All'Allianz Arena, davanti a sessantamila spettatori, amichevole stellare tra due big del calcio europeo. Il tecnico italiano si presenta al pubblico di Monaco sfidando l'ex tecnico del Bayern che ora sogna in grande a Manchester
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MONACO DI BAVIERA - Sulla lavagna bianca del suo nuovo ufficio, al centro tecnico di Säbener Strasse, Pep gli ha lasciato scritto col pennarello verde: "Con tanta stima, un grande in bocca al lupo Carlo!!!". Per ora "der neuer Mann" non ha alcuna intenzione di cancellarlo. Il passaggio di consegne far Ancelotti e Guardiola è stato un lungo abbraccio ideale: "Pep ha fatto un lavoro straordinario". Domani all'Allianz Arena il Bayern di Cerlo e il City di Pep (fansticando futuri scontri di altissimo livello) proveranno a insistere sul tema sfidandosi in una di quelle classiche amichevoli di luglio (mercoledì 20.30) che fanno sembrare luglio una specie di settembre anticipato, con la voglia di Champions che contagia persino i fili d'erba del campo, con i ranghi magari ancora incompleti, il mercato ancora aperto ma ogni speranza di gloria magicamente intatta: "Siamo due squadre che hanno il dovere di puntare in alto". Lo dicono quasi all'unisono i nuovi allenatori di Bayern e City. Guardiola torna a casa, Ancelotti ne cerca una nuova: "Quella vera, fatta di muri e non di sensazioni e di tattica, l'ho già trovata in centro". Era rimasto qualche giorno in albergo. Il tempo di finire i ritocchi. Quando prese il posto di Heynckes la prima cosa che Guardiola volle fare, anche per rispettare lo scontato, implicito accordo tra le pieghe milionarie del suo contratto, fu di incontrare il Barcellona in Baviera e batterlo (2-0). Tanto per far capire di cosa si stesse parlando. Stessa situazione mercoledì: le grandi legate dal suo nome. Ancelotti è più pacato: "Sembra un uomo normale", dicono in città, dove fanno una certa fatica a rimpiangere due cose: Guardiola e la sua magia di uomo che muove i sistemi ma anche il fatto che a forza di aspettare un'altra Champions, nonostante Guardiola, un'altra la Champions non è arrivata. Ancelotti ha tradizioni più solide e rispetto a Guardiola, da allenatore, ha vinto in più paesi: gli manca soltanto la Liga. L'attesa è trepidante, Monaco è piena di gente. Lo sarà anche l'Allianz Arena: "Siamo già in clima campionato". A parte il bel caldo estivo.
Ancelotti, primo allenamento tra gli applausi
Per essere un'amichevole il richiamo è culturalmente e finanziariamente assordante: sono rimasti poco più di 6 mila biglietti, cosa che porta a stimare, per la prima di Carlo all'Allianz, un pubblico di 60 mila spettatori, forse di più. Ancelotti ha perso Robben per almeno due mesi. Dicono che non fosse una priorità, ma lo dicono sottovoce. Ormai Robben non può essere preso in considerazione nel lungo termine. Ancelotti lo sapeva e poi l'ha sperimentato in diretta. Muscoli stanchi, fragili, quelli dell'olandese che a Londra, quando giocava nel Chelsea, divenne famoso perché andava ad allenarsi in bicicletta. Ufficialmente il coach di Reggiolo è dispiaciutissimo. Così come non si sbilancia su Mario Götze, effettivo solo immaginario: "E' un calciatore del Bayern e come tale lo tratto". In pratica non lo vuole e spera che torni al Dortmund. C'è chi lo sta aspettando, Carlo. Giovanni Trapattoni gli ha parlato del ristorante dove un italiano a Monaco non può assolutamente non andare: "Ancora però non si è visto", dice il titolare Fausto, che è pronto ad accoglierlo. Dovrà però scontarsi con un uomo che più di una volta ha dovuto fare i conti con la dieta: "Ma da noi non s'ingrassa!", aggiunge Fausto. Ancelotti può avvalersi di un sostegno doppio da Philippe Lahm, che è ormai una specie di player-manager e tutti nello spogliatoio venerano come un veterano (e ogni tanto lui se ne risente): "Mi trattano come se avesso 40 anni!". Mancheranno Douglas Costa, cui occorono altre tre settimane per risolvere il problema muscolare che lo attanaglia e lo ha costretto a saltare anche la Coppa America, e Thomas Müller, talmente stanco da aver convinto l'intero staff a concedergli il tempo necessario a recuperare lo stress dell'ultima infinita stagione, alla fine della quale è giunto a pezzi. Per il resto, andato Benatia, e appurati i miglioramenti di Badstüber, Ancelotti si felicita come un bambino per la presenza di Mats Hummels e Renato Sanches, il baby portoghese campione d'Europa, la cui presenza in rosa è merito esclusivo del fiuto e degli occhi di Pep.
Ancelotti si dimentica il tedesco: "il maestro m'ammazza!"
A proposito di staff, in quello di Ancelotti c'è il figlio Davide, suo assistente n. 1, e da poco il genero Mino Fulco, il nutrizionista che ebbe anche al Madrid e che tre anni fa ha sposato sua figlia. Il rimpiazzo s'era reso necessario dalla partenza della precedente nutrizionista, Mona Nemmer: come dicono qui, questa volta non proprio sottovoce, pare che Jürgen Klopp l'abbia letteralmente scippata per portarsela ad Anfield (in un pacchetto che prevedeva anche il fitness coach Andreas Kornmayer). Lei pare sia una bravissima. Una cuoca e una biologa insieme. Dal canto suo, a Manchester, Guardiola (che dopo aver acquistato Nolito e Gundogan starebbe trattando Bellerin con l'Arsenal sulla base di 50 mln) è già un comandante e incide anche sui destini della tavola e dello stomaco: ha negato la pizza e la sera dopo la partita pretenderà che si ceni tutti insieme. L'esatto contrario di quanto prevedesse il "manuale di Manuel"(Pellegrini), il quale spesso, per carattere, tendeva a distogliere lo sguardo dalla truppa, puntando i suoi occhi di bragia da qualche altra parte. Se Guardiola ha l'academy più grande mondo, come territorio, Ancelotti è comunque rimasto stupito dalla bellezza e dall'efficienza del centro di Säbener Strasse. E ci mancherebbe: 80 mila metri quadrati di cittadella dedicata al calcio, con una polifunzionalità che include anche un campo di beach volley e i numerosi tutor per l'affiancamento scolastico ai ragazzi delle giovanili. E' tutto calcio. Anche quando un pischello deve affrontare, magari per la prima volta, una pagina di Hermann Hesse. In fondo Narciso e Boccadoro non erano due punte da favola?