MADRID - È durata due ore la visita, inconsueta, del presidente del Real Forentino Perez al campo di allenamento di Valdebebas. Due ore in cui il massimo dirigente dei Blancos ha parlato prima con Carlo Ancelotti e poi ai giocatori. Chiaro il messaggio: "Dobbiamo tornare a essere quelli di prima".
ANCELOTTI NEL MIRINO - Secondo le indiscrezioni della stampa spagnola quel che il Perez ha chiesto al tecnico italiano è un immediato cambio di rotta per quanto riguarda gioco e risultati. Il presidente vuole che aumenti la concorrenza per un posto in squadra, che i giocatori si sentano sulla corda per conquistare la titolarità, cosa che sembra non esserci stata negli ultimi mesi, Cristiano, Bale e Benzema, per stessa ammissione di Ancelotti, se stanno bene giocherebbero sempre, calcolando che a centrocampo Kroos e James Rodriguez, quest'ultimo rientrerà solo ad aprile, hanno avuto il posto assicurato non si vede margine di spazio per altri, fatta eccezione per Isco. Ed è questa certezza che, secondo il Presidente, ha portato all'eccessivo rilassamento di queste ultime settimane. Per l'allenatore italiano non si tratta di un ultimatum, la squadra è ancora in corsa per Liga e Champions, ma ora contano i risultati.
"QUESTO È IL REAL MADRID" - Rivolgendosi ai giocatori il discorso ha virato sul significato di giocare nel più grande club del mondo: "Questa maglia merita molto di più. Ricordatevi che giocate nel Real Madrid, vi seguono milioni di persone". Senza dimenticare quanto di bene fatto finora. "Se riusciremo a restare uniti la situazione può tornare alla normalità, - ha spiegato, secondo le rivelazioni del periodico Marca, - Dobbiamo aumentare il livello di gioco, nella prima parte della stagione lo avete fatto. Dobbiamo recuperare lo spirito di squadra. Senza di quello siamo persi".
IRRICONOSCIBILI - "Forse il successo ci ha confuso." ha aggiunto Perez nella sua scappata agli allenamenti. Un successo che alla fine del 2014 sembrava inattaccabile. Eppure dopo la vittoria nella Coppa del Mondo per Club è iniziato un 2015 che per ora, è quasi tutto da dimenticare. Dopo il record delle 22 vittorie consecutive in queste prime settimane dell'anno su nove partite sono arrivate tre sconfitte (due delle quali contro i cugini dell'Atletico) l'eliminazione in Coppa del Re e prestazioni non certo esaltanti. Se a questo sommiamo la serie d'infortuni che continuano a privare il Real di Modric, James Rodriguez, Sergio Ramos e Pepe, lista a cui proprio ieri si è aggiunto il tedesco Khedira, la partita contro il Deportivo La Coruña di sabato sembra quasi una finale.
TIFOSI CONTRO - Oltre al risultato scioccante subito contro l'Atletico i tifosi sono arrabbiati soprattutto per la polemica seguita alla festa di compleanno di Cristiano Ronaldo, le cui foto e video pubblicati in Rete hanno mostrato i giocatori sorridenti dopo la dura sconfitta, quasi come se ai diretti protagonisti importasse poco o nulla della sconfitta stracittadina. Per questo ieri, fuori da Valdebebas si poteva leggere uno striscione che diceva: "Le vostre risate, la nostra vergogna!"
PERICOLO BARÇA - A peggiorare le cose, l'inflessione del Real è avvenuta proprio quando il rivale di sempre, il Barcellona, sta vivendo il suo miglior momento. Dopo la sconfitta contro la Real Sociedad di inizio gennaio i blaugrana hanno collezionato 7 vittorie consecutive in Liga a cui si vanno ad aggiungere i quattro successi di Coppa contro Atletico ed Elche. Anche il confronto tra Cristiano Ronaldo e Lionel Messi, in questo 2015, è decisamente a favore dell'argentino. Il 4 di gennaio la classifica dei capocannonieri della Liga era saldamente in mano all'asso portoghese, 26 reti contro le 15 di Messi, un mese dopo Ronaldo ha segnato 28 reti, la "Pulce" 24. Anche questo, per il Real, è un campanello di allarme.
CORSI E RICORSI STORICI - Guardando al recente passato, un punto che fa ben sperare Ancelotti e i suoi è proprio l'avversario di sabato prossimo. Nel girone di andata, dopo la sconfitta casalinga contro l'Atletico, la reazione che portò alle 22 vittorie consecutive cominciò proprio contro il Deportivo (2-8 al Riazor). In quelle 22 partite il Real segnò 81 gol subendone solo 10, in questo 2015 in 9 partite il bilancio è di 17 reti a favore e 13 contro, numeri che fanno pensare se raffrontati a quelli del Barcellona dopo la sconfitta di inizio anno: 9 partite, 34 gol a favore e 7 contro. Non manca molto, 22 marzo, al Clasico del Camp Nou, Ancelotti deve ritrovare il bandolo della matassa, e in fretta.
ANCELOTTI NEL MIRINO - Secondo le indiscrezioni della stampa spagnola quel che il Perez ha chiesto al tecnico italiano è un immediato cambio di rotta per quanto riguarda gioco e risultati. Il presidente vuole che aumenti la concorrenza per un posto in squadra, che i giocatori si sentano sulla corda per conquistare la titolarità, cosa che sembra non esserci stata negli ultimi mesi, Cristiano, Bale e Benzema, per stessa ammissione di Ancelotti, se stanno bene giocherebbero sempre, calcolando che a centrocampo Kroos e James Rodriguez, quest'ultimo rientrerà solo ad aprile, hanno avuto il posto assicurato non si vede margine di spazio per altri, fatta eccezione per Isco. Ed è questa certezza che, secondo il Presidente, ha portato all'eccessivo rilassamento di queste ultime settimane. Per l'allenatore italiano non si tratta di un ultimatum, la squadra è ancora in corsa per Liga e Champions, ma ora contano i risultati.
"QUESTO È IL REAL MADRID" - Rivolgendosi ai giocatori il discorso ha virato sul significato di giocare nel più grande club del mondo: "Questa maglia merita molto di più. Ricordatevi che giocate nel Real Madrid, vi seguono milioni di persone". Senza dimenticare quanto di bene fatto finora. "Se riusciremo a restare uniti la situazione può tornare alla normalità, - ha spiegato, secondo le rivelazioni del periodico Marca, - Dobbiamo aumentare il livello di gioco, nella prima parte della stagione lo avete fatto. Dobbiamo recuperare lo spirito di squadra. Senza di quello siamo persi".
IRRICONOSCIBILI - "Forse il successo ci ha confuso." ha aggiunto Perez nella sua scappata agli allenamenti. Un successo che alla fine del 2014 sembrava inattaccabile. Eppure dopo la vittoria nella Coppa del Mondo per Club è iniziato un 2015 che per ora, è quasi tutto da dimenticare. Dopo il record delle 22 vittorie consecutive in queste prime settimane dell'anno su nove partite sono arrivate tre sconfitte (due delle quali contro i cugini dell'Atletico) l'eliminazione in Coppa del Re e prestazioni non certo esaltanti. Se a questo sommiamo la serie d'infortuni che continuano a privare il Real di Modric, James Rodriguez, Sergio Ramos e Pepe, lista a cui proprio ieri si è aggiunto il tedesco Khedira, la partita contro il Deportivo La Coruña di sabato sembra quasi una finale.
TIFOSI CONTRO - Oltre al risultato scioccante subito contro l'Atletico i tifosi sono arrabbiati soprattutto per la polemica seguita alla festa di compleanno di Cristiano Ronaldo, le cui foto e video pubblicati in Rete hanno mostrato i giocatori sorridenti dopo la dura sconfitta, quasi come se ai diretti protagonisti importasse poco o nulla della sconfitta stracittadina. Per questo ieri, fuori da Valdebebas si poteva leggere uno striscione che diceva: "Le vostre risate, la nostra vergogna!"
PERICOLO BARÇA - A peggiorare le cose, l'inflessione del Real è avvenuta proprio quando il rivale di sempre, il Barcellona, sta vivendo il suo miglior momento. Dopo la sconfitta contro la Real Sociedad di inizio gennaio i blaugrana hanno collezionato 7 vittorie consecutive in Liga a cui si vanno ad aggiungere i quattro successi di Coppa contro Atletico ed Elche. Anche il confronto tra Cristiano Ronaldo e Lionel Messi, in questo 2015, è decisamente a favore dell'argentino. Il 4 di gennaio la classifica dei capocannonieri della Liga era saldamente in mano all'asso portoghese, 26 reti contro le 15 di Messi, un mese dopo Ronaldo ha segnato 28 reti, la "Pulce" 24. Anche questo, per il Real, è un campanello di allarme.
CORSI E RICORSI STORICI - Guardando al recente passato, un punto che fa ben sperare Ancelotti e i suoi è proprio l'avversario di sabato prossimo. Nel girone di andata, dopo la sconfitta casalinga contro l'Atletico, la reazione che portò alle 22 vittorie consecutive cominciò proprio contro il Deportivo (2-8 al Riazor). In quelle 22 partite il Real segnò 81 gol subendone solo 10, in questo 2015 in 9 partite il bilancio è di 17 reti a favore e 13 contro, numeri che fanno pensare se raffrontati a quelli del Barcellona dopo la sconfitta di inizio anno: 9 partite, 34 gol a favore e 7 contro. Non manca molto, 22 marzo, al Clasico del Camp Nou, Ancelotti deve ritrovare il bandolo della matassa, e in fretta.