ROMA - Senza nome, senza colori sociali, senza simbolo: la Steaua è una squadra senza più identità. Il club di Bucarest, il più famoso di Romania, campione in carica ma soprattutto unica squadra del suo paese ad aver vinto la Coppa dei Campioni, nel 1986 (e una delle due sole dell'Est europeo insieme alla Stella Rossa di Belgrado), ha perso la causa che la oppone dal 2011 al ministero della Difesa, che accusava la società di essersi appropriata indebitamente del marchio Steaua (che in romeno significa 'stella') dal 2004. Così l'Alta corte romena ha deciso di cancellare la registrazione della Steaua, fondata nel 1947 come squadra dell'esercito - secondo un'usanza tipica dei paesi dell'allora Patto di Varsavia, gli stati del blocco sovietico - lasciandola senza nome.
Una situazione surreale che, almeno per il momento, non ha influito sulla prestazione della squadra, che nell'ultimo turno di campionato è riuscita lo stesso a vincere, anche se solo di misura (1-0) contro il Csms di Iasi, consolidando così il primato in classifica. Ma è stata comunque surreale la presentazione della squadra allo stadio Ghencea: i giocatori sono scesi in campo con una maglia gialla invece del consueto rosso e blu, con il simbolo coperto da una toppa; lo stesso speaker, annunciando la formazione, ha parlato dei "campioni di Romania" senza mai pronunciare il nome Steaua e sul tabellone elettronico, accanto a un anonimo "padroni di casa", è apparso un riquadro nero al posto del simbolo.
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Una situazione che ha fatto scalpore, ma ad appena 24 ore di distanza, la Steaua e il ministero della Difesa hanno raggiunto una tregua provvisoria: il club potrà utilizzare nomi e colori fino al 15 dicembre. In questo modo la squadra di Bucarest avrà la sua identità almeno in Europa: giovedì infatti affronterà la Dinamo Kiev nell'ultimo turno della fase a gironi di Europa League. L'accordo provvisorio è stato raggiunto tra i rappresentanti del ministero e il presidente del club, Valeriu Argaseala che dovranno rivedersi per provare a trovare un'intesa definitiva. Il proprietario della società di Bucarest, Gigi Becali, è attualmente in carcere con l'accusa di corruzione insieme al general manager Mihai Stoica.
Una situazione surreale che, almeno per il momento, non ha influito sulla prestazione della squadra, che nell'ultimo turno di campionato è riuscita lo stesso a vincere, anche se solo di misura (1-0) contro il Csms di Iasi, consolidando così il primato in classifica. Ma è stata comunque surreale la presentazione della squadra allo stadio Ghencea: i giocatori sono scesi in campo con una maglia gialla invece del consueto rosso e blu, con il simbolo coperto da una toppa; lo stesso speaker, annunciando la formazione, ha parlato dei "campioni di Romania" senza mai pronunciare il nome Steaua e sul tabellone elettronico, accanto a un anonimo "padroni di casa", è apparso un riquadro nero al posto del simbolo.
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Una situazione che ha fatto scalpore, ma ad appena 24 ore di distanza, la Steaua e il ministero della Difesa hanno raggiunto una tregua provvisoria: il club potrà utilizzare nomi e colori fino al 15 dicembre. In questo modo la squadra di Bucarest avrà la sua identità almeno in Europa: giovedì infatti affronterà la Dinamo Kiev nell'ultimo turno della fase a gironi di Europa League. L'accordo provvisorio è stato raggiunto tra i rappresentanti del ministero e il presidente del club, Valeriu Argaseala che dovranno rivedersi per provare a trovare un'intesa definitiva. Il proprietario della società di Bucarest, Gigi Becali, è attualmente in carcere con l'accusa di corruzione insieme al general manager Mihai Stoica.