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Barcellona, il piccolo Lederman può far crollare il castello di Blatter

Il tesseramento del 15enne americano è stata una delle cause del blocco del mercato per i catalani. Ora il padre fa ricorso al Tas (asserisce di essersi trasferito in Spagna per propri motivi lavorativi) e la sentenza potrebbe rivoluzionare i regolamenti imposti dalla Fifa per il trasferimento dei calciatori minorenni

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ROMA - Nel caotico vociare della sessione estiva di calciomercato, è stato fragoroso il silenzio proveniente da Barcellona. Il club Campione d'Europa - che ha potuto operare solo in previsione del prossimo gennaio, quando Aleix Vidal e Arda Turan potranno raggiungere i nuovi compagni in Catalogna - è rimasto a guardare i trasferimenti milionari e i colpi svaniti all'ultimo minuto per colpa della squalifica inflitta dalla Fifa nell'aprile 2014 per irregolarità nel trasferimento di calciatori minorenni. "Blocco del mercato per tre sessioni, fino al 31 dicembre 2015", è stata l'imposizione della commissione disciplinare che ha giudicato irregolari i trasferimenti di una decina di calciatori minorenni tra il 2009 e il 2013 destinati all'accademia giovanile blaugrana. Una sanzione senza precedenti che ha fatto passare in secondo piano le salatissime multe al club catalano (375mila euro) e alla Federcalcio spagnola (400mila euro per omesso controllo).

Il californiano Ben Lederman, 15 anni, fa parte di quei dieci baby calciatori oggetto dell'inchiesta portata avanti dalla Fifa. Il Barcellona aveva messo gli occhi sul giovane talento americano fin dal 2011, quando venne convocato in Spagna per entrare a far parte della Masia, la casa della cantera del Barça. La sua famiglia avallò il trasferimento oltreoceano e decise di trasferirsi con il figlio, lasciando tutto e tutti per inseguire il sogno e l'opportunità, più unica che rara, offerta al giovane calciatore. Una storia interrotta sul più bello. La sanzione comminata al club catalano ha rallentato, o forse bloccato, la crescita tecnica di quei dieci talenti che, come Ben Lederman, ora possono solamente allenarsi senza poter prender parte a nessuna partita giocata dalle squadre giovanili blaugrana a causa delle restrizioni imposte.

I genitori di questi giovani, che hanno abbandonato il loro passato per accompagnare i loro figli verso un radioso futuro nel mondo del calcio, potrebbero, però, riuscire ad annullare tutto. Il primo passo è stato mosso da Danny Lederman, padre di Ben, che ha annunciato la sua volontà di portare davanti Tribunale Arbitrale dello Sport  di Losanna il caso di suo figlio e degli altri ragazzi, vittime di un regolamento che li ha resi due volte vittime. Tutto ruota attorno all'articolo 19 del regolamento sui trasferimenti internazionali, quello che dal 2001 impone le direttive sui calciatori minorenni per salvaguardare i paesi meno ricchi dallo sciacallaggio dei club europei. Se il primo comma impone ai club di non tesserare alcun giocatore minorenne proveniente da un paese straniero, il comma 2 rende più flessibile questa norma. Tra le eccezioni ce n'è una che recita: "I genitori del calciatore si trasferiscono nel Paese della nuova società per motivi indipendenti dal calcio". Proprio questo punto potrebbe risolvere la questione a favore dei genitori di Lederman e degli altri giovani al centro della diatriba. Basterà dimostrare che la famiglia si sia trasferita a Barcellona per motivi extra-calcistici per rendere inapplicabile i divieti imposti dall'articolo 19. Insomma, basterà comprovare che uno dei due genitori si sia trasferito in terra catalana per un'opportunità lavorativa (e in questo potrebbe aiutarlo il club) per far decadere tutto il castello di buone intenzioni costruito dagli uomini di Blatter.

Il ricorso al Tas potrebbe rivoluzionare gli scenari futuri e forse anche quelli passati, con la Fifa che, oltre a dover fare clamorosi passi indietro nei confronti delle sanzioni imposte al Barcellona, avrà l'obbligo di arginare la cascata di ricorsi e nuovi tesseramenti che quel buco legislativo è destinato a generare. Una norma che dà adito a troppe interpretazione e che, proprio per questo motivo, può essere facilmente aggirata dai club che, per assicurarsi le prestazioni dei migliori giovani talenti provenienti da tutto il mondo, avrebbero in mano tutte le carte in regola per completare il tesseramento di calciatori minorenni.
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