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Non solo Higuain, Messi e Suarez: al via la Coppa America dei talenti

Jurgen Damm (Messico) in azione contro il Cile (afp)
Parte stanotte l'edizione del Centenario allargata a 16 squadre: non solo grandi stelle, ma anche tanti giovani emergenti. Sanabria, Damm, Campbell, Cardona, Pulisic e altri: non mancano nomi che i grandi club hanno già messo sul taccuino
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ROMA - E' il loro momento. Tre partite, forse più, per farsi annotare sul taccuino di un top club europeo. Parte la Coppa America del Centenario, tra qualche ora si comincia a fare sul serio negli States. Oltre alla serie di campioni che hanno portato il ct degli Stati Uniti, Jurgen Klinsmann, a considerare più qualitativo il ballo dei 100 anni rispetto alla prima edizione degli Europei a 24 squadre, c'è una discreta batteria di talenti che ambiscono a sfilargli la scena. Difensori, centrocampisti, talentuosi attaccanti. Cinque-sei nomi di qualità nel discreto menu offerto dal torneo, soprattutto tra le nazionali che non partono in prima fila per alzare la Coppa. Tra queste ovviamente non rientrano l'Argentina, che schiera l'artiglieria pesante per spezzare il digiuno lungo 23 anni oppure l'Uruguay campione in carica, che propone Luis Suarez ed Edinson Cavani per fare il bis.

Tra gli uomini gol, una sorpresa potrebbe essere Antonio Sanabria, conosciuto alle nostra latitudini per un'esperienza lampo alla Roma (due presenze a partita in corso in Serie A, con i giallorossi ancora titolari del suo cartellino): 11 reti nello Sporting Gijon e il peso sulle spalle dell'attacco del Paraguay, finalista nel 2011. Un iniziato al culto del gol, nel ristretto gruppo di ventenni con dieci reti all'attivo nella Liga (come lui Messi, Aguero, Raul e Fernando Torres) destinato a lasciare la Capitale, servono fondi alla Roma per evitare le sanzioni previste dal Financial Fair Play. E qualche gol è atteso anche da Joel Campbell, 23 anni, forse qualcosa in più che un estro emergente. Tracce di talento distillate ai Mondiali brasiliani, riammirate a fasi alterne all'Arsenal, ora leader del Costarica che ha perso per infortunio Keylor Navas, portiere del Real Madrid. Segna poco ma corre forte, con punte di 35 chilometri orari palla al piede, secondo pare solo a Gareth Bale, il giovane Jurgen Damm, 23 anni, origini tedesche (con doppio passaporto, per il nonno paterno), piccolo asso del Tigres e del Messico. Ala offensiva che ama attaccare gli spazi, creato dal sarto del pallone per il 4-2-3-1 con licenza di attaccare gli spazi in una delle tre posizioni alle spalle della punta. Per intenderci, il pezzo giusto nell'ingranaggio di alcune squadre tedesche, oppure del Liverpool di Jurgen Klopp che vanno ad alta intensità nelle ripartenze, secondo l'heavy metal football del tecnico tedesco.

Adalberto Penaranda, 19 anni appena compiuti, è finito nei radar dell'Udinese già da qualche tempo, con la famiglia Pozzo che ha spedito il ragazzino del Venezuela al Granada, dopo averlo pagato circa 800 mila euro. E in Spagna Penaranda è andato a segno due volte contro il Levante a 18 anni e 195 giorni, il più precoce nella storia della Liga, superando il primato scritto da Leo Messi (18 anni e 219 giorni). La punta venezuelana poco più di un anno fa rischiava la vita: colpo di pistola alla coscia sinistra in una sparatoria in un locale a Caracas, ma per fortuna non c'è stata nessuna conseguenza per la carriera. Intatto il sogno di seguire nel Centenario le orme del suo idolo, Neymar jr.

Mentre Edwin Cardona, 23 anni (gioca in Messico, nel Monterrey), è l'asso di metà campo, talentuoso e discontinuo della Colombia di José Pekerman che si è rifatta il trucco presentandosi senza Jackson Martinez, Teofilo Gutierrez e Radamel Falcao (senza dimenticare l'ex Cagliari e Roma Ibarbo). E' stato ribattezzato Crackdona e considerato il miglior centrocampista del Torneo Clausura, con una pericolosa (per gli avversari) tendenza a partire largo a sinistra, accentrarsi e calciare in porta. Un predestinato emerso tra violenza e povertà del suo barrio, Trinidad, ora alter ego ideale di James Rodriguez caduto in disgrazia nel Real Madrid. Mentre gli Stati Uniti non mostreranno solo stadi a contenuto impatto ambientale ma anche i talenti di Cristian Pulisic, 17 anni, oltre dieci reti con la seconda squadra del Borussia Dortmund e una mission: non bissare il flop di Freddie Adu, il Pelè stars and stripes che esordiva nella Major Soccer League a 14 anni. Ora è un girovago del pallone, senza arte né parte, tra Portogallo, Finlandia, Stati Uniti.
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