importantissima sfida infrasettimanale contro il Valladolid, non crede a "combine" o biscotti. "Tutte le squadre cercheranno di vincere, - commenta il tecnico italiano - Lo abbiamo visto il passato weekend. Il Levante che non si giocava nulla ha vinto con l'Atletico, lo stesso Valencia, che non ha obiettivi in questo finale di stagione, ha rischiato di vincere al Bernabeu. Ma credo che sia il bello di questo campionato, il fatto che sia così appassionante è perché tutte le squadre giocano per vincere."
LUIS ENRIQUE - Ciononostante, la riunione tra Luis Enrique e la dirigenza del Barcellona ha fatto discutere. C'è chi ha scritto che fermare il Real Madrid con il suo Celta Vigo potrebbe essere il primo compito come futuro allenatore dei catalani. "Immagino che il Barcellona stia cercando un tecnico per la prossima stagione, per questo Luis Enrique si è incontrato con i dirigenti del Barça, - commenta sornione Ancelotti - Ma non credo che il Celta cambi il suo modo di giocare contro di noi per questo. Il futuro è nelle nostre mani. Dobbiamo vincere le tre partite che ci restano e poi vedremo. Se l'Atletico fa 4 punti è già campione. Noi dobbiamo guardare in casa nostra, affrontare le tre partite come se fossero delle finali, sapendo che nessuno ci farà regali."
Il "BISCOTTO" - Eppure, c'è chi insiste sul fatto che in queste ultime partite siano stati offerti premi in denaro per fare in modo che squadre che non hanno nulla da giocarsi, vedi il Celta Vigo che ha già conquistato la permanenza nella massima serie, diano il massimo contro il Real. "Non ci credo, - spiega Carlo, storcendo la bocca - Non credo che siano necessari dei premi in denaro per dei calciatori professionisti che già guadagnano il loro salario per giocare e farlo bene. Sarebbe un danno per l'immagine del calcio spagnolo, se fosse così. - aggiunge il tecnico di Reggiolo - Sono convinto che tutte le squadre che andranno in campo da qui alla fine del campionato lo faranno per vincere. Senza premi o incentivi esterni."
CALO MENTALE - "Contro il Valencia abbiamo perso un'opportunità, - ammette il tecnico del Real - Ma abbiamo pagato il calo di energia mentale in seguito alla partita di Monaco. Adesso lo abbiamo recuperato e sappiamo che la partita di domani, che è fondamentale per noi e per il Valladolid, che lotta per la salvezza, è come una finale. Cercheremo di dare qualche minuto di gioco a Khedira che ha ripreso ad allenarsi normalmente e potrebbe essere importante per l'appuntamento di Lisbona." Sì perché, per quanto la Liga sia uno dei traguardi del Real di Ancelotti, la finale del 24 maggio è l'appuntamento che tutti i madridisti aspettano. Per questo anche Casillas, dopo più di un anno di assenza, tornerà a difendere la porta del Real in Liga. Anche Iker ha bisogno di "minuti" perché possa alzare la tanto agognata "decima".