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Real Madrid, Morata: ''Avevo bisogno di crescere, darò la vita per questo club''

Presentazione ufficiale dell'ex juventino al Santiago Bernabeu. "Sono stati due anni lunghi, a Torino sono cresciuto come calciatore e come uomo ma sono felice di essere tornato a casa"

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MADRID - È stato un ferragosto indimenticabile per Alvaro Morata, presentato ufficialmente nel palco di onore del Santiago Bernabeu, un onore per un giocatore cresciuto nelle categorie inferiori del Real e dopo due anni alla Juventus tornato come l'acquisto più importante del mercato estivo. Si è visto un Morata emozionato a fianco del presidente Florentino Perez, un Morata che è quasi arrivato alle lacrime quando ha ammesso che "sono stati due anni lunghi, ma adesso sono tornato a casa."

FIDUCIA DI ZIDANE - Per il giovane attaccante madrileno la presentazione ha seguito tutti i crismi riservati in passato a molti dei suoi compagni di squadra, Modric, Kroos, Gareth Bale, James Rodriguez. Dopo la presentazione del presidente, Morata è sceso sul campo del Bernabeu che, nonostante il lunedì festivo, presentava un gran numero di tifosi, venuti a salutare il ritorno a Madrid dell'ormai ex-juventino. È stata poi la volta della prima conferenza stampa ufficiale in cui Morata si è dimostrato pronto alla nuova sfida che lo aspetta. "Il Real Madrid è la più grande squadra del mondo, ho cominciato nelle giovanili del Castilla ed è logico che sia felice di essere tornato - ha spiegato il nuovo numero 21 de Blancos - Trovare spazio in questa squadra non è semplice, ma non lo è stato nemmeno nella Juventus. Le decisioni le prende il mister, so che Zidane ha fiducia in me e io farò di tutto per metterlo in difficoltà al momento di scegliere gli undici che vanno in campo".

"SCUOLA JUVENTUS" - I due anni passati a Torino sono stati fondamentali per crescere come uomo e come giocatore. "Sono andato via dal Real senza aver giocato partite importanti - ha ammesso Morata - Come ho detto sono stati due anni lunghi, ma li ho passati in una delle migliori squadre d'Europa. Con la Juventus sono cresciuto e credo di aver acquisito quelle capacità che mi permetteranno di lottare per un posto da titolare qui a Madrid".

L'ELIMINAZIONE IN CHAMPIONS - Della tappa juventina di Alvaro Morata qui a Madrid in pochi si sono dimenticati del gol che ha eliminato los Merengues nella semifinale di Champions del 2015, ma il giovane attaccante non sente di essere in debito con il Real. "Ho detto a suo tempo che per me fu una sensazione strana eliminare il Real in semifinale - ribadisce Morata - Però non facevo altro che il mio lavoro. Spero di fare molti gol con il Madrid ora che sono tornato, fosse per me io giocherei tutte le domeniche, ma sappiamo bene che qui ci sono giocatori dell'altro mondo, non sarà facile, ma darò l'anima per poter essere titolare. Poi è chiaro, qui quel che conta è la squadra, se pensassi solo a me stesso forse avrei dovuto scegliere un altro sport, il tennis magari".

MARTEDÌ IL TROFEO BERNABEU - E per Morata, dopo i minuti giocati contro il Siviglia in Supercoppa d'Europa, l'occasione per dimostrare ai propri tifosi quanto sia cresciuto nella sua tappa juventina potrebbe arrivare già martedì prossimo, in occasione del Trofeo Bernabeu che il Real giocherà contro i francesi del Stade de Reims. Benzema questa mattina non si è allenato con il resto dei compagni, il posto da titolare per Alvaro Morata, almeno per questa volta, è assicurato.
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