LONDRA - Josè Mourinho sente di nuovo odore di complotto. "C'è una campagna contro il Chelsea", ha detto ieri, dopo il pareggio per 1-1 sul difficile campo della quarta in classifica, il Southampton. Motivo della sua ira un rigore negato ai Blues con il punteggio in parità: Fabregas è stato sgambettato in area, come ha mostrato la moviola, ma l'arbitro non solo non ha fischiato il penalty ma gli ha anche mostrato il cartellino giallo sostenendo che si era "tuffato". Il risultato finale poteva diventare problematico per il Chelsea, offrendo al Manchester City, che ha giocato in serata contro il Burnley, di accorciare le distanze dalla capolista: invece la squadra di Pellegrini, in vantaggio 2-0 all'intervallo, si è fatta rimontare nella ripresa, cosicché le posizioni di testa rimangono invariate, con il Chelsea al primo posto e il City al secondo con tre punti di distacco. Mourinho, tuttavia, è arrabbiato. E se la prende non con i suoi, incapaci di fare un tiro nello specchio della porta nella ripresa, contro una squadra in dieci per un'espulsione, nonostante un quasi completo controllo di palla, ma con tutti gli altri.
"Non so perché ci sia una campagna contro di noi e non mi interessa", ha dichiarato Mou con lo stile polemico che lo contraddistingue. "I media, i commentatori, gli altri allenatori, stanno tutti mettendo pressione sui direttori di gara. Tutti hanno visto che c'era un rigore per il fallo in area contro Fabregas. L'arbitro ha fatto un errore, un grosso errore, ma capita che la gente sbagli. E' un buon arbitro, un giovane arbitro, sono cose che succedono. Ma guarda caso succede dopo che Sam Allardyce (l'allenatore del West Ham, sconfitto dal Chelsea nella gara precedente, ndr.) ha accusato uno dei miei giocatori di essersi buttato a terra per guadagnare un rigore. E poi un altro allenatore dice la stessa cosa. E poi un altro ancora. Partita dopo partita, c'è un coro di accuse non meritate contro di noi. E adesso un arbitro ci dà un'ammonizione invece di un penalty. Andrò dal direttore di gara, gli farò gli auguri di buon anno e aggiungerò che dovrebbe vergognarsi per l'errore che ha fatto".
A proposito di fine anno, i media inglesi pubblicano una statistica che dovrebbe rincuorare Mourinho: le sette volte precedenti in cui il tecnico portoghese, alla guida di squadre diverse, in Portogallo, in Inghilterra, in Italia, in Spagna, si è trovato in testa alla classifica a fine anno, ha poi vinto il titolo in primavera. Potrebbe o forse dovrebbe succedere anche stavolta. Forse per questo Mou sente aria di complotto. Ma potrebbe avere anche altre preoccupazioni. Qualche commentatore inglese osserva che il City ha una rosa più lunga e più forte del Chelsea e che, nel corso del campionato, farà sentire la propria superiorità. I campioni in carica sarebbero dunque ancora i favoriti per fare il bis e continuare quello che per il momento è certamente il loro ciclo (due titoli negli ultimi tre anni). Un mese fa la sfida per la Premier sembrava finita. Ora non più.
"Non so perché ci sia una campagna contro di noi e non mi interessa", ha dichiarato Mou con lo stile polemico che lo contraddistingue. "I media, i commentatori, gli altri allenatori, stanno tutti mettendo pressione sui direttori di gara. Tutti hanno visto che c'era un rigore per il fallo in area contro Fabregas. L'arbitro ha fatto un errore, un grosso errore, ma capita che la gente sbagli. E' un buon arbitro, un giovane arbitro, sono cose che succedono. Ma guarda caso succede dopo che Sam Allardyce (l'allenatore del West Ham, sconfitto dal Chelsea nella gara precedente, ndr.) ha accusato uno dei miei giocatori di essersi buttato a terra per guadagnare un rigore. E poi un altro allenatore dice la stessa cosa. E poi un altro ancora. Partita dopo partita, c'è un coro di accuse non meritate contro di noi. E adesso un arbitro ci dà un'ammonizione invece di un penalty. Andrò dal direttore di gara, gli farò gli auguri di buon anno e aggiungerò che dovrebbe vergognarsi per l'errore che ha fatto".
A proposito di fine anno, i media inglesi pubblicano una statistica che dovrebbe rincuorare Mourinho: le sette volte precedenti in cui il tecnico portoghese, alla guida di squadre diverse, in Portogallo, in Inghilterra, in Italia, in Spagna, si è trovato in testa alla classifica a fine anno, ha poi vinto il titolo in primavera. Potrebbe o forse dovrebbe succedere anche stavolta. Forse per questo Mou sente aria di complotto. Ma potrebbe avere anche altre preoccupazioni. Qualche commentatore inglese osserva che il City ha una rosa più lunga e più forte del Chelsea e che, nel corso del campionato, farà sentire la propria superiorità. I campioni in carica sarebbero dunque ancora i favoriti per fare il bis e continuare quello che per il momento è certamente il loro ciclo (due titoli negli ultimi tre anni). Un mese fa la sfida per la Premier sembrava finita. Ora non più.