Sport

Argentina: morto Grondona, presidente Federcalcio da 35 anni

Il n.1 del calcio del paese sudamericano era stato ricoverato a Buenos Aires dopo essersi sentito male nella sua abitazione. Il 'grande nemico' di Maradona aveva 82 anni ed era a capo dell'Afa dal 1979, oltre che vicepresidente della Fifa

1 minuti di lettura
BUENOS AIRES - E' morto il 'grande capo' del calcio argentino. Julio Grondona, il presidente della Federcalcio del paese sudamericano si è spento a 82 anni: era ricoverato da questa mattina all'ospedale "Sanatorio Mitre" di Buenos Aires per problemi cardiaci. Grondona sarebbe dovuto essere sottoposto a un intervento all'aorta. Dal 1979 alla guida dell'Afa, Grondona era anche vicepresidente della Fifa. Si era sentito male nella sua abitazione di Buenos Aires ed era stato subito trasferito al reparto di cardiologia del 'Sanatorio Mitre' accompagnato da uno dei figli. In un primo momento le sue condizioni non sembravano così gravi: l'Afa, in una nota, aveva parlato di "leggera indisposizione".

"Sono molto triste per la perdita di un grande amico". Così il presidente della Fifa Sepp Blatter ha voluto ricordarlo. Grondona, membro del Comitato Esecutivo della Fifa dal 1988, di Blatter era diventato successivamente il vicepresidente senior e braccio destro. Un protagonista dall'influenza tanto innegabile quanto non priva di polemiche nella storia del calcio argentino e mondiale che più volte si è scontrato con l'icona dell'Albiceleste Diego Armando Maradona. Nato nel 1931 ad Avellaneda, nella periferia di Buenos Aires, Grondona ha iniziato la sua carriera nel calcio nel 1957 fondando con altri soci il club Arsenal, squadra della quale fu presidente durante 20 anni, prima di passare all'Independiente nel 1976 ed essere nominato presidente dell'Afa nel 1979 dalla dittatura militare allora al governo.

Soprannominato "Il Padrino", è rimasto 35 anni al timone della Federcalcio, ottenendo nove rielezioni consecutive. Dopo l'ultima, nel 2011, aveva promesso di ritirarsi alla fine del mandato, nel 2015. Durante la sua presidenza l'Argentina ha partecipato a 9 Mondiali, ha giocato tre finali ed è riuscita a vincerne una, in Messico nel 1986, con Maradona come capitano. Il calcio - e i Mondiali - lo hanno occupato fino all'ultimo minuto: aveva ricevuto solo ieri le dimissioni del tecnico della nazionale, Alejandro Sabella, e aveva già annunciato che non sarebbe andato alla conferenza stampa di Sabella che era prevista per oggi, perché non era d'accordo con la sua decisione.

Non stupisce dunque se l'Afa ha proclamato sette giorni di lutto e la sospensione della prossima data del campionato di calcio: la figura di Grondona rappresenta un'intero periodo della storia del calcio argentino, durante il quale ha dimostrato la sua capacità di mantenere ottimi e profittevoli rapporti con governi golpisti o democratici, e di qualsiasi colore politico. Un talento politico che lo ha portato ai vertici del calcio mondiale.
I commenti dei lettori