MADRID - È passato un mese dalla finale di Champions di Milano. Un mese pieno di illazioni sul futuro del tecnico dell'Atletico Madrid Diego Simeone, soprattutto per quella frase detta subito dopo il fischio finale che non lasciava presagire niente di buono per i tifosi dei colchoneros: "Il mio futuro? Adesso devo pensare." Dopo un mese esatto sembra che il tempo per pensare lo abbia avuto e Diego Simeone, in occasione della presentazione argentina del suo libro "Creer, el desafío de superarse siempre" (Credere, la sfida di superarsi sempre), ha voluto spiegare la sua reazione dopo la seconda finale di Champions persa in tre anni: "Dopo la sconfitta di Milano ho parlato a caldo, - ha spiegato il "Cholo", - Noi argentini siamo fatti così. L'avversario non ha nessuna colpa se vince, l'ho imparato con il tempo. Ricordarsi del dolore e della sofferenza ti aiuta a superarti."
"POCHI COME L'ATLETICO" - Se qualcuno aveva ancora dei dubbi sul futuro di Simeone, le parole di elogio del tecnico nei confronti della propria Società, dissipano ogni sospetto. "Non credo che ci siano molte squadre migliori dell'Atletico, - ammette il tecnico argentino, - Essere migliori di noi è difficile, perché giochiamo come una squadra. Da quattro anni e mezzo a questa parte ogni appartenente al Club ha cercato di migliorarsi. Meglio dell'Atletico mi pare che possano essere il Barcellona, Real Madrid e Bayern Monaco, nessun altro."
LA BATTUTA DI CEREZO - Solo pochi giorni fa, il presidente dell'Atletico Enrique Cerezo parlando ai microfoni della radio Cadena Cope, aveva fatto una battuta che aveva scosso i tifosi spagnoli e argentini: "Ho già detto alla Federazione argentina che Simeone non lo lascio." Una frase sarcastica che, dopo la seconda sconfitta consecutiva in Coppa America da parte della squadra guidata da Tata Martino, aveva instillato il dubbio in molti ascoltatori. Ma non c'era niente di vero. Simeone continuerà perché anche dalle sconfitte si può imparare molto: "Le sconfitte generano un senso di vuoto, - spiega l'ex tecnico del Catania, - Ma non bisogna mai perdere di vista la strada che è fatta di lavoro, perseveranza e pazienza. Le ferite si curano in casa, per poi tornare nuovamente a combattere."
FERNANDO TORRES ORE DECISIVE - Sono ore decisive per l'Atletico 2016/17. Dopo il rinnovo di Griezmann, protetto da una clausola rescissoria di 100 milioni di euro, e l'arrivo del croata Sime Vrasljko dal Sassuolo, è il futuro di Fernando Torres che non è stato ancora deciso. Il contratto dell'attaccante spagnolo scade alla mezzanotte di giovedì 30 giugno, e anche se si era parlato di un probabile rinnovo di un anno con l'opzione per un secondo, quando mancano poche ore ancora non è arrivata la firma della Società e del giocatore. Se non si risolveranno gli ultimi dettagli, che sembrerebbero aver ritardato il buon fine dell'operazione, a partire da domani il 32 ex-attaccante di Liverpool, Chelsea e Milan sarà libero sul mercato.
"POCHI COME L'ATLETICO" - Se qualcuno aveva ancora dei dubbi sul futuro di Simeone, le parole di elogio del tecnico nei confronti della propria Società, dissipano ogni sospetto. "Non credo che ci siano molte squadre migliori dell'Atletico, - ammette il tecnico argentino, - Essere migliori di noi è difficile, perché giochiamo come una squadra. Da quattro anni e mezzo a questa parte ogni appartenente al Club ha cercato di migliorarsi. Meglio dell'Atletico mi pare che possano essere il Barcellona, Real Madrid e Bayern Monaco, nessun altro."
LA BATTUTA DI CEREZO - Solo pochi giorni fa, il presidente dell'Atletico Enrique Cerezo parlando ai microfoni della radio Cadena Cope, aveva fatto una battuta che aveva scosso i tifosi spagnoli e argentini: "Ho già detto alla Federazione argentina che Simeone non lo lascio." Una frase sarcastica che, dopo la seconda sconfitta consecutiva in Coppa America da parte della squadra guidata da Tata Martino, aveva instillato il dubbio in molti ascoltatori. Ma non c'era niente di vero. Simeone continuerà perché anche dalle sconfitte si può imparare molto: "Le sconfitte generano un senso di vuoto, - spiega l'ex tecnico del Catania, - Ma non bisogna mai perdere di vista la strada che è fatta di lavoro, perseveranza e pazienza. Le ferite si curano in casa, per poi tornare nuovamente a combattere."
FERNANDO TORRES ORE DECISIVE - Sono ore decisive per l'Atletico 2016/17. Dopo il rinnovo di Griezmann, protetto da una clausola rescissoria di 100 milioni di euro, e l'arrivo del croata Sime Vrasljko dal Sassuolo, è il futuro di Fernando Torres che non è stato ancora deciso. Il contratto dell'attaccante spagnolo scade alla mezzanotte di giovedì 30 giugno, e anche se si era parlato di un probabile rinnovo di un anno con l'opzione per un secondo, quando mancano poche ore ancora non è arrivata la firma della Società e del giocatore. Se non si risolveranno gli ultimi dettagli, che sembrerebbero aver ritardato il buon fine dell'operazione, a partire da domani il 32 ex-attaccante di Liverpool, Chelsea e Milan sarà libero sul mercato.