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Raul, l'ora del ritiro: "E' il momento giusto, sono felice così"

L'attaccante, leggenda del Real e del calcio spagnolo, ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo. Chiuderà dopo i play off con i New York Cosmos. Al club blanco lo aspetta un ruolo da dirigente. Una carriera eccezionale, con un unico neo: nessuna vittoria con le Furie Rosse

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MADRID - Raul Gonzalez Blanco, conosciuto nel mondo del calcio semplicemente come Raul, è una leggenda del football spagnolo e del Real Madrid. Fino a poche settimane fa era il maggior goleador della storia dei Blancos con 323 reti messe a segno in 16 stagioni (per molti, per ora, continua a esserlo a parimerito con Cristiano Ronaldo), conquistando 6 campionati, 4 Supercoppe di Spagna, 3 Champions League, 1 Supercoppa d'Europa e 2 Coppe Intercontinentali. È stato anche il maggior cannoniere della Champions con 71 reti, prima di essere superato negli ultimi anni da i due "marziani" del calcio Cristiano Ronaldo e Lionel Messi.

NESSUN SUCCESO CON LE FURIE ROSSE - Dove Raul non ha avuto fortuna è stato con la Nazionale spagnola. Con le Furie Rosse l'attuale giocatore dei New York Cosmos ha partecipato a 3 Mondiali e 3 Coppe d'Europa, ma erano gli anni in cui la Spagna ancora soffriva della maledizione dei quarti di finale, fino all'Europeo del 2008 non era mai riuscita a raggiungere una semifinale in una competizione internazionale. Raul lasciò la Nazionale alla fine del Mondiale del 2006, dopo aver disputato 103 incontri e segnato 44 gol, due anni dopo la Spagna vinse il primo campionato d'Europa della sua storia, a cui sarebbe seguita la Coppa del Mondo del 2010 e la Coppa d'Europa 2012.

RITORNO AL REAL - Quando Raul lasciò il Real Madrid, con cui aveva esordito nella massima serie spagnola nella stagione 1994/95, per trasferirsi allo Schalke 04, era il luglio del 2010. Sia il presidente Florentino Perez sia il giocatore lasciarono presagire un eventuale ritorno di Raul al Club di Chamartin, con un ruolo da dirigente. "Nei prossimi mesi deciderò il prossimo passo della mia carriera", ha spiegato il giocatore senza voler entrare in dettagli, ma in Spagna sono pochi a credere che non tornerà al Real. "Se Raul vuole tornare al Madrid, - ha detto in più di un'occasione Perez, - sa che questa è casa sua".
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"DECISIONE DIFFICILE" - "È stata una decisione molto difficile da prendere, - ha ammesso Raul parlando del suo addio al calcio giocato, - Però credo che dopo 21 stagioni sia venuto il momento giusto di lasciare." Il mitico numero 7 del Real chiuderà la stagione della NASL con i New York Cosmos, sua ultima squadra dopo le esperienze in Germania con lo Schalke e in Qatar con la squadra dell'Al-Sadd. Una carriera che secondo le statistiche pubblicate dal periodico Marca è stata costellata finora da 1059 partite ufficiali e 462 gol.

TRA GIOCATORI E TECNICO - Non c'è assolutamente nulla di ufficiale, ma forse un ruolo che Raul opotrebbe rivestire tranquillamente potrebbe essere quello di "trait d'union" tra spogliatoio e tecnico, quello che fu di Zidane nel primo anno di Ancelotti. Perché sembra che tra Rafa Benitez e i giocatori del Real ultimamente non corra buon sangue. Prima le critiche del critico ai danni di Sergio Ramos per il rigore provocato contro l'Atletico, critiche che al difensore andaluso non sono andate giù, poi una frase che ai giocatori non è piaciuta: "Se l'Atletico non ci ha fatto 4 gol, qualcosa di buono avremo fatto", con chiaro riferimento all'ultima partita disputata in Liga Real di Ancelotti contro la squadra di Simeone, in cui Los Merengues uscirono dal Calderon con un pesante 0-4 al passivo. Nello spogliatoio del Real sono in molti a non aver dimenticato Carletto, e pare che le dichiarazioni di Benitez non abbiano fatto altro che alzare il livello di tensione che si vive a Valdebebas.

 
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