PALERMO - A Palermo lo chiamano Giovannino. Ivaylo è troppo complicato da pronunciare. Ma, al di là, del nome storpiato e delle difficoltà linguistiche, il ventiduenne Ivaylo Chochev è un beniamino del "Barbera". Lo stadio dove domani sera tornerà da avversario con la maglia della Bulgaria.
Quando, nell'estate dello scorso anno, il Palermo lo chiamò per portarlo in rosanero, Chochev chiese consiglio a Hristo Stoichkov il suo vecchio allenatore al Cska Sofia. Il Pallone d'Oro ex stella del Parma non ebbe dubbi e gli disse di accettare la proposta di Zamparini. Il giorno che Ivaylo fece i bagagli con destinazione Italia, la televisione di stato bulgara gli dedicò una trasmissione in diretta nella quale il giocatore rispondeva alle domande dei tifosi che gli chiedevano di restare in patria.
All'epoca Chochev era capitano della nazionale Under 21. Adesso è un punto di forza della selezione maggiore che giovedì ha perso in casa contro la Norvegia. Il ragazzo ha preso la parola da leader consumato e ha chiesto scusa per la prova della squadra. "Mi dispiace per quelli che erano allo stadio e per chi ha visto la partita in televisione - il suo commento - Abbiamo incassato una sconfitta che compromette la nostra qualificazione. Adesso ci giochiamo tutto a Palermo che è ormai diventata la mia seconda casa".
Già, Palermo. Palermo che è pronta al derby tra Chochev e Vazquez e che in poco tempo ha accolto Giovannino come fosse un suo figlio. E dire che il suo arrivo in città era stato avvolto in una nube di mistero degna di una spy story. Per strapparlo alla concorrenza di Wolfsburg e Monaco, non appena è atterrato a Punta Raisi con un volo proveniente da Monaco di Baviera, Chochev è stato letteralmente nascosto in una stanza del centralissimo hotel Delle Palme. Al mattino, in gran segreto, visite mediche al policlinico e ufficiliatà dell'ingaggio.
A Palermo gira con una utilitaria Skoda. Il suo luogo preferito è il santuario di Santa Rosalia su Monte Pellegrino. Ama la cultura e i monumenti della città tanto che chiese e palazzi storici sono le sue mete preferite. Abita a Mondello insieme alla fidanzata Suzanna e già dallo scorso anno studia l'italiano insieme agli altri stranieri che giocano in rosanero. "Scendere in campo al "Barbera" con la maglia della mia nazionale sarà una grande emozione - dice alla vigilia della gara - Spero che i tifosi del Palermo mi riservino una bella accoglienza e mi applaudano anche se, come è ovvio, saranno principalmente dalla parte di Franco Vazquez. Noi daremo tutto per cercare di fare risultato a Palermo. La nostra è una squadra con buone qualità. Siamo un gruppo compatto".
Quando, nell'estate dello scorso anno, il Palermo lo chiamò per portarlo in rosanero, Chochev chiese consiglio a Hristo Stoichkov il suo vecchio allenatore al Cska Sofia. Il Pallone d'Oro ex stella del Parma non ebbe dubbi e gli disse di accettare la proposta di Zamparini. Il giorno che Ivaylo fece i bagagli con destinazione Italia, la televisione di stato bulgara gli dedicò una trasmissione in diretta nella quale il giocatore rispondeva alle domande dei tifosi che gli chiedevano di restare in patria.
All'epoca Chochev era capitano della nazionale Under 21. Adesso è un punto di forza della selezione maggiore che giovedì ha perso in casa contro la Norvegia. Il ragazzo ha preso la parola da leader consumato e ha chiesto scusa per la prova della squadra. "Mi dispiace per quelli che erano allo stadio e per chi ha visto la partita in televisione - il suo commento - Abbiamo incassato una sconfitta che compromette la nostra qualificazione. Adesso ci giochiamo tutto a Palermo che è ormai diventata la mia seconda casa".
Già, Palermo. Palermo che è pronta al derby tra Chochev e Vazquez e che in poco tempo ha accolto Giovannino come fosse un suo figlio. E dire che il suo arrivo in città era stato avvolto in una nube di mistero degna di una spy story. Per strapparlo alla concorrenza di Wolfsburg e Monaco, non appena è atterrato a Punta Raisi con un volo proveniente da Monaco di Baviera, Chochev è stato letteralmente nascosto in una stanza del centralissimo hotel Delle Palme. Al mattino, in gran segreto, visite mediche al policlinico e ufficiliatà dell'ingaggio.
A Palermo gira con una utilitaria Skoda. Il suo luogo preferito è il santuario di Santa Rosalia su Monte Pellegrino. Ama la cultura e i monumenti della città tanto che chiese e palazzi storici sono le sue mete preferite. Abita a Mondello insieme alla fidanzata Suzanna e già dallo scorso anno studia l'italiano insieme agli altri stranieri che giocano in rosanero. "Scendere in campo al "Barbera" con la maglia della mia nazionale sarà una grande emozione - dice alla vigilia della gara - Spero che i tifosi del Palermo mi riservino una bella accoglienza e mi applaudano anche se, come è ovvio, saranno principalmente dalla parte di Franco Vazquez. Noi daremo tutto per cercare di fare risultato a Palermo. La nostra è una squadra con buone qualità. Siamo un gruppo compatto".