Qualche settimana fa compariva davanti a un giudice per rivendicare oltre due milioni e mezzo di euro al Newcastle, risarcimento per discriminazione a causa della sua disabilità, Jonas Gutierrez, centrocampista argentino con presenze nell'Albiceleste, ammalatosi di tumore ai testicoli circa due anni fa, poi guarito e tornato in campo, nell'ovazione del St James's Park. La dirigenza dei Magpies si sarebbe servita del male di Jonas come pretesto del suo mancato rinnovo contrattuale, subordinato al raggiungimento di una quota fissa di presenze. E sempre nel calcio la lista di ammalati è lunga ma è alta la percentuale di happy end. Dal buco al polmone per Pietro Vierchowod, 25 anni fa, con il difensore che chiedeva il cambio a Vujadin Boskov nell'intervallo di una gara della Sampdoria, alla malformazione alla valvola aortica con intervento chirurgico per Nwankwo Kanu, con gli interisti che hanno potuto ammirare a singhiozzo il talento della punta nigeriana, a differenza dei tifosi dell'Arsenal. E sempre per problemi al cuore si sono fermati per poi riannusare il profumo dell'erba Antonio Cassano, Jonathan Biabiany. Un glaucoma ha imposto cure e occhiali protettivi - poi divenuti il simbolo della carriera - per Edgar Davids. Mentre Claudio Rivalta, centrale difensivo all'Atalanta poco dopo il trasferimento allo Spezia doveva affrontare un cancro maligno, superato con successo. Così come Nenad Kristicic, centrocampista della Samp, arrivato a pesare 50 kg per il linfoma di Burkitt, la corsa in ospedale con 48 ore di vita, quattro mesi di degenza e poi di corsa a recuperare il tempo perduto a Marassi.
Bundesliga, test antidoping rivela tumore: Marco Russ gioca lo stesso
Era risultato positivo al test antidoping. Il controllo aveva rilevato un livello eccessivo di Hcg, l'ormone della crescita. Ma Marco Russ, capitano dell'Eintracht Francoforte, non aveva assunto le sostranze illecite. La diagnosi vera, dietro all'alterazione delle analisi e dopo ulteriori esami medici, è stata quella di "una grave malattia tumorale", per cui sarà operato martedì prossimo. Il difensore tedesco ha scoperto la terribile notizia a fine aprile. E il 19 maggio ha scelto di scendere comunque in campo. Non per una partita qualunque, ma per lo spareggio con il Norimberga, decisivo per la permanenza in Bundesliga. Coraggio da leone, ma evidentemente morale a terra, non all'altezza della concentrazione richiesta per un match così importante.
Il pareggio, 1-1, è stato decretato da un autogol dello stesso Russ al 42', seguito da un cartellino con diffida per cui sarà escluso nella partita successiva. E qui è scattata l'umanità e la solidarietà di tutti nonostante il pasticcio: dal coach ai giocatori. Dopo il gol regalato alla squadra avversaria, l'allenatore Niko Kovac infatti, sceglie di non richiamarlo, e al 66' il Francoforte pareggia con Gacinovic che dedica il gol a Russ. Lunedì il difensore tedesco non sarà in campo per la partita di ritorno, e martedì si sottoporrà all'operazione delicata prevista. Tanti gli auguri al capitano su Twitter da tutte le squadre della Bundesliga. "Continua a lottare Marco, i nostri più sinceri auguri", scrive sul social la società dell'Eintracht
Quello di Eric Abidal e il suo cancro al fegato che ha richiesto anche un trapianto è stato forse il caso più mediatico. Operato all'inizio del 2011, il laterale difensivo francese del Barcellona tornava in campo a maggio per la semifinale di Champions League contro il Real Madrid. La Coppa sollevata al cielo dopo il trionfo contro il Manchester United, la ricaduta, il trapianto l'anno successivo, sino al ritorno in maglia blaugrana. E come Abidal trionfava dopo un lungo calvario Lance Armstrong, 17 anni fa primo sul podio del Tour de France. Era la vittoria dell'eroe sul male, poi cancellata dall'onda doping che ha travolto il texano. Un cancro ai testicoli, con metastasi al cervello lo allontanava dalla bici, poi il rientro, più magro, i successi in fila alla Grand Boucle, le polaroid venute meglio per incoraggiare gli ammalati a non mollare mai, giocare la propria partita fino in fondo anche se dura come gli ultimi chilometri in vetta al Mont Ventoux.
Nella Nba i Miami Heat seguono la vicenda umana di Chris Bosh, che l'anno scorso era costretto a saltare buona parte della regular season per coaguli di sangue ai polmoni. Una lunga cura, il riposo assoluto, i primi canestri senza contatto: Bosh quest'anno era tornato in salute, annata da 20 punti e dieci rimbalzi di media, la chiamata all'All Star Game, gli Heat in ballo per un posto al sole nella Eastern Conference e la nuova sentenza: altro coagulo, stavolta a un polpaccio, la corsa contro il tempo per recuperare i playoffs, il parere negativo di Miami, che pensa di tagliarlo, qualora il rientro di Bosh non avvenga entro febbraio 2017. Mentre nella Nfl è tornato con l'armatura e paradenti dopo appena otto mesi di cure Eric Berry, Kansas City Chiefs, debilitato ma non sconfitto dal linfoma di Hogdkin.