LONDRA - Andare dall'allenatore a protestare per i suoi metodi di allenamento non è mai stata una buona idea al Manchester United, passato da un sergente di ferro leggendario come Alex Ferguson a uno (dopo il breve intermezzo di Moyes) non meno temuto quale Louis Van Gaal. Eppure è proprio quello che una delegazione di giocatori ha fatto nei giorni scorsi, andando a lamentarsi con il tecnico olandese per gli schemi troppo rigidi a cui sono costretti durante le sedute di training, secondo quanto rivela oggi il Times di Londra. L'allenatore non l'ha presa male, ma neanche bene, sempre secondo le indiscrezioni: insomma non li ha inceneriti, ma ha fatto presente che il suo curriculum ricco di titoli è appunto il frutto dei suoi metodi di allenamento, grazie ai quali, per di più, i Red Devils non soffrono più infortuni a catena come è accaduto in passato. Ma i giornali, e a quanto pare anche i tifosi, danno ragione ai giocatori.
Il Times racconta che un allenatore di un'altra squadra della Premier League è andato di recente a osservare una partita del Manchester United e si è accorto subito che qualcosa in campo non funzionava. La formazione? No. La tattica? Nemmeno. Dopo un po' ha capito quale era il problema: i giocatori sembravano inibiti, freddi, senza vita. Non davano l'impressione di divertirsi. Anzi, parevano infelici. E questa sensazione deriverebbe dai metodi di Van Gaal. In parte dal suo ben noto autoritarismo, di cui si sono lamentate altre sue squadre prima dello United. In parte dai metodi di allenamento: per l'olandese è importante che i giocatori eseguano perfettamente uno schema, e se non lo fanno vengono rimproverati senza troppi riguardi, diciamo pure sbraitando. Ma il punto non sono le urla. E' che, pur sotto un allenatore come Ferguson che non era certo un agnellino, i Diavoli Rossi godevano di maggiore libertà in campo: il loro stile di gioco si poteva riassumere in due parole, attaccare e andare all'avventura. E l'attacco era l'elemento di forza di un team che ha vinto letteralmente tutto.
Adesso l'attacco latita. Dall'inizio del campionato, il Manchester United ha segnato solo 3 gol in quattro gare. Non è ancora in crisi: dopotutto è quinto in classifica, con 7 punti, davanti a Arsenal, Liverpool e Chelsea, sebbene a cinque punti di distacco dalla capolista e rivale cittadina Manchester City. Ma non brilla. E il match di sabato contro il Liverpool appare già decisivo per giudicare come proseguirà la stagione. Van Gaal predica pazienza, convinto che punti, gioco e gol verranno, dopo l'inserimento di vari acquisti, primo fra tutti Anthony Martial, il teen-ager (ha 19 anni) più costoso del mondo, acquistato dal Monaco per 58 milioni di sterline (circa 75 milioni di euro). Una cifra che lo stesso olandese definisce "ridicola". Ma in questa storia di giocatori in rivolta ride bene chi ride ultimo.
Il Times racconta che un allenatore di un'altra squadra della Premier League è andato di recente a osservare una partita del Manchester United e si è accorto subito che qualcosa in campo non funzionava. La formazione? No. La tattica? Nemmeno. Dopo un po' ha capito quale era il problema: i giocatori sembravano inibiti, freddi, senza vita. Non davano l'impressione di divertirsi. Anzi, parevano infelici. E questa sensazione deriverebbe dai metodi di Van Gaal. In parte dal suo ben noto autoritarismo, di cui si sono lamentate altre sue squadre prima dello United. In parte dai metodi di allenamento: per l'olandese è importante che i giocatori eseguano perfettamente uno schema, e se non lo fanno vengono rimproverati senza troppi riguardi, diciamo pure sbraitando. Ma il punto non sono le urla. E' che, pur sotto un allenatore come Ferguson che non era certo un agnellino, i Diavoli Rossi godevano di maggiore libertà in campo: il loro stile di gioco si poteva riassumere in due parole, attaccare e andare all'avventura. E l'attacco era l'elemento di forza di un team che ha vinto letteralmente tutto.
Adesso l'attacco latita. Dall'inizio del campionato, il Manchester United ha segnato solo 3 gol in quattro gare. Non è ancora in crisi: dopotutto è quinto in classifica, con 7 punti, davanti a Arsenal, Liverpool e Chelsea, sebbene a cinque punti di distacco dalla capolista e rivale cittadina Manchester City. Ma non brilla. E il match di sabato contro il Liverpool appare già decisivo per giudicare come proseguirà la stagione. Van Gaal predica pazienza, convinto che punti, gioco e gol verranno, dopo l'inserimento di vari acquisti, primo fra tutti Anthony Martial, il teen-ager (ha 19 anni) più costoso del mondo, acquistato dal Monaco per 58 milioni di sterline (circa 75 milioni di euro). Una cifra che lo stesso olandese definisce "ridicola". Ma in questa storia di giocatori in rivolta ride bene chi ride ultimo.