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Dalla fabbrica alla nazionale, Leicester in testa con i gol di Vardy

Nella squadra di Ranieri, al comando della Premier, brilla la stella del centravanti 28enne, passato dal lavoro in fabbrica alla maglia dell'Inghilterra: nel 2012 era ancora fra i semi-pro, oggi ha agganciato van Nistelrooy per gol consecutivi in Premier League

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ROMA - Chissà cosa pensava, Jamie Vardy da Sheffield, quando a 20 anni il calcio ancora non gli dava da mangiare. Allenamenti solo la sera, prima bisognava darsi da fare in fabbrica: produzione di sostegni ortopedici, un lavoro sfiancante per chi sognava solamente di scendere in campo, magari in Premier League. Troppo basso per fare carriera nello Sheffield Wednesday: "tagliato" dopo le giovanili, come uno qualsiasi. Di giorno in fabbrica, di sera ad allenarsi con lo Stocksbridge, per la non particolarmente allettante paga di 30 sterline a settimana. Una vita ingestibile, fatta di corse dal lavoro al campo, di pasti consumati in fretta nei fast food dei distributori di benzina, di una condanna a indossare una cavigliera elettronica per aver difeso - non certo a parole - un suo amico sordo dall'assalto di alcuni ragazzi per strada.

Chissà cosa pensa ora, Jamie Vardy da Sheffield. Ora che di anni ne ha 28, che nel cassetto ha la maglia del Leicester e quella della Nazionale inglese, che il suo nome è scritto insieme a quello di Ruud van Nistelrooy: il gol al Newcastle, il tredicesimo in campionato in altrettante partite, lo mette sullo stesso piano dell'olandese. Sono gli unici ad aver segnato in dieci gare consecutive di Premier League. Niente più fabbrica, niente più fango da prendere sui campi della cosiddetta "non-League" - così vengono ribattezzati i campionati inglesi al di sotto della quarta serie che segna l'ingresso nei professionisti, la League Two -, che lo vedevano protagonista fino al 2012, quando il Leicester versò la cifra record di un milione di sterline per strapparlo al Fleetwood: mai nessun calciatore delle serie inferiori era stato pagato così tanto. In tre anni è cambiato tutto.

MI DIVERTIVO LO STESSO - Portando la mente ai giorni dello Stocksbridge, il capocannoniere incontrastato della Premier League si lascia scappare un sorriso. "È vero, mi spettava la paga standard di 30 sterline a settimana. Ma non avevo mai guadagnato nulla dal calcio, ero felice così. L'addio allo Sheffield Wednesday era stato durissimo, parliamo del club per cui tifavo sin da bambino. Fu un colpo al cuore. Mi scartarono perché ero troppo piccolo fisicamente, la cosa assurda è che nel giro di un mese ebbi uno scatto improvviso: diventai più alto di 20 centimetri quando, ai miei occhi, non serviva più". Tre anni allo Stocksbridge, 66 gol in 107 partite. Abbastanza per passare all'Halifax Town e per provare a fare calcio sul serio: altre 27 reti e cessione al Fleetwood Town, a un solo gradino dal professionismo. Jamie risponde con 31 centri, fondamentali per la promozione. Lo vede il Leicester, che scommette su di lui. Ma è un salto difficile, pericoloso: la squadra è in Championship, tre categorie più in alto. Il primo anno è il più complicato, anche se Vardy sembra l'attaccante perfetto per un campionato come quello che attende il Leicester. Quattro gol in 26 presenze, inizia a serpeggiare lo scetticismo. Dura solo una stagione.

PRECEDENTI E SEGNI DEL DESTINO - Campionato 2013-14, Vardy diventa travolgente e va a segno 16 volte, rivelandosi decisivo per la promozione in Premier League. Jamie ora è impegnato "al piano di sopra", non è il primo ad aver scalato la piramide: il calcio inglese ha conosciuto molte storie come quella di Vardy. Ian Wright venne notato da un talent scout del Crystal Palace quando aveva 22 anni, John Barnes fu acquistato dal Watford quando giocava nel Sudbury Court e il suo cartellino venne pagato da un set di maglie, Les Ferdinand militò con Southall ed Hayes prima di essere acquistato dal QPR. Più raro uno sbarco ai piani alti dopo i 25 anni: Alan Pardew, attuale manager del Palace, si affacciò nel calcio che conta a 26 anni e ha speso parole al miele per il bomber del Leicester. "E' una storia importante per il nostro sport, ci deve essere sempre una possibilità di realizzare il sogno ed è quello che Vardy sta regalando a tanti ragazzi". L'impatto con la Premier è duro, forse più del triplo salto in Championship. Il retrogusto di inadeguatezza torna a farsi vivo, Vardy si infiamma solamente nel finale di stagione: chiude con 5 reti complessive in campionato, 4 delle quali nel rush conclusivo che regala la salvezza al Leicester. Alla guida della Nazionale inglese c'è un uomo che conosce Jamie da tempo. Lo ha confessato proprio Vardy, qualche giorno prima del debutto, arrivato al termine della stagione. "Giocavo nel Fleetwood e Roy Hodgson, allora allenatore del West Bromwich Albion, decise di monitorarmi da vicino. Era una pessima partita per venire a vedermi, il campo era pieno di piccoli dossi di sabbia, c'erano buche ovunque". All'attuale ct dell'Inghilterra era bastato quel pomeriggio per innamorarsi. L'esordio con i tre leoni sul cuore risale al 7 giugno, subito prima dell'annata da record.

RANIERI, LA VETTA, I GOL - Per la stagione di consolidamento dopo la salvezza sudata, il Leicester sceglie Claudio Ranieri, proveniente da un'esperienza disastrosa alla guida della nazionale greca. Vardy diventa uno dei punti di forza della squadra insieme a Mahrez, il suo exploit è semplicemente impronosticabile. Segna alla prima di campionato contro il Sunderland ma resta a secco con West Ham e Tottenham, pur recitando un ruolo importante nell'economia dei quattro punti raccolti dalla squadra. Torna al gol con il Bournemouth, quarta giornata. Non si ferma più. Colpite, nell'ordine: Aston Villa, Stoke City, Arsenal (due volte, gol inutili nell'unico ko stagionale del Leicester), Norwich, Southampton (altra doppietta), Crystal Palace, West Bromwich Albion, Watford e infine Newcastle. È il timbro che apre le danze nello 0-3 che lancia Claudio Ranieri e i suoi dove nessuno avrebbe osato immaginare: in testa alla Premier League. Con un gol nella prossima giornata, Vardy superebbe anche Ruud van Nistelrooy, andando a scrivere un'altra pagina di storia, stavolta tutta sua, senza nobili condivisioni. Chissà che cosa pensa, Jamie Vardy. Ora che la fabbrica è lontana e lui e il suo Leicester sono in cima all'Inghilterra.
 
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