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Ancelotti striglia il Real Madrid: ''Qualcosa cambierà''

Il ko subito contro la Real Sociedad lancia nuove ombre sul progetto dei Blancos di quest'anno. L'arrivo di "Chichiarito" Hernandez dal Manchester United da molti è visto come una misura insufficiente per rimettere la squadra sui binari giusti. E il tecnico alza la voce
di GIORGIO BARATTO

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MADRID - Ammettiamolo, è ridicolo che si parli di crisi dopo solo due giornate di campionato. Anche se la sconfitta contro la Real Sociedad è arrivata in una maniera preoccupante, il Real era in vantaggio per 2 a 0 dopo solo undici minuti poi il tracollo fino al 2 a 4 finale, può essere considerata un incidente di percorso. Però sono molti gli elementi che impongono una pronta reazione alla squadra di Ancelotti che in pochi giorni è passata dal sogno dei sei titoli stagionali al difficile compito di rimettersi prontamente in carreggiata.

AGOSTO CINICO -
La stagione del Real era cominciata nel migliore dei modi, vittoria della Supercoppa Europea contro il Siviglia dimostrando quella spigliatezza che si era già vista nel finale della passata stagione. Per il resto solo, o quasi, cattive notizie. Il precampionato senza vittorie, la doppia sfida con l'Atletico, con relativa perdita della Supercoppa di Spagna, che privava i Blancos del sogno del "sextete", una vittoria senza brillare al debutto in Liga contro la neopromossa Cordoba e ora questa brutta sconfitta contro la Real Sociedad, che giovedì scorso era stata battuta 3 a 0 dai russi del Krasnodar e buttata fuori dalla Europa League. Il bilancio di questo agosto non si può certo considerare positivo per Ancelotti e i suoi.

DIASPORA MERENGUE - A preoccupare la stampa spagnola sono le poche alternative a disposizione del tecnico italiano a causa della panchina corta, rintuzzata dalle defezioni, anche importanti, a cui il mercato brillante del Real non sembra in grado di porre rimedio. Sono arrivati Toni Kroos, James Rodriguez e il portiere Keylor Navas, ma sono andati via Morata, Diego Lopez, Di Maria e Xabi Alonso, quest'ultimo ago della bilancia per mantenere quell'equilibrio in campo di cui parla spesso Ancelotti. Notizia dell'ultima ora sui media spagnoli l'arrivo di "Chicharito" Hernandez per rinforzare l'attacco. I tifosi si aspettavano un giocatore di maggior peso (leggi Radamel Falcao) ma sembra che l'intenzione sia stata quella di prendere un giocatore che sopporti la panchina, come sostituto di Benzema, senza fare storie. Basterà in attesa del rientro di Jesé?

SQUADRA DA BOCCIARE - Nel dopo partita, Carlo Ancelotti ha reagito duramente, cosa che i suoi giocatori non hanno fatto sul campo. "È una sconfitta che non mi piace, perché una squadra come il Real se vince per 2 a 0 deve mantenere la stessa mentalità per tutta la partita - spiega il tecnico - La responsabilità è mia, ma adesso qualcosa deve cambiare, e cambierà". L'improvvisa cessione del "Professore" Xabi Alonso al Bayern di Guardiola, con cui ha debuttato ieri in Bundesliga, per Ancelotti non ha niente a che vedere con la brutta sconfitta di San Sebastian. "Non c'entra nulla - dice - Il problema è stata la mentalità di tutta la squadra, non di un singolo giocatore".

DERBY DECISIVO? - Ora, qualcuno potrebbe pensare "per fortuna", c'è la pausa per le partite della Nazionale. Cristiano Ronaldo è stato messo a riposo e sicuramente sarà pronto per la ripresa del campionato. E di lui pare che il Real abbia un estremo bisogno, anche perché il 13 settembre arriva al Bernabeu l'Atletico Madrid di Diego Simeone e di Alessio Cerci ed è un derby che suona già come una sfida decisiva per gli uomini di Ancelotti. Se alla terza giornata il Barcellona di Luis Enrique dovesse vincere in casa contro l'Athletic, e il Real perdere il derby sarebbero già 6 punti di svantaggio sui Blaugrana e 4 sui Colchoneros, principali avversari per il titolo finale. Allora forse sì, forse si potrebbe parlare di crisi.
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