MADRID - I quattro punti di differenza non garantirebbero la vittoria finale nemmeno se il Real Madrid dovesse vincere le 10 gare che rimangono da qui alla fine del campionato, ma è una delle poche opzioni che rimangono agli uomini di Carlo Ancelotti per poter sperare di superare in classifica il Barcellona di Messi e compagni. "Sono convinto che il campionato sia ancora molto aperto - spiega Ancelotti dalla sala stampa di Valdebebas - la squadra sta bene, e se dovessi fare un confronto con la nostra condizione nello stesso periodo della passata stagione, posso dire tranquillamente che oggi stiamo molto meglio. La rosa, a parte un piccolo problema per Pepe, è al completo, e con le molte partite che ci aspettano questo aprile sicuramente ci sarà spazio per tutti".
10 PARTITE 10 VITTORIE - Il Real non può fare calcoli, deve sperare in un errore degli avversari e vincere, solo vincere. "Il nostro obiettivo è di vincere le dieci partite che rimangono - ammette il tecnico italiano, - non credo sia impossibile, lo abbiamo già fatto in passato, non è un'utopia. Poi è chiaro che non possiamo sapere se basterà, se il Barcellona perderà punti strada facendo. Ma la squadra sta bene, ha voglia e ci crede". Di parere totalmente contrario Luis Enrique, diretto avversario di Ancelotti per proclamarsi tecnico vincitore della Liga 2014/15. "Non credo che nessuna delle quattro squadre che sono ancora in lotta per il titolo (Barça, Real, Valencia e Atletico, ndr) possa vincere le dieci gare che rimangono. Poi magari mi sbaglio e il Barcellona ce la fa", scherza l'ex-allenatore della Roma, dando comunque poche speranze ai sogni di rimonta dei rivali.
IL PIEDE DI MESSI - Domenica contro il Celta, ultima squadra che ha allenato Luis Enrique prima di passare al Barcellona la passata estate, tra le sole due squadre che quest'anno è riuscita a vincere al Camp Nou, sicuramente sarà in campo Leo Messi, anche le continue indiscrezioni su un suo possibile infortunio si erano susseguite nei giorni scorsi. "Leo si trova nelle migliori condizioni possibili per poter giocare," risponde lapidario Luis Enrique a chi chiede della situazione dell'argentino, "si è allenato regolarmente con i compagni, non vedo nessun problema nel poterlo schierare. Quella di domani è una partita importante, come lo saranno tutte da qui alla fine del campionato. All'andata abbiamo perso, anche se sul campo eravamo stati nettamente superiori, non è un rivale facile ma ho voglia di tornare a Vigo, ho un ricordo meraviglioso della squadra e della città".
CR7 2015 DA INCUBO - La rivalità tra Barça e Real è anche il perenne confronto tra Cristiano Ronaldo e Lionel Messi. Il CIES, osservatorio del calcio con sede a Neuchatel, Svizzera, solo qualche giorno fa ha reso pubblica la classifica sul rendimento dei migliori attaccanti di questo inizio del 2015. Al primo posto c'è Messi, solo 29esimo Cristiano Ronaldo. "Senza dubbio Messi ha disputato un ottimo 2015 - ammette Ancelotti - ma si tratta di una statistica temporanea. Forse il portoghese ha un po' abbassato il suo rendimento negli ultimi tre mesi. Vedremo se Cristiano sarà capace di migliorare in quel che resta della stagione, cosa di cui sono convinto. Anche se uno come lui non ha certo bisogno di statistiche del genere per dimostrare il suo valore".
CHAMPIONS O LIGA? - Real e Barcellona sono in lotta per la vittoria in campionato, così come per quella del torneo più prestigioso: la Champions League. Luis Enrique non sceglie: "Ogni titolo è importante, - spiega l'asturiano, - chi vincerà la Liga avrà fatto una grande stagione, chi vince la Champions è sicuramente una delle migliori squadre d'Europa e la coppa del Re è un trofeo bellissimo. Triplete per il mio Barça? Vedremo, non è il momento di porsi strani obiettivi." Carletto sa bene che vincere la Champions, e soprattutto eliminare l'Atletico nei quarti, trasformerebbe la stagione nell'ennesimo trionfo.
IL PRECEDENTE - Comunque, Ancelotti e il suo Real lotteranno fino alla fine per vincere la Liga, anche perché esiste un precedente importante: campionato 2006/07, a quel tempo sulla panchina dei Blancos sedeva Fabio Capello e a dieci giornate dalla fine il divario tra le due squadre era di 5 punti. Alla fine arrivarono a pari merito, 76 punti a testa, e il Real vinse per la differenza reti negli scontri diretti: "Non penso al passato e non ho parlato con Capello di quel campionato, - dice Ancelotti, - ma sono sicuro che la Liga si deciderà all'ultima partita".
10 PARTITE 10 VITTORIE - Il Real non può fare calcoli, deve sperare in un errore degli avversari e vincere, solo vincere. "Il nostro obiettivo è di vincere le dieci partite che rimangono - ammette il tecnico italiano, - non credo sia impossibile, lo abbiamo già fatto in passato, non è un'utopia. Poi è chiaro che non possiamo sapere se basterà, se il Barcellona perderà punti strada facendo. Ma la squadra sta bene, ha voglia e ci crede". Di parere totalmente contrario Luis Enrique, diretto avversario di Ancelotti per proclamarsi tecnico vincitore della Liga 2014/15. "Non credo che nessuna delle quattro squadre che sono ancora in lotta per il titolo (Barça, Real, Valencia e Atletico, ndr) possa vincere le dieci gare che rimangono. Poi magari mi sbaglio e il Barcellona ce la fa", scherza l'ex-allenatore della Roma, dando comunque poche speranze ai sogni di rimonta dei rivali.
IL PIEDE DI MESSI - Domenica contro il Celta, ultima squadra che ha allenato Luis Enrique prima di passare al Barcellona la passata estate, tra le sole due squadre che quest'anno è riuscita a vincere al Camp Nou, sicuramente sarà in campo Leo Messi, anche le continue indiscrezioni su un suo possibile infortunio si erano susseguite nei giorni scorsi. "Leo si trova nelle migliori condizioni possibili per poter giocare," risponde lapidario Luis Enrique a chi chiede della situazione dell'argentino, "si è allenato regolarmente con i compagni, non vedo nessun problema nel poterlo schierare. Quella di domani è una partita importante, come lo saranno tutte da qui alla fine del campionato. All'andata abbiamo perso, anche se sul campo eravamo stati nettamente superiori, non è un rivale facile ma ho voglia di tornare a Vigo, ho un ricordo meraviglioso della squadra e della città".
CR7 2015 DA INCUBO - La rivalità tra Barça e Real è anche il perenne confronto tra Cristiano Ronaldo e Lionel Messi. Il CIES, osservatorio del calcio con sede a Neuchatel, Svizzera, solo qualche giorno fa ha reso pubblica la classifica sul rendimento dei migliori attaccanti di questo inizio del 2015. Al primo posto c'è Messi, solo 29esimo Cristiano Ronaldo. "Senza dubbio Messi ha disputato un ottimo 2015 - ammette Ancelotti - ma si tratta di una statistica temporanea. Forse il portoghese ha un po' abbassato il suo rendimento negli ultimi tre mesi. Vedremo se Cristiano sarà capace di migliorare in quel che resta della stagione, cosa di cui sono convinto. Anche se uno come lui non ha certo bisogno di statistiche del genere per dimostrare il suo valore".
CHAMPIONS O LIGA? - Real e Barcellona sono in lotta per la vittoria in campionato, così come per quella del torneo più prestigioso: la Champions League. Luis Enrique non sceglie: "Ogni titolo è importante, - spiega l'asturiano, - chi vincerà la Liga avrà fatto una grande stagione, chi vince la Champions è sicuramente una delle migliori squadre d'Europa e la coppa del Re è un trofeo bellissimo. Triplete per il mio Barça? Vedremo, non è il momento di porsi strani obiettivi." Carletto sa bene che vincere la Champions, e soprattutto eliminare l'Atletico nei quarti, trasformerebbe la stagione nell'ennesimo trionfo.
IL PRECEDENTE - Comunque, Ancelotti e il suo Real lotteranno fino alla fine per vincere la Liga, anche perché esiste un precedente importante: campionato 2006/07, a quel tempo sulla panchina dei Blancos sedeva Fabio Capello e a dieci giornate dalla fine il divario tra le due squadre era di 5 punti. Alla fine arrivarono a pari merito, 76 punti a testa, e il Real vinse per la differenza reti negli scontri diretti: "Non penso al passato e non ho parlato con Capello di quel campionato, - dice Ancelotti, - ma sono sicuro che la Liga si deciderà all'ultima partita".