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Spagna: Liga 'pazza', ora il Barcellona torna in pole position

Il pareggio del Real a Valladolid non solo riduce al lumicino le speranze di Ancelotti di vincere il campionato al primo tentativo, ma fa del club blaugrana il nuovo favorito al titolo: l'ultima giornata ospiterà l'Atletico. E i colchoneros potrebbero ritrovarsi senza Liga, né Champions
di GIORGIO BARATTO

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MADRID - Aveva ragione la stampa spagnola nel definire questo campionato la "Liga Loca". Il pareggio nel recupero di Valladolid, il secondo consecutivo in soli tre giorni, rende quasi impossibile per il Real entrare nella lotta scudetto - non è matematicamente fuori dai giochi, d'accordo, ma dovrebbe vincere le ultime due partite e sperare che Atletico e Barcellona perdano domenica e pareggino tra loro all'ultima giornata, difficile che accada. E a questo punto il favorito per la vittoria finale è proprio quel Barcellona di Tata Martino tanto criticato e bistrattato da stampa e tifosi.

VOLATA FINALE - A 180 minuti dalla fine le tre squadre di testa hanno, rispettivamente: Atletico 88 punti, Barcellona 85 punti e Real 84 punti. Per vincere matematicamente all'Atletico bastano 4 punti, ma per conquistarli deve vincere contro il Malaga e quanto meno pareggiare contro il Barcellona al Camp Nou all'ultima giornata. Il Barcellona non ha scelta, deve vincere entrambe le sfide, sempre che l'Atletico non perda punti contro il Malaga, la prima contro l'Elche, che ancora non ha la salvezza in tasca, e poi il 18 maggio contro l'Atletico. Così facendo i colchoneros di Simeone e il Barça di Martino si troverebbero a pari punti, ma alla squadra catalana andrebbe il titolo per il vantaggio negli scontri diretti - la partita di andata a Madrid si chiuse sullo 0 a 0, vincendo, anche con il minimo scarto il Barcellona si assicurerebbe la Liga.

BARCELLONA FAVORITO - Eliminando il Real dalla lotta scudetto, se l'Atletico vince in casa domenica diventa irraggiungibile per gli uomini di Ancelotti, il Barcellona avrà il vantaggio di giocarsi quella che può essere considerata la "finale della Liga" in casa. Certo, non può permettersi di sbagliare partita contro l'Elche, ma senza dubbio il morale dei blaugrana è tornato alle stelle, dopo che il pareggio di sabato scorso con il Getafe (2-2 casalingo) aveva dato per scontato la fine della rincorsa. Poi sono venuti i due pareggi del Real e la sconfitta a Valencia dell'Atletico, risultati insperti che hanno rimesso in corsa il Barça.

SALUTARE CON UNA VITTORIA - Anche se il Barcellona dovesse farcela, è sicuro che Tata Martino non siederà sulla panchina catalana la prossima stagione, ma vincere la Liga più combattuta di questo 21esimo secolo sarebbe un'eredità scomoda per Luis Enrique, indicato come principale favorito per sostituirlo. Il Real, oltre al fatto di dover dipendere dai risultati altrui per continuare a sperare, è uscito dal campo di Valladolid con l'infermeria piena. Ronaldo dovrà mettersi a riposo se vuole arrivare a pieno regime alla finale di Champions, Pepe e Di Maria verranno sottoposti a prove mediche, però si teme il peggio per entrambi, e la finale di Lisbona è dietro l'angolo.

ORGOGLIO ATLETICO - Per Diego Simeone e i suoi, a dire il vero, non cambia nulla. Dall'inizio di stagione il "Cholo" ha ripetuto il solito refrain "Partita a partita" al quale, nelle ultime settimene si è aggiunto "Dipendiamo solo da noi stessi". È vero, se l'Atletico vince con il Malaga e strappa un pareggio nel Camp Nou entrerà nella storia. Ma ora esiste il rischio, dopo un anno da incorniciare, che i colchoneros si ritrovino con un pugno di mosche. Perdere la Liga sconfitti dal Barcellona e la Champions ai danni dei cugini del Real, sarebbe un colpo troppo duro anche per il proverbiale "Orgullo Atleti".
 
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