PARIGI - "Quelli che pensano che la Francia si un Paese di m... possono andarsene". Questo il commento di Marine Le Pen, leader del Front National, alle frasi di Zlatan Ibrahimovic, dopo la sconfitta del PSG ieri in Ligue 1 contro il Bordeaux.
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Nel corso di un'intervista alla radio France Info, a pochi giorni dalle amministrative in Francia, la presidente del partito ha liquidato così le polemiche sull'uscita dello svedese. Il quale, infuriato con l'arbitro della partita, ha detto in inglese davanti a microfoni e telecamere che "questo Paese di m... non merita il PSG". Aggiungendo, poi: "in 15 anni non ho mai visto un arbitro così scarso in questo Paese di merda!".
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Più tardi, lo svedese - espulso la settimana scorsa durante Chelsea-PSG, che ha visto i francesi qualificarsi per i quarti di Champions league - si è scusato con una dichiarazione sul sito ufficiale del Paris Saint-Germain. "Tengo a precisare - si legge - che le mie frasi non erano né contro la Francia e né contro i francesi. Ho parlato di calcio, non di altro. Ho perso la partita e l'accetto, ma non accetto quando l'arbitro non osserva le regole. Non è la prima volta che succede. Mi sono espresso sull'onda del nervosismo e tutti sanno che in quei momenti le parole possono andare oltre le intenzioni. Tengo a scusarmi, se qualcuno si è sentito offeso".
Il tentativo di minimizzare non sembra avere effetti sulla polemica innescata dall'insulto del giocatore alla Francia. Sui principali siti, si è acceso il dibattito su un'eventuale pesante multa nei confronti di Ibra.
VIDEO BLANC DIFENDE IBRA
E' stato tra i primi a chiedere le scuse di Ibrahimovic ma dopo che sono arrivate non è ancora soddisfatto. Patrick Kanner, ministro francese dello Sport, è ancora arrabbiato per lo sfogo dello svedese. L'attaccante, nella serata di ieri, ha corretto parzialmente il tiro "ma resta l'errore che ha fatto nei confronti dell'arbitro e questo apre la porta a qualsiasi tipo di deriva, specie davanti all'esempio di un personaggio importante come Ibrahimovic", avverte Kanner. L'attaccante, infatti, pur scusandosi con la Francia e i francesi, ha ribadito che "non posso essere d'accordo con un arbitro che non applica le regole". Sul piede di guerra l'Associazione francese degli arbitri (Safe) presieduta da Stephane Lannoy, che ha diffuso una lettera aperta per condannare lo sfogo di Ibra. Ricordate le critiche dello svedese a Kuipers qualche giorno prima in Champions League, la Safe prende atto di "una nuova esplosione d'odio e violenza verbale". "Siamo i primi a riconoscere i nostri errori, un arbitro sa quando ha 'perso' la sua partita, quando non ha preso la decisione giusta, è successo in passato, succede oggi e succederà in futuro. Lavoriamo per ridurre i nostri errori ma rimaniamo fallibili". "Ma il clima nei confronti degli arbitri si va deteriorando e comincia a diventare preoccupante - avvertono - E' il momento di cambiare atteggiamento, di rendersi conto che non si può dire, fare o accettare tutto. Ci sono dei limiti e non vanno superati. Se nel rugby l'arbitro è riconosciuto come parte del gioco, è tempo che anche nel calcio venga riconosciuto come tale, accettato e rispettato".
La Commissione disciplinare della Lega francese esaminerà giovedì lo sfogo di Zlatan Ibrahimovic, che si è poi scusato, al termine di Bordeaux-Psg. E' stata la stessa Lega ad annunciarlo in una nota, spiegando che le parole dello svedese figurano nel referto arbitrale.
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Nel corso di un'intervista alla radio France Info, a pochi giorni dalle amministrative in Francia, la presidente del partito ha liquidato così le polemiche sull'uscita dello svedese. Il quale, infuriato con l'arbitro della partita, ha detto in inglese davanti a microfoni e telecamere che "questo Paese di m... non merita il PSG". Aggiungendo, poi: "in 15 anni non ho mai visto un arbitro così scarso in questo Paese di merda!".
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Più tardi, lo svedese - espulso la settimana scorsa durante Chelsea-PSG, che ha visto i francesi qualificarsi per i quarti di Champions league - si è scusato con una dichiarazione sul sito ufficiale del Paris Saint-Germain. "Tengo a precisare - si legge - che le mie frasi non erano né contro la Francia e né contro i francesi. Ho parlato di calcio, non di altro. Ho perso la partita e l'accetto, ma non accetto quando l'arbitro non osserva le regole. Non è la prima volta che succede. Mi sono espresso sull'onda del nervosismo e tutti sanno che in quei momenti le parole possono andare oltre le intenzioni. Tengo a scusarmi, se qualcuno si è sentito offeso".
Il tentativo di minimizzare non sembra avere effetti sulla polemica innescata dall'insulto del giocatore alla Francia. Sui principali siti, si è acceso il dibattito su un'eventuale pesante multa nei confronti di Ibra.
VIDEO BLANC DIFENDE IBRA
E' stato tra i primi a chiedere le scuse di Ibrahimovic ma dopo che sono arrivate non è ancora soddisfatto. Patrick Kanner, ministro francese dello Sport, è ancora arrabbiato per lo sfogo dello svedese. L'attaccante, nella serata di ieri, ha corretto parzialmente il tiro "ma resta l'errore che ha fatto nei confronti dell'arbitro e questo apre la porta a qualsiasi tipo di deriva, specie davanti all'esempio di un personaggio importante come Ibrahimovic", avverte Kanner. L'attaccante, infatti, pur scusandosi con la Francia e i francesi, ha ribadito che "non posso essere d'accordo con un arbitro che non applica le regole". Sul piede di guerra l'Associazione francese degli arbitri (Safe) presieduta da Stephane Lannoy, che ha diffuso una lettera aperta per condannare lo sfogo di Ibra. Ricordate le critiche dello svedese a Kuipers qualche giorno prima in Champions League, la Safe prende atto di "una nuova esplosione d'odio e violenza verbale". "Siamo i primi a riconoscere i nostri errori, un arbitro sa quando ha 'perso' la sua partita, quando non ha preso la decisione giusta, è successo in passato, succede oggi e succederà in futuro. Lavoriamo per ridurre i nostri errori ma rimaniamo fallibili". "Ma il clima nei confronti degli arbitri si va deteriorando e comincia a diventare preoccupante - avvertono - E' il momento di cambiare atteggiamento, di rendersi conto che non si può dire, fare o accettare tutto. Ci sono dei limiti e non vanno superati. Se nel rugby l'arbitro è riconosciuto come parte del gioco, è tempo che anche nel calcio venga riconosciuto come tale, accettato e rispettato".
La Commissione disciplinare della Lega francese esaminerà giovedì lo sfogo di Zlatan Ibrahimovic, che si è poi scusato, al termine di Bordeaux-Psg. E' stata la stessa Lega ad annunciarlo in una nota, spiegando che le parole dello svedese figurano nel referto arbitrale.