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Dai quattro punti a vittoria al torneo a 10 squadre: in Francia c'è il decalogo per rilanciare il calcio

Una fase di Psg-Monaco (afp)
Il quotidiano L'Equipe, raccogliendo una insoddisfazione generale per il livello della Ligue 1, propone una riforma drastica, a tratti rivoluzionaria. Tra le novità proposte, anche la gran parte dell'ingaggio in base al rendimento
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ROMA - Ai francesi la Ligue 1 non piace più di tanto. Lo si evince dal fatto che l'autorevolissimo Equipe propone una riforma drastica, rivoluzionaria sotto tutti i punti di vista, per rilanciare lo spettacolo sui campi di Francia. Un decalogo che, secondo le intenzioni, porterebbe ad un salto di qualità. Prima cosa, troppie squadre in Ligue 1. Quindi, prendere esempio da un campionato minore come quello scozzese: qui il livello calcistico non è di primissimo livello, tanto da optare per una sorta di superlega. Campionato con dieci squadre, che si affrontano 4 volte per un totale di 36 giornate. Ne guadagnerebbe, secondo la teoria de L'Equipe, lo spettacolo, ma anche il cammino delle francesi in Europa, forgiate ad incontri costantemente di alto livello, sarebbe meno problematico.

La vittoria dovrebbe valere quattro punti. I 3 a partita, introdotti nella stagione 1994/95, hanno esaurito la spinta a rischiare di più dal punto di vista tattico, sarebbe ora di aumentare gli incentivi. Modifiche anche per il pareggio: due punti se si segnano delle reti, uno se la gara termina 0-0.  Terzo punto, controlli eccessivamente rigorosi sul bilancio fanno sì che molti club concentrino le loro risorse, prima che sul potenziamento della rosa, sulle infrastrutture. Ma una grande impresa, secondo quanto spiega Thierry Cranturco, avvocato specializzato nel settore sportivo ed ex presidente del Rouen, necessita l'assunzione di rischi. Il rovescio della medaglia: la cosa aprirebbe però possibilità di esposizione economica e potrebbe portare i club a una bancorotta programmata.

Un salary cup adeguato ad ogni club. In pratica, un tetto massimo all'ingaggio dei giocatori proporzionato alle disponibilità economiche della società. La novità sarebbe una quota abbastanza bassa della retribuzione fissa, in modo da lasciare la maggiore parte dei ricavi dei calciatori proporzionali al rendimento. La controindicazione è l'arrivo più difficile di grandi campioni (vedere Psg), che probabilmente per trasferirsi in un club vorrebbero una garanzia certa di guadagno.

Altro punto importato dal Regno Unito, l'introduzione del Boxing Day. Giocare il giorno di Santo Stefano e prolungare il torneo anche alle festività di Capodanno come avviene nei campionati inglese e scozzese per riempire gli stadi e trasformare le gare in una festa per famiglie. Anche qui una controindicazione, derivante dallo stato del clima e dei manti erbosi, che potrebbe causare più di un rinvio.

Vista la disciplina, almeno in generale, mostrata dai giocatori delle squadre francesi nelle gare internazionali, 'importare' arbitri dai principali tornei europei. Sarebbe probabilmente un modo per evitare continue discussioni. Certo che, dopo il caso Rocchi post Juventus-Roma, un pensierino anche per il campionato italiano viene logico. 

Fare in modo che il calcio sia uno spettacolo in campo e sugli spalti. In tal senso il rimodernamento degli stadi per Euro2016 è una occasione da prendere al volo per fare un ulteriore salto di qualità.

Altra idea mutuata dall'estero, stavolta dalla Spagna. Dare spazio al crowdfunding, un po' sul modello del Barcellona che ha centosessantamila soci. Una sorta di azionariato popolare che oltre a fare bene alle casse sociali, renderebbe il tifoso-socio vicino al club. La controndicazione, in casi di frazionamento eccessivo in piccoli azionisti, potrebbe essere lo scoraggiamento dei grandi gruppi a immettere risorse.

Sviluppare un campionato delle squadre riserve, alle quali destinare settimanalmente i giocatori che non sono stati ritenuti adeguati per la gara del torneo maggiori. Infine, spazio ulteriore per i tecnici stranieri. Il Loco Bielsa, in testa alla classifica con il suo Marsiglia, Carlo Ancelotti nella sua esperienza al Psg, hanno evidenziato come l'apporto d'esperienza di chi viene da fuori migliori la quualità del calcio francese.

 
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