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Spagna: Real-Barcellona, è un Clasico da record. Ancelotti: "Nessuna partita ha più qualità"

Tanta carne al fuoco nella sfida in programma sabato alle 18 al Bernabeu (diretta Repubblica.it): la difesa imbattuta dei blaugrana, che possono volare a +7 sui rivali, i 30 gol segnati finora dai blancos (15 da Ronaldo), il ritorno di Suarez dopo la squalifica ("di sicuro giocherà", ha detto Luis Enrique). Grande rispetto reciproco tra i due tecnici
di GIORGIO BARATTO

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MADRID - Mezza Spagna è pronta a fermarsi sabato alle 18. Come ha titolato il periodico Marca qualche giorno fa, "Sabato non ci sono per nessuno". È il primo Clasico della stagione è c'è già molta carne al fuoco nella partita del Bernabeu. Il record di Leo Messi come miglior marcatore di tutti tempi in Liga (gli mancano due centri); il record di imbattibilità di Claudio Bravo, il portiere del Barça non subisce gol in campionato da 720 minuti; il record di gol di Cristiano Ronaldo a inizio stagione, 15 in solo 8 giornate, e solo 7 partite giocate; l'esordio al Bernabeu di Luis Enrique come allenatore del Barcellona; il ritorno in una partita ufficiale di Luis Suarez, dopo la squalifica per il morso a Chiellini; la sfida tra il miglior attacco della Liga (del Real Madrid con 30 gol) e la miglior difesa (il Barcellona 0 reti incassate finora); la prima vittoria di Carlo Ancelotti contro il Barcellona in campionato; e poi i tre punti, importantissimi per il Real per non perdere il contatto con il Barça e altrettanto importanti per i Blaugrana per avere un distacco abissale dai Blancos dopo solo 9 giornate: sette lunghezze.
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STESSA MENTALITÀ - Un Clasico è da sempre una partita aperta a qualsiasi risultato in cui può accadere di tutto. Su una cosa entrambi gli allenatori, Ancelotti e Luis Enrique, sono pienamente d'accordo, le squadre non modificheranno il loro stile di gioco in base alle assenze o ai nuovi inserimenti. "Che giochi Luis Suarez o meno - spiega Carlo Ancelotti - Per noi non cambia molto. Il nostro stile di gioco rimarrà lo stesso. Suarez è un grande giocatore che ha segnato moltissimi gol, e penso sia un bene per tutto il calcio che possa tornare in campo a questi livelli, ma noi cercheremo di giocare come sempre. Di sicuro al mondo non c'è una partita con più qualità di questa: non solo in attacco, ma anche a centrocampo e nel reparto arretrato". Anche se il forfait di Gareth Bale potrebbe far decidere all'allenatore italiano di passare dal 4-3-3 al 4-4-2, un cambiamento che Luis Enrique non vede come drammatico. "Se così dovesse essere - commenta l'allenatore asturiano - dovremmo sistemare qualcosa, ma il nostro modo di giocare sarà lo. Avere il controllo palla, fare meno errori possibili e scendere in campo per vincere la partita".

ORARIO CRITICABILE - Anche se domani faranno di tutto per soprendere l'avversario e portare a casa tre punti importantissimi per le proprie squadre, Ancelotti e Luis Enrique sono d'accordo anche sulle critiche espresse da Cristiano Ronaldo sull'orario scelto per lo svolgimento della partita. "Io, e molti altri qui nel Club, la penso come Cristiano - ammette Carletto - Abbiamo avuto solo due giorni per recuperare la partita di Anfield e sarebbe stato meglio giocarla alle 21. Ma non c'è nessun problema. Ho fiducia nei miei giocatori, abbiamo recuperato e siamo pronti per una grande sfida". Gli fa eco l'allenatore del Barcellona: "Sono d'accordo. Anch'io avrei preferito giocare una partita del genere di sera. Ma qui saltano in ballo interessi televisivi più grandi di noi, interessi che non possiamo controllare. In ogni caso sarebbe meglio avere un calendario più consono, meglio strutturato".
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RISPETTO RECIPROCO - Ha fatto discutere, qui in Spagna, un commento di Ancelotti dopo la partita di Liverpool in cui affermava di aver sostituito CR7 senza dovergli chiedere il permesso. Il tutto in relazione alla polemica sul rifiuto di Leo Messi di uscire dal campo nella partita della Liga di domenica scorsa contro l'Eibar, che costrinse Luis Enrique a sostituire Neymar al posto dell'argentino. "Se qualcuno ha pensato che la mia fosse una provocazione si sbaglia di grosso - ha spiegato il tecnico italiano - Ho il massimo rispetto per il lavoro di Luis e di tutti i miei colleghi, non mi sarei mai permesso di creare polemiche per questo. Era una battuta, niente di più". Da parte sua l'allenatore del Barça replica con la stessa moneta. "Rispetto moltissimo Carlo Ancelotti. Ognuno è libero di scherzare come vuole e non credo fosse una provacazione. Poi voi giornalisti potete trarre le conclusioni che volete, ma io non mi sento infastidito da quanto ha detto".

CERTEZZA SUAREZ - Uno dei punti più caldi della partita di domani è il ritorno in campo di Luis Suarez, ritorno confermato da Luis Enrique. "Luis domani avrà a disposizione alcuni minuti - ammette - Ora come ora non saprei dire quanti, ma di sicuro scenderà in campo". Un tridente formato da Messi, Neymar e Suarez sarebbe un banco di prova difficile anche per una difesa che nelle ultime partite ha incassato sempre meno gol come quella del Real. "Può darsi che la sfida la vinca chi farà meno errori a livello difensivo - ha spiegato Ancelotti - Però credo che non esista al mondo una partita che possa mettere in campo tanta qualità come quella di domani, in qualsiasi reparto, e so bene che dovremo fare una partita perfetta per poter vincere".
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VANTAGGIO IMPORTANTE - Indipendentemente da chi scenderà in campo domani, Ancelotti ha detto che in partite come queste non rinuncia a schierare una formazione a sorpresa ("Potrei togliere un attaccante e inserire un centrocampista, oppure togliere un centrocampista e inserire un attaccante"), il vantaggio è per il Barcellona che parte 4 punti sopra in classifica. "Può darsi che qualcuno lo veda come uno svantaggio psicologico per i miei - spiega Luis Enrique - Avere la certezza che, anche se dovessimo perdere domani saremmo sempre in testa alla classifica. Io preferisco che sia così. E i miei giocatori sanno benissimo l'importanza di una partita contro il Real, per di più giocata al Bernabeu". Insomma, idee chiare e scambi di complimenti tra i due allenatori. Domani alle 18, quando mezza Spagna si fermerà per 90 minuti, le cose cambieranno.
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