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Barcellona, il giorno di Luis Suarez: ''Il morso? Non lo farò più''

L'attaccante uruguaiano, grazie anche alla grazia del Tas, è stato presentato ufficalmente come giocatore blaugrana. A chi gli chiede della squalifica risponde: "Il morso? Una cosa personale. La sanzione devo accettarla". La società rende ufficale la cifra dell'affare: 81 milioni
di GIORGIO BARATTO

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BARCELLONA - La Spagna, indipendentemente dai problemi dovuti alla crisi mondiale, sta diventando il Paese dei sogni, almeno per quanto riguarda i calciatori. James Rodriguez è arrivato al Real dicendo che si realizzava il suo sogno, il portiere Keylor Navas, stessa squadra, stesso commendo. Ora è la volta di Luis Suarez che, nel giorno della sua presentazione ufficiale come giocatore dle Barcellona, rincara la dose: "Giocare qui era il sogno che avevo fin da bambino".

IL MORSO PROIBITO - Una presentazione che lascia un po' l'amaro in bocca ai tifosi del Barça, che hanno avuto l'opportunità di veder giocare la nuova stella della squadra di Luis Enrique per pochi minuti durante il Trofeo Gamper, perché l'uruguaiano non potrà scendere in campo se non per giocare amichevoli, fino al 26 ottobre, perdendosi così 8 partite di Liga e 3 di Champions. Tutto per colpa di quel morso dato a Chiellini ai Mondiali. "Preferisco non guardare indietro. Ho vissuto giorni in cui mi sentivo molto depresso. Ho avuto bisogno di tempo e della tranquillità della mia famiglia per poter pensare e capire che dovevo chiedere scusa a Chiellini e alla mia Nazionale. Lo prometto, non ci ricadrò più. Ora voglio solo pensare al presente, anche se so che sarò nel mirino di tutti" dice Suarez svelando anche d'aver consultato degli "esperti" dopo il suo gesto.
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LONTANO DAL CAMPO - "Per me essere qui è un sogno che avevo fin da piccolo - spiega Suarez - Sono venuto a vedere giocare il Barcellona diverse volte al Camp Nou. C'ero in quel 5 a 0 al Real, ma non ci avevo mai giocato. L'ambiente è fantastico, si respira calcio e non vedo l'ora di poter tornare a giocarci ancora". Un ambiente che ha vissuto ieri per la prima volta anche solo per 15 minuti, d'ora in poi, per i prossimi due mesi, potrà solo allenarsi. "Mi è già successo anche con il Liverpool di passare parecchio tempo senza giocare - ammette l'uruguaiano - In questi casi l'unica cosa che si può fare è dare il massimo in allenamento, aiutare i compagni da fuori. Non avrei mai pensato di essere all'altezza dei grandi attaccanti che hanno giocato con il Barça, ma ora sono qui è darò il massimo".

UN AFFARE DA 81 MILIONI - Il Barcellona ha reso ufficale le cifre del trasferimento del giocatore dal Liverpool. 81 milioni di euro, un po' meno rispetto alla clausola rescissoria che lo legava alla squadra inglese (95 milioni), però niente a che vedere con la nuova clausola che dovrà sborsare chi vorrà soffiarlo alla sua nuova squadra: 200 milioni di euro.
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PRONTO PER IL REAL - Al momento, per Luis Suarez è tutto nuovo. Non ha ancora a vuto il tempo di parlare a lungo con il tecnico: "Con Luis Enrique ho parlato poco - ammette - Sono qui da soli tre giorni e capisco che lui deve pensare a tutta la squadra e al debutto in Liga, ma avremo tempo per farlo." Già essere tornato ad allenarsi è una piccola vittoria per l'ex attaccante del Liverpool, che si è già posto un traguardo. "Manca ancora molto per quel giorno, lo so bene - spiega sorridendo - Ma io conto di farmi trovare pronto per la partita del Bernabeu il 26 ottobre. E spaper di poter giocare al fianco di giocatori come Neymar e Messi non fa altro che motivarmi a dare il meglio di me stesso".
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