Sport

Ultim'ora

Caso Bianchedi, l’Anac: “Sul voto in Giunta sul commissariamento decida il Coni”

Real Madrid, Casillas: ''Ferito da Mou, ho pensato all'addio''

In una lunga intervista il portiere del Real parla dei problemi avuti negli utlimi due anni per ritrovare un posto da titolare tra i pali dei Campioni d'Europa. "Quando Mourinho mi ha escluso mi sentivo isolato, tutti mi trattavano come se avessi avuto la peste. Ho pensato di andarmene"
di GIORGIO BARATTO

2 minuti di lettura
MADRID - Sono stati due anni duri per Iker Casillas. Due anni in cui ha perso la titolarità in porta, quando ad allenare il Real era José Mourinho, e in cui, una volta arrivato Carlo Ancelotti, si è visto relegato a giocare solo le partite di Coppa del Re e di Champions, ora che sembra essere tornato il sereno Iker non ha problemi nel parlare del periodo  più buio della sua carriera. "È stato un periodo duro - ammette il portiere di Mostoles - in cui ho anche pensato di lasciare la Spagna. Poi mi sono detto che era il momento di lottare per recuperare il posto in squadra e così ho fatto. La passata stagione, quando il mister mi ha comuncato che avrei giocato solo le partite di Coppa ho pensato che poteva finire molto male o molto bene. Abbiamo vinto la Decima, quindi non è andata poi così male".

MOURINHO -
"Gli anni di Mourinho al Madrid sono stati molto buoni per noi, l'ho sempre pensato, siamo riusciti a ridurre la distanza con il Barcellona. Io ho il massimo rispetto per gli allenatori, ma forse avrei dovuto rispondere a Mourinho quando mi criticò apertamente - spiega il numero uno del Real -. Se rimasi zitto fu perché non volevo creare tensioni all'interno dello spogliatoio. Non avevo una buon rapporto con l'allenatore in quel momento e forse a qualcuno ha dato fastidio che non dicessi nulla. Forse avrei dovuto farlo, ma ho preferito così".

IL PRESIDENTE -
Sul fatto che anche il presidente Florentino Perez appoggiasse le decisioni dell'allenatore portoghese Casillas riconosce di essersi sentito messo da parte. "Mi sentii isolato dalla dirigenza. Chiesi diverse volte, anche se ero infortunato, di viaggiare con la squadra in alcune partite come contro il Barcellona e il Manchester, perché mi faceva piacere stare con i miei compagni, ma era come se fossi stato messo fuori squadra. A volte nelle conferenze stampa si dicevano cose che non erano adeguate. Mi sentii messo da parte".

LA TALPA -
Tra le accuse fatte a Casillas nel periodo "nero" c'è anche quella di essere stato una "talpa" che andava a raccontare ai giornalisti i malumori del Club, cosa che fece anche la sua fidanzata, la giornalista Sara Carbonero. "Con Sara si è cercata una scusa per attaccare il sottoscritto - commenta pacatamente Casillas - Ce l'hai con me? Dagli addosso a Sara. Lei fece un commento identico a quelli di altri suoi colleghi, niente di più. Sul fatto poi che raccontassi i retroscena dello spogliatoio ai giornalisti è una pura menzogna. Coi giornalisti si parla dell'allenatore e dei compagni di squadra, ma sono in questo ambiente da 17 anni, so bene qual è il mio ruolo, cosa dire e cosa no".

FISCHI CHE FANNO MALE -
Negli ultimi tempi i tifosi del Real si sono divisi anche riguardo l'appoggio a un mostro sacro come Iker, allo stesso Bernabeu sono piovuti fischi in direzione del numero uno. "I fischi fanno male, ammette Casillas - Sono qui da quando ho nove anni, abbiamo vinto titoli importanti. È chiaro che il pubblico è padrone di fare ciò che vuole, però sono cose che danno fastidio. Giocare nel Real Madrid significa anche accettare certe cose".

FRANCIA 2016 - I prossimi appuntamenti di Casillas sono con la Nazionale, due trasferte, Slovacchia e Lussemburgo, valide per le qualificazioni dei prossimi Europei che si terranno in Francia nel 2016. "Sogno di poter prendere parte agli Europei, perché mi dà ancora fastidio ciò che è successo al Mondiale del Brasile - ammette il portiere - È un sassolino nella scarpa che mi piacerebbe togliermi. Con la Nazionale ho già vinto due Europei e un Mondiale, ma la gente si ricorda solo dell'ultimo torneo, e mi piacerebbe far dimenticare il Brasile".
I commenti dei lettori