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Barcellona, tra assenze e sfortuna. Ma senza Messi è tutto più difficile

Seconda sconfitta in Liga per la squadra di Luis Enrique che eguaglia così la peggiore partenza dai tempi di Rijkaard (stagione 2003/04). Pesa non poco l'infortunio della stella argentina, sotto accusa la scarsa capacità di concretizzare le occasioni create ma soprattutto le gravi lacune in difesa

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MADRID - A Barcellona la seconda sconfitta in campionato, la terza stagionale, della squadra catalana non viene presa come una crisi di gioco ma come malasorte e sfortuna. Malasorte per gli infortuni che continuano a colpire il Club, dopo Rafhina e Messi anche Iniesta ha dovuto dare forfait, e sfortuna per l'incredibile numero di palle gol che la squadra riesce a creare senza poi concretizzarle. Nella sconfitta di ieri contro il Siviglia i giocatori del Barça hanno tirato verso la porta 28 volte, colpendo tre pali, e segnando l'unico gol solo grazie a un rigore, discutibile, di Neymar, un'efficacia così bassa che lo stesso Luis Enrique a fine partita ha ammesso che "È incredibile che lasciamo lo stadio con un solo gol a nostro favore".

PEGGIOR INIZIO IN 12 ANNI - Erano dodici anni che il Barcellona non perdeva  due partite nelle prime sette giornate di campionato, era la stagione 2003/04, la prima in cui sulla panchina blaugrana sedeva Frank Rijkaard, e già questo è un piccolo record in negativo. La squadra di Luis Enrique soffre in zona gol, ma per quanto riguarda la difesa c'è poco da stare allegri. Nemmeno il ritorno tra i pali del cileno Claudio Bravo ha impedito che la porta del Barça non venisse nuovamente infilata: è la settima partita consecutiva, tra Liga e Champions, in cui i blaugrana subiscono gol, la passata stagione non incassarono reti fino alla nona giornata in Liga e la seconda in Champions. Che ci sia qualcosa da registrare lo ha ammesso lo stesso Luis Enrique, ma pare che ancora non abbia trovato il bandolo della matassa, e la critica se ne è accorta: "Il Barça un autentico colabrodo!" scrive il quotidiano catalano Sport; "L'orgoglio non è bastato a risolvere i problemi difensivi" spiega ai suoi lettori Mundo Deportivo. Come principali colpevoli la stampa spagnola ha indicato Piqué ("Stranamente passivo") e il francese Mathieu ("Appare in tutte le foto dei gol del Siviglia").

MESSI-DIPENDENTE - Con tutte le occasioni da gol che crea, non si può certo parlare di un Barcellona in crisi, tra l'altro le due sconfitte non lo allontanano dai primi posti della classifica, ma che la mancanza di Messi si faccia notare è un dato di fatto. Da quando la stella argentina si è infortunato contro il Las Palmas, per il Barça sono state tutte partite in salita. La prima proprio contro i neo promossi delle Isole Canarie, vinta soffrendo per 2 a 1; poi la rimonta negli ultimi minuti contro il Bayer Leverkusen in Champions; ora la sconfitta contro un Siviglia che nella sfida con la Juventus si era dimostrata una squadra più che abbordabile. La pausa per gli impegni internazionali non accelererà il rientro de "La Pulce", però senza dubbio darà un sospiro di sollievo a Luis Enrique e ai suoi.

DERBY DI MADRID - La sfida stracittadina della capitale spagnola in programma domenica vedrà in campo due squadre dall'umore opposto. L'Atletico di SImeone viene da due sconfitte consecutive, in Liga con il capolista Villarreal e in Champions contro il Benfica; il Real di Benitez non ha ancora perso in questa stagione e anche se dovrà fare a meno di James, è sicuro che Cristiano Ronalo vorrà ribadire il record di miglior marcatore della storia dei Blancos. Entrambe le squadre punteranno alla vittoria. L'Atletico perché non può permettersi di perdere altri punti e corre il rischio, se perde e il Villarreal vince, di trovarsi già a 7 punti di distacco dalla capolista; il Real per superare l'eterno rivale Barcellona e, se il Villarreal non vince, riprendersi il primo posto in classifica.
 
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