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Spagna: per Luis Enrique, Simeone e Zizou inizia il lungo duello

 Barcellona, Altetico Madrid e REa affrontano il primo dei cinque round verso il titolo con lo stesso pensiero: "Non pensare a cosa faranno gli avversari". Per i Blancos scontata l'assenza di Gareth Bale per risentimento muscolare, problemi in difesa per il Barça per la squalifica di Piqué.

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MADRID - A cinque giornate dalla fine di uno dei campionati più combattuti degli ultimi anni, gli allenatori delle tre squadre in lizza per la conquista della Liga, Barcellona, Atletico e Real Madrid, sono d'accordo su un concetto di base: nessuno guarda il risultato degli avversari pensando solo in quello che deve fare la propria squadra.

VANTAGGIO BARÇA - È certo che il vantaggio in questo momento lo possiede il Barça di Luis Enrique che mercoledì viaggia a La Coruña per affrontare il Deportivo. In classifica si trova a pari punti con l'Atletico (ma in vantaggio nel doppio confronto di campionato) vincendo tutte e cinque le gare che rimangono, e finendo con gli stessi punti dei Colchoneros, si laurerebbe comunque campione. Per farlo però deve cambiare la dinamica negativa che la squadra sta vivendo (tre sconfitte consecutive in Liga il Barcellona non le subiva dalla stagione 2003/04). "Non m'interessa cosa faranno gli altri, penso solo a quel che dobbiamo fare noi, - spiega il tecnico dei Blaugrana, - Per uscire dal periodo negativo possiamo solo vincere, a partire dalla partita di domani con il Depor che già all'andata ci ha creato problemi al Camp Nou (il risultato fu di 2 a 2, ndr)".

STATO D'ANIMO - Aver dilapidato 9 punti di vantaggio in solo tre giornate potrebbe causare un contraccolpo psicologico per il Barcellona, Luis Enrique ne è cosciente ma assicura aver piena fiducia nei suoi. "Non dobbiamo cambiare la nostra idea di calcio, - dice l'allenatore asturiano, - che è quella di vincere tutte le partite con il gioco. Non importa avere 9 punti di vantaggio o essere alla pari, la nostra mentalità non cambia."Anche se una pressione come quella di poter perdere tutto senza dubbio pesa. "Siamo tutti professionisti, - ammette Luis Enrique, - Io come i miei giocatori siamo abituati alla pressione, tutti abbiamo vinto o perso qualcosa d'importante, quindi credo che non sarà determinante. Senza dubbio domani partire bene, e non dover recuperare un gol di svantaggio come ci è successo nelle ultime partite, cambierebbe la dinamica. A me basterebbe giocare come abbiamo fatto contro il Valencia, però avendo più fortuna in zona gol".

"DIPENDIAMO DA NOI STESSI" - Diego Simeone, dopo aver portato a casa una rimanto storica per il campionato spagnolo, nessuna squadra con 9 punti di vantaggio ha mai perso la Liga, continua a seguire concetto del "Partita a partita", concetto che ormai è diventato proverbiale in Spagna. "Non sono certo un indovino, quindi è difficile immaginare cosa succederà nelle prossime cinque giornate di campionato,  - ammette "El Cholo", - Ho la certezza che non dipendiamo da nessuno, dipendiamo solo da noi stessi." L'Atletico vola a Bilbao per affrontare un Athletic che lotta per un posto in Champions, una partita non certo facile anche se nelle ultime due stagioni i Colchoneros a San Mames hanno sempre vinto. "È un match chiave come tutte le partite che abbiamo giocato dall'inizio della stagione, - spiega l'allenatore argentino, -  I risultati delle passate stagioni non contano, ogni partita fa storia a sé. Ora dobbiamo prepararci per la gara di domani senza pensare a quel che è successo in passato. Domani cercheremo di portare il match sui binari che ci sono più consoni".

"NESSUN FAVORITO" - Il Real di Madrid di Zidane che in questa volata mozzafiato parte un punto dietro le altre, potrebbe sembrare avere il compito più duro, ma se si pensa che dopo la sconfitta nel derby di fine febbraio sembrava che la Liga fosse definitivamente persa, quel che non manca è l'ottimismo. "Favorito per la vittoria finale? Nessuno. - risponde Zizou ai giornalisti presenti a Valdebebas, - O meglio tutti e tre. In questo momento sto pensando solo alla partita con il Villarreal, una partita difficile che vogliamo vincere, per continuare quel che abbiamo cominciato a gennaio. Atletico e Barcellona sono davanti, non sarà facile superarli, ma dobbiamo pensaro solo a noi stessi, senza guardare i risultati degli altri".

"NON ABBIAMO VINTO NULLA" - L'ottimismo che si è respirato in questi giorni in casa Real non piace al tecnico francese e lo mette ben in chiaro. "Non abbiamo ancora vinto nulla di nulla, - spiega, - eppure leggo sui giornali cose che ci danno già per vincitori. È chiaro che possiamo vincere sia la Liga sia la Champions, ma per farlo dobbiamo continuare a lavorare duramente, giocare ogni partita concentrati e dando il massimo, a partire da mercoledì. La cosa che mi fa piacere è che i miei giocatori la pensano esattamente come me, e sanno che anche se siamo in un buon momento non abbiamo ancora fatto nulla".
 
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