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Chelsea, Conte si presenta: "Premier fantastica, la pressione mi entusiasma"

A undici giorni dall'addio alla nazionale in Francia, l'ex ct debutta da tecnico dei Blues parlando in inglese: "Il mio motto? lavorare, lavorare, lavorare. Qui possono vincere sei o sette club, ma i giocatori hanno l'atteggiamento giusto per vincere"
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LONDRA - Undici giorni fa salutava commosso la nazionale dopo l'eliminazione con la Germania ai quarti degli Europei. Ora Antonio Conte si presenta come nuovo allenatore del Chelsea. Parlando in inglese: "E' un grande piacere essere qui. Sono venuto convinto, credo di aver lavorato molto per arrivare qui. Sono emozionato per questo momento, per iniziare una nuova stagione col Chelsea. E' un nuovo capitolo della mia vita, della mia carriera e per la mia famiglia. Sono molto contento di iniziare a lavorare in un paese fantastico e in un campionato fantastico come quello inglese. E' il campionato più dificile al mondo, possono vincere il titolo almeno 7 squyadre. E il Chelsaea è una grande squadra. E' un grande orgoglio essere il nuovo allenatore di questo grande team. Sono contento, voglio solo scusarmi per il mio inglese. Sto studiando con molta intensità e sono certo che la mia preparazione sarà migliore".
Cosa serve al Chelsea…
LONDRA - Undici giorni fa salutava commosso la nazionale dopo l'eliminazione con la Germania ai quarti degli Europei. Ora Antonio Conte si presenta come nuovo allenatore del Chelsea. Parlando in inglese: "E' un grande piacere essere qui. Sono venuto convinto, credo di aver lavorato molto per arrivare qui. Sono emozionato per questo momento, per iniziare una nuova stagione col Chelsea. E' un nuovo capitolo della mia vita, della mia carriera e per la mia famiglia. Sono molto contento di iniziare a lavorare in un paese fantastico e in un campionato fantastico come quello inglese. E' il campionato più dificile al mondo, possono vincere il titolo almeno 7 squyadre. E il Chelsaea è una grande squadra. E' un grande orgoglio essere il nuovo allenatore di questo grande team. Sono contento, voglio solo scusarmi per il mio inglese. Sto studiando con molta intensità e sono certo che la mia preparazione sarà migliore".
Cosa serve al Chelsea per vincere il titolo?
"E' il secondo giorno di allenamento. E' un posto fantastico per lavorare, ho visto atteggiamenti giusti dai giocatori. Una grande volontà di lottare per questa maglia per tornare molto presto a competere per le prime posizioni e per vincere il titolo. Dopo questi due giorni sono moto contento, è importante vedere subito queste cose".
Come vede Terry?
"Terry è il capitano, un grande giocatore con grande carisma. Mi piace parlare con lui perché lui conosce il clube per me è un giocatore importante. Tutti i calciatori sanno che io vedrò il campo per scegliere l'undici di partenza. Chi meriterà di giocare giocherà. Quando Terry giocherà sarà il capitano in campo, ma anche quando non giocherà sarà sempre il capitano. Ha firmato a maggio il rinnovo, ma tutte le decisioni le abbiamo prese insieme io e il club. Sono molto soddisfatto abbia firmato questo nuovo contratto".Dopo il decimo posto dell'anno scorso si sente sotto pressione?
"La pressione per me non è importante. Io sono nato sotto pressione. E' normale, perché quando sei in un club come il Chelsea devi sempre lottare fino alla fine per vincere il titolo, per raggiungere gli obiettivi. In questo campionato è molto difficile, ci sono 6-7 squadre che possono vincere il titolo. Ma questa situazione mi entusiasma. Sappiamo che quest'anno possiamo solo migliorare, la decima posizione è un traguardo negativo. Lavoreremo sodo ogni giorno per costruire qualcosa che sia all'altezza del club e dei tifosi, che hanno bisogno di ritrovare una squadra in grado di competere fino alla fine. Vince una squadra sola, ma dobbiamo essere lì fino alla fine per arrivare in Champions, lo chiede la storia del Chelsea".
Sembra che i giocatori abbiano ricevuto positivamente i suoi metodi...
"Ogni allenatore ha i propri metodi, io voglio trasferire i miei metodi ai calciatori e credo sia importante lavorare su aspetti tattici, etcnici e atletici. Oltre che sulla mentalità. In modo da diventare forti e superare le difficoltà che sorgeranno durante la stagione. E' importante avere giocatori che diano il massimo in campo. Io credo di poterli migliorare molto. Sono un lavoratore, ai giocatori hodetto che l'unico verbo che conosco è: lavorare, lavorare, lavorare. Conosco solo questa strada per vincere".
Mourinho si definì Special One, lei che soprannome vorrebbe darsi?
"Io non sono bravo con i soprannomi. Spero che durante la stagione sarete voi a trovare un buon soprannome per me, uno positivo".
E' la prova più difficile della sua carriera?
"Non lo so, sono arrivato alla Juve quando era reduce da due settimi posti ed abbiamo costruito qualcosa di fantastico, vincendo lo scudetto al primo anno, al secondo e al terzo. Anche l'esperienza in Nazionale è stata fantastica ma molto difficile, c'era pressione da parte dei media e di tutto il paese".Pensa di giocare con la difesa a 3 come con l'Italia?
"Solitamente quando arrivo in un nuovo club valuto cerco di trovare le giuste posizioni per i giocatori. Quando ero in Italia mi piaceva dire che un allenatore è come un sarto, uno che deve cucire il miglior vestito per la squadra, e deve rispettare le caratteristiche e il talento dei giocatori. Se giocherò con 3 o 4 difensori non è importante, l'importante è che ci sia lo spirito di squadra se vogliamo tornare a lottare per il titolo. Credo di poter migliorare molto i miei giocatori. L'importante è ci sia grande disponibilità e sono certo che tramite il lavoro potremo migliorare".
Ha indicato obiettivi di mercato?
"Preferisco parlare sempre e solo col club per prendere giocatori che siano adatti alla nostra identità. Non voglio prendere campioni a caso, mi serve gente che sia compatibile alla mia filosofia. Ma non è giusto fare nomi se i calciatori sono di altre società".
Cosa pensa della concorrenza con tecnici come Mourinho o Guardiola?
"E' una cosa fantastica. Qua ci sono giocatori meravigliosi, ma anche e soprattutto grandi allenatori e questo è un bene per il campionato. Confrontarsi con altri ottimi tecnici è un'ulteriore sfida".