Sport

Spagna, Benitez: "Spogliatoio compatto". Luis Enrique: "Neymar? Diamogli sei anni"

Più che delle gare del fine settimana, i tecnici di Real e Barcellona sono tornati sulle polemiche settimanali. Sul presunto nervosismo Blancos ("Invenzioni di gente che vuole destabilizzarci"). Sulla sanzione (sei mesi) richiesta dal Santos a Neymar l'ironia del blaugrana

3 minuti di lettura
MADRID - Sabato di Liga in Spagna. Real Madrid e Barcellona giocheranno in casa contro Levante e Rayo Vallecano rispettivamente. Curiosamente, la partita di cartello di questa settimana non vedrà coinvolta nessuna delle due eterne rivali, perché il confronto tra Villarreal e Celta di Vigo, prima e seconda rispettivamente e che si affronteranno domenica, è la sfida di più alta classifica di questa ottava giornata. In comune, tra Real e Barça ancora una volta i numerosi giocatori infortunati, questa volta anche a causa della parentesi internazionale. Nel Madrid non si sono allenati Modric, James Rodriguez, Benzema, Carvajal e Pepe, mentre il Barcellona deve continuare a fare a meno di Leo Messi, Rafinha e Iniesta, anche se recupera recupera Luis Suarez.

L'ADDIO DI RAUL - Gli allenatori di Real e Barcellona nella loro abituale conferenza stampa pre-partita hanno voluto rendere omaggio a Raul Gonzales, che proprio ieri ha annunciato il suo addio ai campi di gioco. "Il tempo passa per tutti, purtroppo, e anche giocatori come Raul che hanno marcato un'epoca devono ritirarsi, - ha detto Luis Enrique, - Ma sono sicuro che resterà legato al mondo del calcio, presto vedremo dove finirà, ma resterà nel calcio perché un personaggio come lui può fare bene ovunque." Della stessa opinione Rafa Benitez, "Raul è un fenomeno e senza dubbio uno dei cinque migliori giocatori della storia del calcio spagnolo, - ammette il tecnico dei Blancos, - Quel che farà in futuro non posso saperlo, Raul è una persona intelligente e capace di capire ciò che accade dentro e fuori dal campo, troverebbe un posto in qualsiasi squadra al Mondo, incluso il Real Madrid, - e sull'ipotesi di vederlo in panchina al suo fianco spiega, - Al momento il mio gruppo di lavoro è al completo, ma in futuro non si può mai sapere".

POLEMICHE INVENTATE - Negli ultimi giorni il Real Madrid è stato bersaglio di alcune polemiche che hanno riguardato il rapporto tra Gareth Bale e Cristiano Ronaldo e problemi tra lo spogliatoio e Rafa Benitez. Ma l'ex-tecnico di Napoli e Liverpool getta acqua sul fuoco: "Non ci sono problemi nello spogliatoio, - assicura, - Certo, io non posso controllare quello che dice l'agente di un giocatore (il riferimento è a Jonathan Barnett, agente di Gareth Bale che in settimana avrebbe dichiarato che il gallese ha intenzione di "diventare il migliore sul campo, non come modello di intimi"), ma i giocatori si trovano bene tra di loro, qualcuno si trova più a suo agio con un altro, ma è normale." Sulla frase che in qualche modo screditava l'attuazione del Real di Carlo Ancelotti che nell'ultima partita di Liga al Calderon aveva perso 4 a 0, commenta: "Ho rilasciato un'intervista in cui ho parlato di un fatto reale, niente di più. Se poi si vuole sempre cercare la polemica è un'altra cosa. Credo che ai tifosi interessi più che la squadra stia facendo bene, sia ancora imbattuta e abbia sei punti dopo due partite in Champions, e io voglio fare semplicemente le cose fatte bene. C'è gente che sembra voler creare scompiglio nel Real quando le cose vanno bene, che cerca di destabilizzarci inventando polemiche non vere".

LA SOSPENSIONE DI NEYMAR - La notizia che il Santos abbia richiesto una sospensione di sei mesi per "mala fede" nei confronti di Neymar Junior, notizia che la squadra brasiliana ha smentito, confermando però di aver fatto ricorso alla FIFA per il contenzioso sulla cessione del giocatore al Barcellona non viene presa sul serio da parte del suo allenatore, "Il Santos ha chiesto sei mesi di sospensione per Neymar? - chiede sornione Luis Enrique ai giornalisti, - Perché solo sei mesi, già che c'era poteva chiedere sei anni di sospensione, chiedere non costa nulla?" Sul rientro di Luis Suarez, invece, l'allenatore è lapidario: "Luis è pronto al cento per cento".

LE NAZIONALI - Gli impegni con le selezioni nazionali di molti giocatori delle due squadre, spesso lasciano il segno. In Spagna hanno coniato l'espressione "Virus UEFA" per indicare gli acciacchi in cui sono soliti incorrere i calciatori dopo la pausa internazionale. Né Benitez né Luis Enrique cercano scuse. "Gli infortuni con le proprie nazionali non possiamo controllarli, - spiega il tecnico del Real, - Quel che facciamo e mantenerci in costante contatto con i medici delle varie selezioni per cercare di evitare che avvengano, ma giocando due o più volte alla settimana è inevitabile che possano accadere". Sul fronte Barça si cerca di fare buon viso a cattivo gioco. "Molti dei miei hanno più minuti nelle gambe di quanti mi piacerebbe avessero, - ammette Luis Enrique, - Ma se abbiamo buoni giocatori è normale che vadano a giocare con le loro rispettive Nazionali. Il calendario è fatto così, non possiamo farci nulla." Chiedono all'ex-tecnico della Roma se gli piacerebbe un giorno prendere il posto di Del Bosque sulla panchina della Nazionale spagnola, risponde senza giri di parole: "Mi piacerebbe, eccome se mi piacerebbe".
I commenti dei lettori