RABAT - Arriva anche l'ufficialità: il Marocco ha rinunciato all'organizzazione della Coppa d'Africa di calcio, in programma dal 17 gennaio all'8 febbraio 2015. Motivo della decisione, annunciata dal ministro dello sport alla Confederazione calcistica africana (Caf), è il diffondersi del virus dell'Ebola. Entro domani la Caf, il cui Comitato esecutivo si riunisce al Cairo, deciderà se assegnare a un altro paese il torneo o se cancellarlo. La notizia era nell'aria da sabato, quando il Marocco aveva rifiutato di rispondere all'ultimatum di una settimana posto dalla federazione africana, che finora si è sempre opposta a ogni richiesta di rinvio.
In lizza per una eventuale sostituzione, che dovrà però necessariamente tenere conto anche dei tempi ristretti, ci sono al momento soltanto Ghana e Nigeria. Il Sudafrica, che già nel 2010 organizzò il torneo al posto della Libia, alle prese con la guerra civile seguita alla caduta di Gheddafi, ha fatto sapere di non essere in grado per motivi economici.
La federazione africana prenderà sicuramente provvedimenti nei confronti del Marocco. Il portavoce della Caf è stato fermo: "Il Marocco non è proprietario del torneo e quindi non può decidere il rinvio", ha detto Junior Binyam, che ha ricordato anche il precedente del Togo, che nel 2010 rinunciò a partecipare alla coppa in Angola dopo che il pullman della Nazionale era stato assaltato e preso a colpi di mitragliatrice a Cabinda (morto l'autista del bus e feriti nove membri della delegazione), e fu comunque ugualmente sospeso per le due successive edizioni (sanzione poi cancellata in seguito alla mediazione della Fifa).
In lizza per una eventuale sostituzione, che dovrà però necessariamente tenere conto anche dei tempi ristretti, ci sono al momento soltanto Ghana e Nigeria. Il Sudafrica, che già nel 2010 organizzò il torneo al posto della Libia, alle prese con la guerra civile seguita alla caduta di Gheddafi, ha fatto sapere di non essere in grado per motivi economici.
La federazione africana prenderà sicuramente provvedimenti nei confronti del Marocco. Il portavoce della Caf è stato fermo: "Il Marocco non è proprietario del torneo e quindi non può decidere il rinvio", ha detto Junior Binyam, che ha ricordato anche il precedente del Togo, che nel 2010 rinunciò a partecipare alla coppa in Angola dopo che il pullman della Nazionale era stato assaltato e preso a colpi di mitragliatrice a Cabinda (morto l'autista del bus e feriti nove membri della delegazione), e fu comunque ugualmente sospeso per le due successive edizioni (sanzione poi cancellata in seguito alla mediazione della Fifa).