MADRID - Florentino Perez si è presentato alla stampa con un'ora e un quarto di ritardo rispetto all'orario comunicato. Comprensibile, se vogliamo, vista la difficoltà della decisione: il rapporto tra Carlo Ancelotti e il Real Madrid è giunto al termine con un anno di anticipo rispetto al contratto che il tecnico di Reggiolo ha firmato con la squadra spagnola. Questo è quello che è stato comunicato all'allenatore italiano nel primo pomeriggio e annunciato alla stampa nella tribuna stampa del Santiago Bernabeu intorno alle 20 dal presidente.
DECISIONE GIUSTA? - Quella presa da Florentino Perez e dal suo gruppo di lavoro, per essere sinceri, è una decisione contraria alle aspettative della squadra e della stragrande maggioranza della tifoseria e dei soci del Club. Sì, perché a Madrid, quella Madrid che vive sul lato nord del Manzanarre, in molti si chiedono: ora che se ne va Ancelotti chi prenderà il suo posto? Davvero Rafa Benitez sarà capace di ripetere i record di Carletto? E se non fosse lui, Jurgen Klopp sarà in grado di portare i Blancos alla "undecima"?; Meglio ancora, o peggio, dipende dai punti di vista, se fosse Unai Emery, grande con il Siviglia in Europa League, ma null'altro che passabile in Liga, a sedersi sulla panchina del Real, sarà capace di invertire la tendenza? Un solo campionato vinto negli ultimi sette anni, quello dei 100 punti di Mourinho, può sembrare poco, soprattutto in una piazza come quella che ha sede in Concha Espina, ma in molti si chiedono se che chi prenderà il testimone di Carlo Ancelotti saprà cambiare rotta o avere lo stesso rapporto con i giocatori.
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CAMBIARE TUTTO PERCHÉ NULLA CAMBI - Quel che è certo è che la dirigenza del Real non ha voluto sentire ragioni, meglio cambiare. Meglio dire addio al tecnico che ha portato la decima Coppa dei Campioni a Madrid e prendere una nuova strada. Un comportamento che è nel DNA di Florentino Perez e del suo gruppo di lavoro, una dirigenza che da quando è alla guida de Los Merengues in dodici anni ha ingaggiato e detto addio a 9 diversi allenatori. Una dirigenza fedele al motto: allenatore che non vince, si cambia. Ha funzionato, a volte. Vedasi il Real dello Special One, vincente in Liga ma perdente in Champions; oppure quello di Ancelotti, ha vinto la Decima scrivendo un capitolo della storia dei Blancos, ma in campionato ha deluso sia quando alla guida del Barcellona c'era il tanto bistrattato Tata Martino, titolo vinto dall'outsider Atletico di Diego Simeone, sia nell'anno in cui Luis Enrique ha debuttato, e rischia di conquistare un Triplete che rappresenterebbe, visto da Madrid, l'ennesimo smacco per la squadra più forte del Mondo. Quindi, via Ancelotti e avanti un altro. Sarà per il meglio?
UN NUOVO ALLENTARE CHE PARLI SPAGNOLO - Florentino ha ringraziato i due anni di lavoro che Ancelotti ha passato con la squadra, ribadendo che la decisione di licenziare il tecnico italiano è stata presa dalla Società dopo aver fatto un bilancio della stagione e che la prossima settimana verrà comunicato il nome del prossimo allenatore del Real. Parlando dei nomi in ballo, Perez ha ammesso che non sarebbe male se il nuovo allenatore del Real parli spagnolo, un chiaro segnale che Rafa Benitez possa essere il principale indicato a sedersi sulla panchina dei Blancos la prossima stagione.
POCHE DOMANDE - "Non saprei dire cosa non ha saputo dare Ancelotti quest'anno al Real, non sono un allenatore - ha cercato di spiegare Florentino, che è sembrato scosso della decisione presa dalla dirigenza - il posto di tecnico nel calcio è un posto difficile lo sappiamo tutti, non solo nel Real, anche nel Barcellona, nel Chelsea, nella Juventus. Abbiamo bisogno di una nuova spinta, - ha aggiunto il Presidente del Real che ha chiesto fin da subito che non gli si facessero troppe domande - è stata una decisione molto difficile da prendere ma pensiamo sia la cosa migliore per la squadra. Ancelotti avrà sempre il nostro affetto che si è guadagnato in questi due anni, fa parte della nostra storia soprattutto perché con lui abbiamo vinto la Decima Champions. Questa rimane la sua casa. Ma il rapporto professionale è diverso da quello personale". Ancelotti non è più l'allenatore del Real Madrid, avanti il prossimo.
DECISIONE GIUSTA? - Quella presa da Florentino Perez e dal suo gruppo di lavoro, per essere sinceri, è una decisione contraria alle aspettative della squadra e della stragrande maggioranza della tifoseria e dei soci del Club. Sì, perché a Madrid, quella Madrid che vive sul lato nord del Manzanarre, in molti si chiedono: ora che se ne va Ancelotti chi prenderà il suo posto? Davvero Rafa Benitez sarà capace di ripetere i record di Carletto? E se non fosse lui, Jurgen Klopp sarà in grado di portare i Blancos alla "undecima"?; Meglio ancora, o peggio, dipende dai punti di vista, se fosse Unai Emery, grande con il Siviglia in Europa League, ma null'altro che passabile in Liga, a sedersi sulla panchina del Real, sarà capace di invertire la tendenza? Un solo campionato vinto negli ultimi sette anni, quello dei 100 punti di Mourinho, può sembrare poco, soprattutto in una piazza come quella che ha sede in Concha Espina, ma in molti si chiedono se che chi prenderà il testimone di Carlo Ancelotti saprà cambiare rotta o avere lo stesso rapporto con i giocatori.
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CAMBIARE TUTTO PERCHÉ NULLA CAMBI - Quel che è certo è che la dirigenza del Real non ha voluto sentire ragioni, meglio cambiare. Meglio dire addio al tecnico che ha portato la decima Coppa dei Campioni a Madrid e prendere una nuova strada. Un comportamento che è nel DNA di Florentino Perez e del suo gruppo di lavoro, una dirigenza che da quando è alla guida de Los Merengues in dodici anni ha ingaggiato e detto addio a 9 diversi allenatori. Una dirigenza fedele al motto: allenatore che non vince, si cambia. Ha funzionato, a volte. Vedasi il Real dello Special One, vincente in Liga ma perdente in Champions; oppure quello di Ancelotti, ha vinto la Decima scrivendo un capitolo della storia dei Blancos, ma in campionato ha deluso sia quando alla guida del Barcellona c'era il tanto bistrattato Tata Martino, titolo vinto dall'outsider Atletico di Diego Simeone, sia nell'anno in cui Luis Enrique ha debuttato, e rischia di conquistare un Triplete che rappresenterebbe, visto da Madrid, l'ennesimo smacco per la squadra più forte del Mondo. Quindi, via Ancelotti e avanti un altro. Sarà per il meglio?
UN NUOVO ALLENTARE CHE PARLI SPAGNOLO - Florentino ha ringraziato i due anni di lavoro che Ancelotti ha passato con la squadra, ribadendo che la decisione di licenziare il tecnico italiano è stata presa dalla Società dopo aver fatto un bilancio della stagione e che la prossima settimana verrà comunicato il nome del prossimo allenatore del Real. Parlando dei nomi in ballo, Perez ha ammesso che non sarebbe male se il nuovo allenatore del Real parli spagnolo, un chiaro segnale che Rafa Benitez possa essere il principale indicato a sedersi sulla panchina dei Blancos la prossima stagione.
POCHE DOMANDE - "Non saprei dire cosa non ha saputo dare Ancelotti quest'anno al Real, non sono un allenatore - ha cercato di spiegare Florentino, che è sembrato scosso della decisione presa dalla dirigenza - il posto di tecnico nel calcio è un posto difficile lo sappiamo tutti, non solo nel Real, anche nel Barcellona, nel Chelsea, nella Juventus. Abbiamo bisogno di una nuova spinta, - ha aggiunto il Presidente del Real che ha chiesto fin da subito che non gli si facessero troppe domande - è stata una decisione molto difficile da prendere ma pensiamo sia la cosa migliore per la squadra. Ancelotti avrà sempre il nostro affetto che si è guadagnato in questi due anni, fa parte della nostra storia soprattutto perché con lui abbiamo vinto la Decima Champions. Questa rimane la sua casa. Ma il rapporto professionale è diverso da quello personale". Ancelotti non è più l'allenatore del Real Madrid, avanti il prossimo.