Sport

Europei, verso il sorteggio: l'Italia in seconda fascia rischia un girone di ferro

La prima fase finale a 24 squadre offre buone possibilità per le big di passare la prima fase (subito a casa solo in 8) ma questo non mette al riparo da raggruppamenti complicati. Ad esempio gli azzurri potrebbero ritrovarsi con Francia, Polonia e Turchia, ed a quel punto tutto sarebbe fuorché una passeggiata
3 minuti di lettura
ROMA - Il 12 dicembre le ventiquattro qualificate all'Europeo inizieranno a capire le problematiche del loro destino: si svolgera infatti il sorteggio dei sei gironi del torneo che la Francia ospiterà dal 10 giugno al 10 luglio 2016. L'Uefa ha ufficializzato la conferma delle quattro fasce, formate secondo il ranking per nazionali europee. L'Italia di Conte è in seconda fascia: si apre quindi l'eventualità del classico girone di ferro, anche se ad onor del vero la formula ad ampio raggio (sei gruppi da quattro, con le prime due di ciascun girone, oltre alle quattro migliori terze, qualificate per la fase ad eliminazione diretta degli ottavi) lascia comunque ampi margini di tranquillità. Solo otto su 24 torneranno subito a casa, e ipotizzare tra queste una tradizionale grande del calcio europeo (ma le eccezioni non mancano, ad esempio l'Olanda in Francia non ci è proprio arrivata) è esercizio complicato.

Prima di 'giocare' sui possibili incroci, uno sguardo generale sulla competizione. Sarà un Europeo diverso, il primo aperto ad un numero così ampio di squadre, 24. Basta pensare che fino al 1976 (vittoria della Cecolovacchia a Belgrado sulla Germania Ovest, la partita del famoso cucchiaio di Panenka) la fase finale era ristretta a 4 compagini, con semifinali, finalina e finali. La prima svolta a Italia 1980, con l'allargamento a 8 squadre, la seconda a Inghilterra 1996 (16 compagini, confermata fino a Polonia-Ucraina 2012).

Olanda esclusa, le grandi non hanno fallito una marcia di avvicinamento complessivamente comoda: tra queste annoveriamo il Belgio, nuova big europea e mondiale che però  (fatta eccezione per la partecipazione nel 2000 come ospitante) non si qualificava addirittura dal 1984. Ci sono poi tanti altri spunti. C'è ad esempio il grande ritorno del cosidetto calcio danubiano. E' quel gioco raffinato tecnicamente ma anche tatticamente innovativo che ha contato tanto dagli anni trenta agli anni cinquanta. Interpreti, Austria e Ungheria. Gli austriaci, e il loro Wunderteam, sfumati lentamente man mano che il calcio passava dal bianco e nero ai colori. L'ultima Austria definibile forte fu ai Mondiali di Spagna 82, l'ultima capace di qualificarsi ad una grande competizione nel 1998, ai Mondiali di Francia. Ora tocca al campioncino del Bayern Monaco Alaba e compagni, versione accattivamente del calcio che fu: sono in grado di far molto bene dopo aver dominato un girone non facile, possono essere la rivelazione. Discorso diverso per l'Ungheria. Non solo la squadra d'oro di Puskas, ma anche le rappresentative dei Florian Albert (Pallone d'Oro 1967), dei Ferenc Bene e, avvicinandosi nel tempo, dei Detari (lo ricordate al Bologna?), non hanno con questa neanche una lontana parentela. Ora c'è però tanto entusiasmo e qualche bella storia, come quella del portiere col pigiama grigio Kiraly che a 40 anni centra la sua prima grande competizione.  C'è poi una larga rappresentanza di squadre dell'area anglosassone. Ci sono tre squadre del Regno Unito: l'Inghilterra finalmente frizzante (sarà così anche dopo una stressante Premier) di Roy Hodgson, l'Irlanda del Nord dei nipotini di Best e il Galles del fenomeno Bale. A queste va aggiunta l'Eire, che comunque alla rassegna continentale è discretamente abituata.

Il 'comunque vada sarà una festa', con opportuni distinguo, potrebbe essere un buon motto per le debuttanti assolute: Slovacchia, Galles, la splendida Cenerentola Islanda, l'entusiasta Albania del nostro Gianni De Biasi, e Irlanda del Nord. A queste vanno aggiunte la stessa Austria e l'Ucraina, alla prima da qualificate, ma in passato partecipanti come organizzatrici. Fatto il quadro, analizziamo eventuali gironi di ferro o accoppiamenti più morbidi (ma squadre facili, bene sottolinearlo, non esistono) che potranno riguardare la nostra nazionale. Non possiamo pescare, in quanto nella nostra fascia, Russia, Svizzera, Austria, Croazia, Ucraina. Non male a nostro avviso evitare i russi -rivitalizzati nel dopo Capello- e gli austriaci, mentre gli azzurri hanno mostrato di essere in qualificazione più completi dei croati.
 
L'ipotesi più complicata è trovarsi con i padroni di casa della Francia, con la Germania campione del mondo o con la Spagna campione in carica dalla prima fascia; scendendo in terza, prendere la Polonia di un Lewandowski in stato di grazia, quindi attingere dalla quarta la Turchia che, pur essendosi qualificata in extremis nel girone in cui ha incantato l'Islanda, è sempre da prendere con le molle per orgoglio e seguito di tifosi. Un girone intermedio potrebbe essere con Inghilterra o Belgio dalla prima urna, Svezia (nonostante Ibra) o Repubblica Ceca dalla terza, ed Eire o Galles dalla quarta. Il girone modello: non sarebbe male, ma trattasi di opinione puramente personale, andare con il Portogallo. Cristiano Ronaldo è Cristiano Ronaldo, ma è la Nazionale è un'altra cosa e comunque è sempre meglio che beccare la Francia. Nella altre fasce la 'scelta' cade su  Romania o Ungheria dalla terza, mentre dalla terza prendiamo Albania o Irlanda del Nord (Islanda mina vacante). Intendiamoci, albanesi e nordirlandesi hanno fatto benissimo in qualificazione, ma il fattore emotivo e l'esperienza hanno il loro peso in queste competizioni.

Queste le fasce:
Urna 1: Spagna (campione in carica), Germania, Inghilterra, Portogallo, Belgio. (Francia direttamente nel gruppoo A, non partecipa al sorteggio)
Urna 2: Italia, Russia, Svizzera, Austria, Croazia, Ucraina
Urna 3: Repubblica Ceca, Svezia, Polonia, Romania, Slovacchia, Ungheria.
Urna 4: Turchia, Irlanda, Islanda, Galles, Albania, Irlanda del Nord

 
I commenti dei lettori