MADRID - Barcellona-Atletico Madrid è la sfida che richiama l'attenzione nei quarti di finale di Coppa del Re. 180 minuti tra le due squadre spagnole più in forma del momento. Un Barcellona che sembra rinato dopo la paventata crisi di due settimane fa e un Atletico che si è sbarazzato del Real Madrid nel turno precedente. Prima partita al Camp Nou, mercoledì, e ritorno la prossima settimana al Calderon; chi passa se la vedrà con Villarreal o Getafe.
SCAMBIO DI COMPLIMENTI - Alla vigilia della gara di andata entrambi gli allenatori sono prodighi di grandi complimenti nei confronti dell'avversario. "Giochiamo contro il miglior Barcellona della stagione, - afferma Diego Simeone, - Abbiamo giocato al Camp Nou solo dieci giorni fa (perdendo 3-1, ndr) e loro sono riusciti a bloccare il nostro consueto stile di gioco, ci hanno messo in difficoltà. Stiamo studiando le contromisure per evitare che succeda di nuovo". Da parte sua, Luis Enrique, non nasconde i suoi gusti quando deve parlare dei prossimi rivali: "Mi piace molto come gioca l'Atletico, - spiega l'allenatore dei Blaugrana, - Pratica un gioco completo, veloce e aggressivo bello da vedere. Ha un'idea ben precisa del collettivo. È una squadra che è un piacere guardare".
FRECCIATA REAL - Entrambe le squadre in Liga stanno dando la caccia al battistrada, il Real di Carlo Ancelotti. Un impegno infrasettimanale così duro potrebbe togliere risorse alle due inseguitrici. Anzi, qualcuno, al Real, ha visto l'eliminazione dalla Coppa quasi come un vantaggio. Di diverso parere chi la Coppa del Re è ancora in lizza per vincerla. "Fin da quando ero bambino mi è stato detto che nel calcio è meglio vincere, - ironizza Simeone, - Che quando ci si gioca una qualificazione è meglio passare il turno che perderlo. Se adesso le cose sono cambiate non so che dire". Sulla stessa linea il tecnico asturiano: "La coppa è un titolo importante. La finale poi ha un fascino tutto suo, - ammette Luis Enrique, - Posso capire che sia più importante per chi può ancora vincerla che per chi è già fuori, ma questo vale per tutte le competizioni nel mondo dello sport".
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FUTURO PROSSIMO - Anche se siamo solo a metà stagione, c'è spazio anche per parlare del futuro dei due allenatori. Da un lato la notizia del possibile acquisto del 20% dell'Atletico Madrid da parte del magnate cinese Wang Jianlin che potrebbe indurre Simeone a rimanera a lungo sulla panchina dei Colchoneros. "Non so nulla di ufficiale, - ammette l'allenatore argentino, - Ma è chiaro che tutto quello che può fare bene all'Atletico è benvenuto. Io qui mi trovo benissimo e vorrei che la squadra, la società continui a crescere. Abbiamo fatto qualcosa d'importante e sono sicuro che l'Atletico abbia di fronte a sé un futuro enorme, dobbiamo continuare a crescere sotto ogni aspetto". Dall'altro, per Luis Enrique, il rischio di perderla la panchina, anche se il presidente Bartomeu solo ieri ha detto che vede l'attuale allenatore dirigere il Barça per molti anni ancora. "In questo lavoro è già un rischio parlare del presente, - risponde il tecnico, - Figuratevi pensare ai prossimi mesi o anni. Non ho la sensazione che se non ci qualifichiamo con l'Atletico la mia panchina sia a rischio, io continuo a lavorare per fare in modo che la squadra migliori e continui a vincere".
STRATEGIA - Nessuno dei due tecnici ha voluto anticipare la formazione che scenderà in campo domani, ma entrambi hanno un'idea precisa sulla partita di mercoledì. "Giochiamo la prima fuori casa, non subire gol è sempre importante, ma non ho un risultato preferito, - commenta Simeone, - Ogni minuto che giocheremo al Camp Nou sarà importante, poi dipenderà da noi sfruttarlo a dovere". Lapidario Luis Enrique: "Il nostro obiettivo è vincere". E negli ultimi giorni sembra quello che riesca meglio a Messi e Co.
SCAMBIO DI COMPLIMENTI - Alla vigilia della gara di andata entrambi gli allenatori sono prodighi di grandi complimenti nei confronti dell'avversario. "Giochiamo contro il miglior Barcellona della stagione, - afferma Diego Simeone, - Abbiamo giocato al Camp Nou solo dieci giorni fa (perdendo 3-1, ndr) e loro sono riusciti a bloccare il nostro consueto stile di gioco, ci hanno messo in difficoltà. Stiamo studiando le contromisure per evitare che succeda di nuovo". Da parte sua, Luis Enrique, non nasconde i suoi gusti quando deve parlare dei prossimi rivali: "Mi piace molto come gioca l'Atletico, - spiega l'allenatore dei Blaugrana, - Pratica un gioco completo, veloce e aggressivo bello da vedere. Ha un'idea ben precisa del collettivo. È una squadra che è un piacere guardare".
FRECCIATA REAL - Entrambe le squadre in Liga stanno dando la caccia al battistrada, il Real di Carlo Ancelotti. Un impegno infrasettimanale così duro potrebbe togliere risorse alle due inseguitrici. Anzi, qualcuno, al Real, ha visto l'eliminazione dalla Coppa quasi come un vantaggio. Di diverso parere chi la Coppa del Re è ancora in lizza per vincerla. "Fin da quando ero bambino mi è stato detto che nel calcio è meglio vincere, - ironizza Simeone, - Che quando ci si gioca una qualificazione è meglio passare il turno che perderlo. Se adesso le cose sono cambiate non so che dire". Sulla stessa linea il tecnico asturiano: "La coppa è un titolo importante. La finale poi ha un fascino tutto suo, - ammette Luis Enrique, - Posso capire che sia più importante per chi può ancora vincerla che per chi è già fuori, ma questo vale per tutte le competizioni nel mondo dello sport".
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FUTURO PROSSIMO - Anche se siamo solo a metà stagione, c'è spazio anche per parlare del futuro dei due allenatori. Da un lato la notizia del possibile acquisto del 20% dell'Atletico Madrid da parte del magnate cinese Wang Jianlin che potrebbe indurre Simeone a rimanera a lungo sulla panchina dei Colchoneros. "Non so nulla di ufficiale, - ammette l'allenatore argentino, - Ma è chiaro che tutto quello che può fare bene all'Atletico è benvenuto. Io qui mi trovo benissimo e vorrei che la squadra, la società continui a crescere. Abbiamo fatto qualcosa d'importante e sono sicuro che l'Atletico abbia di fronte a sé un futuro enorme, dobbiamo continuare a crescere sotto ogni aspetto". Dall'altro, per Luis Enrique, il rischio di perderla la panchina, anche se il presidente Bartomeu solo ieri ha detto che vede l'attuale allenatore dirigere il Barça per molti anni ancora. "In questo lavoro è già un rischio parlare del presente, - risponde il tecnico, - Figuratevi pensare ai prossimi mesi o anni. Non ho la sensazione che se non ci qualifichiamo con l'Atletico la mia panchina sia a rischio, io continuo a lavorare per fare in modo che la squadra migliori e continui a vincere".
STRATEGIA - Nessuno dei due tecnici ha voluto anticipare la formazione che scenderà in campo domani, ma entrambi hanno un'idea precisa sulla partita di mercoledì. "Giochiamo la prima fuori casa, non subire gol è sempre importante, ma non ho un risultato preferito, - commenta Simeone, - Ogni minuto che giocheremo al Camp Nou sarà importante, poi dipenderà da noi sfruttarlo a dovere". Lapidario Luis Enrique: "Il nostro obiettivo è vincere". E negli ultimi giorni sembra quello che riesca meglio a Messi e Co.