MADRID - Oggi gli occhi degli sportivi spagnoli, oltre a quelli degli sportivi di mezzo mondo, saranno puntati puntati sull'Andalusia. Da un lato per il Gran Premio del Motomondiale che si svolge a Jerez de la Frontera, dall'altro per una partita che potrebbe risultare decisiva per l'assegnazione del titolo di campione di Liga edizione 2014/15. Il Real Madrid di Carlo Ancelotti, che potrebbe recuperare Gareth Bale, viaggia a Siviglia in cerca di una vittoria che mantenga vive le speranze dei Blancos di recuperare lo svantaggio nei confronti del Barcellona, contro la squadra di Unai Emery che in casa non perde da 34 partite. "Con il Siviglia abbiamo già vinto due volte quest'anno - ha spiegato Ancelotti, - ma avremo bisogno del miglior Real per fare nostra la partita perché il Siviglia è una squadra difficilissima da battere, soprattutto in casa, e anche loro hanno bisogno di vincere".
UN POSTO IN CHAMPIONS - Il Siviglia, infatti, è in piena lotta per la conquista del quarto posto, che vale il turno preliminare di Champions, con il Valencia, prossimo avversario del Real in campionato, ed è in serie positiva dal 22 febbraio scorso. È chiaro che una sconfitta comprometterebbe in maniera definitiva la speranza di vincere il titolo, ma Ancelotti non ci pensa: "È chiaro che nel calcio ti può capitare di perdere - ammette l'allenatore italiano - può capitare a noi come al Barcellona. Però io preferisco pensare sempre alla vittoria. Non mi piace pensare in maniera negativa".
"DIPENDE DA NOI" - Il Barcellona di Luis Enrique dovrà affrontare una sfida molto meno impegnativa, almeno sulla carta, giocando in trasferta contro il fanalino di coda Cordoba, capace di vincere solo una volta in casa quest'anno. L'allenatore dei blaugrana, pur ammettendo che potrebbero esserci rotazioni in vista del confronto di Champions contro il Bayern di Pep Guardiola, non vuole cali di tensione. "Non ci sono dubbi che preferirei che il Real perdesse punti a Siviglia - spiega - Però è altrettanto chiaro che se vinciamo tutte le quattro partite che restano non m'interessa conoscere il risultato dei rivali. Dipende solo da noi".
TRAGUARDO STORICO - Dipende solo dal Barcellona e dall'Atletico Madrid, che affronterà i catalani alla penultima giornata e, se il Real vince tutte le partite rimaste, potrebbe essere la chiave di volta del campionato. "La partita contro il Bilbao è molto più importante di quella contro il Barcellona - assicura Diego Simeone - Dobbiamo dare un passo avanti per riuscire a portare la squadra a conquistare il terzo posto e qualificarci per la terza volta consecutiva in Champions. Una cosa che non è mai successa all'Atletico in 112 anni di storia". L'Atletico ha sei punti di vantaggio sulle dirette avversarie per il terzo posto in classifica: Siviglia e Valencia.
AUSPICI VIOLA - La Fiorentina di Montella, prossima avversaria in Europa League proprio del Siviglia di Emery giovedì, domani gioca contro il Cesena per mantenere vive le speranze di un posto in Europa, e lo sforzo fisico che i giocatori andalusi dovranno mettere in campo per aver ragione del Real potrebbe giocare a suo favore. Per il momento, a favore dei viola c'è il fatto che l'ultima sconfitta casalinga del Siviglia è avvenuta proprio in Europa League: era il 13 marzo 2014. Gli andalusi persero all'andata del derby europeo contro il Betis per 0-2. Se non dovesse riuscirci il Real di Ancelotti, magari sarà la Fiorentina di Montella a mettere fine all'imbattibilità degli andalusi.
UN POSTO IN CHAMPIONS - Il Siviglia, infatti, è in piena lotta per la conquista del quarto posto, che vale il turno preliminare di Champions, con il Valencia, prossimo avversario del Real in campionato, ed è in serie positiva dal 22 febbraio scorso. È chiaro che una sconfitta comprometterebbe in maniera definitiva la speranza di vincere il titolo, ma Ancelotti non ci pensa: "È chiaro che nel calcio ti può capitare di perdere - ammette l'allenatore italiano - può capitare a noi come al Barcellona. Però io preferisco pensare sempre alla vittoria. Non mi piace pensare in maniera negativa".
"DIPENDE DA NOI" - Il Barcellona di Luis Enrique dovrà affrontare una sfida molto meno impegnativa, almeno sulla carta, giocando in trasferta contro il fanalino di coda Cordoba, capace di vincere solo una volta in casa quest'anno. L'allenatore dei blaugrana, pur ammettendo che potrebbero esserci rotazioni in vista del confronto di Champions contro il Bayern di Pep Guardiola, non vuole cali di tensione. "Non ci sono dubbi che preferirei che il Real perdesse punti a Siviglia - spiega - Però è altrettanto chiaro che se vinciamo tutte le quattro partite che restano non m'interessa conoscere il risultato dei rivali. Dipende solo da noi".
TRAGUARDO STORICO - Dipende solo dal Barcellona e dall'Atletico Madrid, che affronterà i catalani alla penultima giornata e, se il Real vince tutte le partite rimaste, potrebbe essere la chiave di volta del campionato. "La partita contro il Bilbao è molto più importante di quella contro il Barcellona - assicura Diego Simeone - Dobbiamo dare un passo avanti per riuscire a portare la squadra a conquistare il terzo posto e qualificarci per la terza volta consecutiva in Champions. Una cosa che non è mai successa all'Atletico in 112 anni di storia". L'Atletico ha sei punti di vantaggio sulle dirette avversarie per il terzo posto in classifica: Siviglia e Valencia.
AUSPICI VIOLA - La Fiorentina di Montella, prossima avversaria in Europa League proprio del Siviglia di Emery giovedì, domani gioca contro il Cesena per mantenere vive le speranze di un posto in Europa, e lo sforzo fisico che i giocatori andalusi dovranno mettere in campo per aver ragione del Real potrebbe giocare a suo favore. Per il momento, a favore dei viola c'è il fatto che l'ultima sconfitta casalinga del Siviglia è avvenuta proprio in Europa League: era il 13 marzo 2014. Gli andalusi persero all'andata del derby europeo contro il Betis per 0-2. Se non dovesse riuscirci il Real di Ancelotti, magari sarà la Fiorentina di Montella a mettere fine all'imbattibilità degli andalusi.