MADRID - Sesto derby della stagione per Atletico e Real. Sesto confronto tra Simeone e Ancelotti con un bilancio nettamente a favore dell'allenatore argentino finora: 3 vittorie e due pareggi. Il Real, che in questa stagione al Calderon ha sempre perso, arriva alla sfida stracittadina con assenze pesanti, Pepe, Ramos, allo spagnolo è stata riscontratta una rottura muscolare e ne avrà per almeno 5 settimane, James Rodriguez, operato ieri non sarà disponibile fino a metà aprile, e Marcelo, squalificato ma in attesa del ricorso che verrà deciso oggi e quindi convocato da Ancelotti. Una squadra rivoluzionata, almeno in difesa. "Quando ci sono infortuni ci si preoccupa sempre, - ha spiegato l'allenatore italiano del Real Madrid, - ma è normale che accadano nel nostro sport. Perdiamo un po' di esperienza in difesa, ma chi entrerà in campo (Nacho e Varane sembrano i candidati alla coppia centrale, ndr) ha voglia di fare bene e ha le qualità per farlo".
ATLETICO VIOLENTO - Il gioco dell'Atletico è stato spesso tacciato di essere troppo duro, al limite della violenza accettabile su un campo da calcio. "Ognuno ha il proprio stile di gioco, può piacere o meno, - spiega Diego Simeone, - Il calcio è bello proprio perché si può vincere giocando in maniera diversa. Ognuno si basa sulle caratteristiche dei proprio giocatori per sviluppare il gioco, io posso dire di essere contento perché vedo nei miei lo stile storico dell'Atletico, una squadra che gioca con intensità, che non butta mai la spugna, che gioca in contropiede. Questo è il nostro modo di giocare, non possiamo cambiare perché non sapremmo giocare in un'altra maniera." Ancelotti corrobora il punto di vista del collega-avversario: "Non credo che l'Atletico sia una squadra violenta, - commenta Carletto, - È una squadra che gioca molto bene in difesa, forse una delle migliori squadre al Mondo difensivamente parlando. Noi dobbiamo essere capaci di creare occasioni da gol di fronte a una squadra che sa chiudere molto bene gli spazi".
QUALCOSA DI PERSONALE - Il bilancio di Ancelotti nei confronti di Diego Simeone quest'anno preoccupa i tifosi del Real, ma l'italiano non vede la partita di domani come una sfida personale. "Faccio il mio lavoro al servizio della squadra, - spiega il tecnico di Reggiolo, - Non penso a bilanci o sfide personali. Per di più contro l'Atletico ho vinto una Champions che è una delle maggiori soddisfazioni della mia carriera quindi nessun problema da questo punto di vista. Scenderemo in campo per vincere come facciamo contro qualsiasi altro avversario". Un avversario che sembra aver preso le misure al rivale, dopo anni di batoste e umiliazioni. Simeone però crede che sarà tutta un'altra partita rispetto alle precedenti. "Rispetto ai due match che abbiamo giocato quest'anno al Calderon, - commenta il "Cholo", - mi aspetto una partita completamente diversa. Quest'anno abbiamo giocato in casa in Supercoppa e in Coppa del Re, abbiamo vinto entrambe le partite ma domani sono sicuro che sarà un match che non avrà niente a che vedere con i precedenti. Noi rispettiamo qualsiasi rivale, ma giochiamo per vincere".
GAP INSANABILE - Il derby di domani arriva in un momento importante per entrambe le squadre. Soprattutto perché vincerlo o perderlo significarebbe molto per entrambe. Se dovesse vincere il Real relegherebbe i cugini a un distacco abissale di ben 10 punti; se vincesse l'Atletico si riporterebbe a solo 4 lunghezze. Gli uomini di Ancelotti potrebbero avere a disposizione due risultati su tre, ma l'allenatore italiano non la pensa così. "Se punteremo al pareggio? Io preferisco parlare di pareggio dopo la partita, se abbiamo davvero pareggiato, - spiega, - Noi scenderemo in campo come sempre per vincere. Poi nel calcio una partita è aperta a tutti i risultati". Un risultato che per l'Atletico è diventato un'esigenza. "È un momento importante della stagione, sia per la Liga sia per la Champions, - ammette Simeone, - Che ci siano pressioni sulla squadra e che si sia costretti dare il meglio a me fa solo piacere, perché significa che continuiamo a rimanere ad alti livelli, che abbiamo fatto bene e continuiamo a farlo. Per il resto pensiamo solo alla partita non in che posizione saremo a maggio, alla fine del campionato".
CRISTIANO E TORRES - Cristiano Ronaldo torna in campo dopo aver scontato le due giornate di squalifica, un Ronaldo che non segna al Calderon dal marzo dell'anno scorso ma che ha la piena fiducia di Ancelotti. "Cristiano ha lavorato molto bene questa settimana, - racconta il tecnico del Real, - e lo vedo al top. È pronto per rientrare e ha una gran voglia di farlo". Mancherà invece Fernando Torres nell'undici iniziale dell'Atletico, in attacco giocheranno Griezmann e Mandzukic, anche se lo spagnolo nell'ultima sfida contro il Real al Bernabeu aveva messo a segno una doppietta. A Simeone chiedono qual è il segreto per aver preso le misure al Real, qual è la formula magica per giocare e spesso vincere contro i cugini: "Il segreto? Quello che avete visto negli ultimi tre anni e mezzo", risponde sornione il tecnico argentino.
ATLETICO VIOLENTO - Il gioco dell'Atletico è stato spesso tacciato di essere troppo duro, al limite della violenza accettabile su un campo da calcio. "Ognuno ha il proprio stile di gioco, può piacere o meno, - spiega Diego Simeone, - Il calcio è bello proprio perché si può vincere giocando in maniera diversa. Ognuno si basa sulle caratteristiche dei proprio giocatori per sviluppare il gioco, io posso dire di essere contento perché vedo nei miei lo stile storico dell'Atletico, una squadra che gioca con intensità, che non butta mai la spugna, che gioca in contropiede. Questo è il nostro modo di giocare, non possiamo cambiare perché non sapremmo giocare in un'altra maniera." Ancelotti corrobora il punto di vista del collega-avversario: "Non credo che l'Atletico sia una squadra violenta, - commenta Carletto, - È una squadra che gioca molto bene in difesa, forse una delle migliori squadre al Mondo difensivamente parlando. Noi dobbiamo essere capaci di creare occasioni da gol di fronte a una squadra che sa chiudere molto bene gli spazi".
QUALCOSA DI PERSONALE - Il bilancio di Ancelotti nei confronti di Diego Simeone quest'anno preoccupa i tifosi del Real, ma l'italiano non vede la partita di domani come una sfida personale. "Faccio il mio lavoro al servizio della squadra, - spiega il tecnico di Reggiolo, - Non penso a bilanci o sfide personali. Per di più contro l'Atletico ho vinto una Champions che è una delle maggiori soddisfazioni della mia carriera quindi nessun problema da questo punto di vista. Scenderemo in campo per vincere come facciamo contro qualsiasi altro avversario". Un avversario che sembra aver preso le misure al rivale, dopo anni di batoste e umiliazioni. Simeone però crede che sarà tutta un'altra partita rispetto alle precedenti. "Rispetto ai due match che abbiamo giocato quest'anno al Calderon, - commenta il "Cholo", - mi aspetto una partita completamente diversa. Quest'anno abbiamo giocato in casa in Supercoppa e in Coppa del Re, abbiamo vinto entrambe le partite ma domani sono sicuro che sarà un match che non avrà niente a che vedere con i precedenti. Noi rispettiamo qualsiasi rivale, ma giochiamo per vincere".
GAP INSANABILE - Il derby di domani arriva in un momento importante per entrambe le squadre. Soprattutto perché vincerlo o perderlo significarebbe molto per entrambe. Se dovesse vincere il Real relegherebbe i cugini a un distacco abissale di ben 10 punti; se vincesse l'Atletico si riporterebbe a solo 4 lunghezze. Gli uomini di Ancelotti potrebbero avere a disposizione due risultati su tre, ma l'allenatore italiano non la pensa così. "Se punteremo al pareggio? Io preferisco parlare di pareggio dopo la partita, se abbiamo davvero pareggiato, - spiega, - Noi scenderemo in campo come sempre per vincere. Poi nel calcio una partita è aperta a tutti i risultati". Un risultato che per l'Atletico è diventato un'esigenza. "È un momento importante della stagione, sia per la Liga sia per la Champions, - ammette Simeone, - Che ci siano pressioni sulla squadra e che si sia costretti dare il meglio a me fa solo piacere, perché significa che continuiamo a rimanere ad alti livelli, che abbiamo fatto bene e continuiamo a farlo. Per il resto pensiamo solo alla partita non in che posizione saremo a maggio, alla fine del campionato".
CRISTIANO E TORRES - Cristiano Ronaldo torna in campo dopo aver scontato le due giornate di squalifica, un Ronaldo che non segna al Calderon dal marzo dell'anno scorso ma che ha la piena fiducia di Ancelotti. "Cristiano ha lavorato molto bene questa settimana, - racconta il tecnico del Real, - e lo vedo al top. È pronto per rientrare e ha una gran voglia di farlo". Mancherà invece Fernando Torres nell'undici iniziale dell'Atletico, in attacco giocheranno Griezmann e Mandzukic, anche se lo spagnolo nell'ultima sfida contro il Real al Bernabeu aveva messo a segno una doppietta. A Simeone chiedono qual è il segreto per aver preso le misure al Real, qual è la formula magica per giocare e spesso vincere contro i cugini: "Il segreto? Quello che avete visto negli ultimi tre anni e mezzo", risponde sornione il tecnico argentino.