MADRID - Santiago Bernabeu è stata la prima grande stella del Real Madrid. Prima come giocatore, vincendo 16 Campionati, 6 Coppe di Spagna e 6 Coppe dei Campioni, poi come Presidente, eletto nel 1943 è rimasto in carica per 35 anni, fino al giorno della sua morte avvenuta il 2 giugno 1978, nessuno è stato presidente così a lungo nella storia dei Blancos. Logico quindi che lo stadio del Real portasse il suo nome. Almeno finora.
AFFARE MILIONARIO - Ancora non è stato chiuso l'accordo, ma pare che manchino solo gli ultimi dettagli, tra la dirigenza del Real Madrid e la IPIC (International Petroleum Investment Company) di proprietà della famiglia Reale di Abu Dabi, affinché lo stadio di Chamartin venga ribattezzato. I dettagli dell'accordo sono stati pubblicati dal quotidiano Marca, secondo il quale per cambiare nome al proprio stadio, il Real Madrid riceverà 500 milioni di euro per i prossimi 20 anni, vale a dire 25 milioni all'anno.
NUOVO NOME - Ancora non è dato sapere quale sarà il nuovo nome dello stadio, e anche se al vertice dell'accordo c'è la IPIC, sarà un'altra entità che farà bella mostra di sé all'esterno della struttura. Il quotidiano sportivo di Madrid ipotizza che possa essere lo stesso emirato ad affiancare il nome di Santiago Bernabeu. "Abu Dabi Bernabeu" è l'opzione più gettenota al momento, ma ancora non esiste nessuna ufficialità.
AVANGUARDIA ARCHITETTONICA - Già da qualche anno sono stati presentati progetti per il rinnovo e la ristrutturazione dello stadio, costruito originariamente nell'ormai lontano 1947, e senza dubbio, se l'accordo dovesse andare in porto, è più che probabile che i soldi incassati dal Real forniscano una nuova spinta, e nuova linfa, in questa direzione. Lo stesso Florentino Perez, nel discorso ai soci di questa domenica, ha parlato di una "Madrid è una città che continua a crescere e il Bernabeu sarà un'icona all'avanguardia architettonica di questa città".
LA PAROLA AI SOCI - L'ultima parola l'hanno però i soci del club. Cambiare nome allo stadio potrebbe essere cosa non gradita a una parte della tifoseria, come ha dimostrato il tentativo di un gruppo di tifosi di entrare con la forza nella sede dell'assemblea al grido di "Il Madrid è dei suoi soci, non dei tuoi affari". In ogni caso i 500 milioni messi sul piatto dall'Emirato di Abu Dabi sono una cifra difficile da rifiutare, senza dimenticare che sarebbe il più grande accordo mai realizzato da una società di calcio con uno sponsor. Manca solo la firma.
AFFARE MILIONARIO - Ancora non è stato chiuso l'accordo, ma pare che manchino solo gli ultimi dettagli, tra la dirigenza del Real Madrid e la IPIC (International Petroleum Investment Company) di proprietà della famiglia Reale di Abu Dabi, affinché lo stadio di Chamartin venga ribattezzato. I dettagli dell'accordo sono stati pubblicati dal quotidiano Marca, secondo il quale per cambiare nome al proprio stadio, il Real Madrid riceverà 500 milioni di euro per i prossimi 20 anni, vale a dire 25 milioni all'anno.
NUOVO NOME - Ancora non è dato sapere quale sarà il nuovo nome dello stadio, e anche se al vertice dell'accordo c'è la IPIC, sarà un'altra entità che farà bella mostra di sé all'esterno della struttura. Il quotidiano sportivo di Madrid ipotizza che possa essere lo stesso emirato ad affiancare il nome di Santiago Bernabeu. "Abu Dabi Bernabeu" è l'opzione più gettenota al momento, ma ancora non esiste nessuna ufficialità.
AVANGUARDIA ARCHITETTONICA - Già da qualche anno sono stati presentati progetti per il rinnovo e la ristrutturazione dello stadio, costruito originariamente nell'ormai lontano 1947, e senza dubbio, se l'accordo dovesse andare in porto, è più che probabile che i soldi incassati dal Real forniscano una nuova spinta, e nuova linfa, in questa direzione. Lo stesso Florentino Perez, nel discorso ai soci di questa domenica, ha parlato di una "Madrid è una città che continua a crescere e il Bernabeu sarà un'icona all'avanguardia architettonica di questa città".
LA PAROLA AI SOCI - L'ultima parola l'hanno però i soci del club. Cambiare nome allo stadio potrebbe essere cosa non gradita a una parte della tifoseria, come ha dimostrato il tentativo di un gruppo di tifosi di entrare con la forza nella sede dell'assemblea al grido di "Il Madrid è dei suoi soci, non dei tuoi affari". In ogni caso i 500 milioni messi sul piatto dall'Emirato di Abu Dabi sono una cifra difficile da rifiutare, senza dimenticare che sarebbe il più grande accordo mai realizzato da una società di calcio con uno sponsor. Manca solo la firma.