ROMA - "I'm here to learn". Malgrado Brexit, la Premier rimane sempre la stessa, fascinosa avventura. Così come Pep Guardiola, che è un'avventura di suo. Il nuovo manager del Manchester City fa precedere tutto da una frase conciliante, furba e forse anche veritiera: "Sono qui per imparare". L'uomo ha appena iniziato la sua terza vita di allenatore. Ha sconquassato al Barcellona, ha vinto tanto ma anche po' deluso al Bayern, dove tutti, ma proprio tutti, si aspettavano almeno una Champions e c'è ancora chi si domanda come abbia potuto cedere il passo al Real Madrid due anni fa perdendo in casa 4-0 una delle partite più misteriose di tutti i tempi. Ora al City (dove è già considerato una "city guide") promette la solita girandola di bellezze, ereditando da Mancini e da Pellegrini un gruppo intermittente ma a modo suo anche vincente, solido ma a modo suo anche da rifondare, almeno parzialmente. Ne ha ben donde Pep, che ha firmato un contratto di tre anni, a circa 25 milioni a stagione. E' colui che più di altri forse ha diritto ad annunciare meraviglie. Sposta l'opinione pubblica come nessun altro tecnico. Come a Monaco di Baviera, Pep si è installato con il suo piccolo "enclave" spagnolo (cui si aggiungerà Miguel Arteta che ha smesso di giocare praticamente da pochi giorni, l'ultima sua squadra è stata l'Everton, Arteta sarà il vice di Pep).
Stavolta però ad accoglierlo c'era già qualcosa del suo mondo, incarnato in Soriano e Begiristain, zoccolo duro della dirigenza dei "citizens". Entrambi, anche per interesse squisitamente personale, inseguivano Pep da anni e non è passato giorno che non rassicurassero il proprietario del club Mansour: "Prima o poi arriva". E' arrivato. Pep si confronterà di nuovo con Mourinho. In Spagna condividevano il vero derby di quelle lande, scannandosi quando potevano, ossia tutte le volte che Barcellona e Real Madrid si ritrovavano una di fronte all'altra. Il top fu quel clamoroso 5-0, quella "manita" devastante che aveva dentro di sé tutti i segni del comando, Messi e tutto il resto. Una lezione di pallone che andava ben oltre il risultato. Ora Mou e Pep si spartiranno calcisticamente una città sola, che diventerà una specie di centro del mondo. Anche se mancheranno possibili incroci europei perché lo United è fuori dalle coppe (il City dovrà passare dai preliminari di Champions). Ma certo non mancherà occasione in futuro. E c'è sempre l'amichevole cinese estiva già programmata. "Voglio ringraziare il Manchester City per questa grande opportunità, per me è un sogno allenare in Premier League. Sono qui per portare a termine una sfida: vogliamo che il City giochi bene e che i tifosi si sentano orgogliosi di noi. Alla fine vedremo cosa riusciremo a fare, ma ciò che più mi interessa è che la gente apprezzi il nostro lavoro. Per vincere, serve il supporto dei tifosi. Senza di loro niente è possibile". Il primo giorno di scuola al Manchester City inizierà domani, lunedì 4 luglio, con il primo allenamento ufficiale. Anche se tutto avverrà a ranghi ridotti. Anche se è ancora, diciamo così, tutto per aria.
A cominciare dal mercato. Da perfezionare e chiudere. "Ci servirà del tempo e in questo mondo tempo non ce n'è". Quindi ecco la ricetta: "Cercheremo di creare uno spirito di squadra nel minor tempo possibile". Il Manchester City ha una delle migliori "cantere" al mondo ma conta anche spendere bene nel mercato dei grandi. Oggi la stampa inglese ha fatto i nomi di Luis Suarez e Toni Kroos. Suarez è gestito dal fratello di Pep, Pere, ma costa un occhio. Kroos è il sogno per il centrocampo perfetto, avendo il City già acquistato Gundogan (è la matrice tedesca di Pep che si fonde con la filosofia del possesso palla rapido e che immagina di trovare terreno fertile nella grinta inglese). Messi val bene una battuta: "Non è un cattivo giocatore". Ma nessuna speranza (zero assoluto) di sradicarlo: "Leo deve restare al Barcellona per il resto della sua carriera". La prima del suo City sin terrà proprio all'Allianz Arena il 20 luglio contro il Bayern di Ancelotti. Sarà una di quelle amichevoli (come fu Bayern-Barcellona quando Pep si accasò a Säbener Strasse) che danno all'estate un sapore di Champions. Culto del calcio anticipato in purezza, foriero di future sfide con punti o passaggi di turno in palio. Qualche giorno Pep ha rilasciato un'intervista nientemeno che a Noel Gallagher, l'ex-Oasis è uno dei tifosi vip più militanti in area City: "So già come voglio giocare. Ma so anche che le cose, il tempo e l'esperienza ti fanno cambiare idea ed è giusto così, un allenatore deve anzitutto essere morbido, capire le svolte in corsa. Molti mi hanno raccontato che la Premier è un magico pozzo dei desideri, quando ci sei dentro capisci la sua bellezza, le prospettive, ma capisci anche che non è sempre facile adattare un modulo preconcetto.
E' calcio vivo, per questo è mortalmente affascinante. Ecco perché sono qui soprattutto per imparare. Imparare a mescolare. Anche l'età dei calciatori. Quando arriva in prima squadra a Barcellona sapevo di poter contare sui giovani che avevo allevato alla Masia, come Pedro e Busquets. Già so che qualche ragazzo qui a Manchester può seguire la loro strada. Aspettatevelo". Aspettiamo. Il City ha già acquistato, oltre Gundogan, attualmente in convalescenza, anche Nolito. E venderà. E cambierà. E forse sorprenderà.
Stavolta però ad accoglierlo c'era già qualcosa del suo mondo, incarnato in Soriano e Begiristain, zoccolo duro della dirigenza dei "citizens". Entrambi, anche per interesse squisitamente personale, inseguivano Pep da anni e non è passato giorno che non rassicurassero il proprietario del club Mansour: "Prima o poi arriva". E' arrivato. Pep si confronterà di nuovo con Mourinho. In Spagna condividevano il vero derby di quelle lande, scannandosi quando potevano, ossia tutte le volte che Barcellona e Real Madrid si ritrovavano una di fronte all'altra. Il top fu quel clamoroso 5-0, quella "manita" devastante che aveva dentro di sé tutti i segni del comando, Messi e tutto il resto. Una lezione di pallone che andava ben oltre il risultato. Ora Mou e Pep si spartiranno calcisticamente una città sola, che diventerà una specie di centro del mondo. Anche se mancheranno possibili incroci europei perché lo United è fuori dalle coppe (il City dovrà passare dai preliminari di Champions). Ma certo non mancherà occasione in futuro. E c'è sempre l'amichevole cinese estiva già programmata. "Voglio ringraziare il Manchester City per questa grande opportunità, per me è un sogno allenare in Premier League. Sono qui per portare a termine una sfida: vogliamo che il City giochi bene e che i tifosi si sentano orgogliosi di noi. Alla fine vedremo cosa riusciremo a fare, ma ciò che più mi interessa è che la gente apprezzi il nostro lavoro. Per vincere, serve il supporto dei tifosi. Senza di loro niente è possibile". Il primo giorno di scuola al Manchester City inizierà domani, lunedì 4 luglio, con il primo allenamento ufficiale. Anche se tutto avverrà a ranghi ridotti. Anche se è ancora, diciamo così, tutto per aria.
A cominciare dal mercato. Da perfezionare e chiudere. "Ci servirà del tempo e in questo mondo tempo non ce n'è". Quindi ecco la ricetta: "Cercheremo di creare uno spirito di squadra nel minor tempo possibile". Il Manchester City ha una delle migliori "cantere" al mondo ma conta anche spendere bene nel mercato dei grandi. Oggi la stampa inglese ha fatto i nomi di Luis Suarez e Toni Kroos. Suarez è gestito dal fratello di Pep, Pere, ma costa un occhio. Kroos è il sogno per il centrocampo perfetto, avendo il City già acquistato Gundogan (è la matrice tedesca di Pep che si fonde con la filosofia del possesso palla rapido e che immagina di trovare terreno fertile nella grinta inglese). Messi val bene una battuta: "Non è un cattivo giocatore". Ma nessuna speranza (zero assoluto) di sradicarlo: "Leo deve restare al Barcellona per il resto della sua carriera". La prima del suo City sin terrà proprio all'Allianz Arena il 20 luglio contro il Bayern di Ancelotti. Sarà una di quelle amichevoli (come fu Bayern-Barcellona quando Pep si accasò a Säbener Strasse) che danno all'estate un sapore di Champions. Culto del calcio anticipato in purezza, foriero di future sfide con punti o passaggi di turno in palio. Qualche giorno Pep ha rilasciato un'intervista nientemeno che a Noel Gallagher, l'ex-Oasis è uno dei tifosi vip più militanti in area City: "So già come voglio giocare. Ma so anche che le cose, il tempo e l'esperienza ti fanno cambiare idea ed è giusto così, un allenatore deve anzitutto essere morbido, capire le svolte in corsa. Molti mi hanno raccontato che la Premier è un magico pozzo dei desideri, quando ci sei dentro capisci la sua bellezza, le prospettive, ma capisci anche che non è sempre facile adattare un modulo preconcetto.
E' calcio vivo, per questo è mortalmente affascinante. Ecco perché sono qui soprattutto per imparare. Imparare a mescolare. Anche l'età dei calciatori. Quando arriva in prima squadra a Barcellona sapevo di poter contare sui giovani che avevo allevato alla Masia, come Pedro e Busquets. Già so che qualche ragazzo qui a Manchester può seguire la loro strada. Aspettatevelo". Aspettiamo. Il City ha già acquistato, oltre Gundogan, attualmente in convalescenza, anche Nolito. E venderà. E cambierà. E forse sorprenderà.