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Il destino aiuta Carrera, dal no del Chelsea alla panchina dello Spartak

L'ex difensore, che da tempo lavorava nello staff dell'ex ct azzurro, dopo l'esonero di Alenichev è stato promosso alla guida di uno dei più importanti club russi: ''E' una grande occasione, non ho paura''

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Da vice perenne di Conte ad allenatore dello Spartak Mosca, la Juventus di Russia, guidata negli anni Novanta anche da Nevio Scala: in poco più di un mese, a 52 anni, è cambiata radicalmente e in maniera del tutto inattesa la vita lavorativa di Massimo Carrera, che è diventato l'ennesimo rappresentante dei mister italiani all'estero, in un campionato di primo piano come la Prem'er-Liga e nel paese che nel 2018 ospiterà il Mondiale di calcio.

La vicenda, in cui il destino gioca un ruolo determinante, merita di essere raccontata. Carrera, dopo una lunga esperienza da calciatore con due picchi nella Juventus di Lippi (1 presenza in Nazionale) e da capitano dell'Atalanta, era ormai dal 2011 uno tra i più importanti esponenti dello staff tecnico di Conte: lo aveva perfino sostituito in panchina durante la squalifica dell'allora tecnico della Juventus, vincendo anche una Supercoppa italiana contro il Napoli. Quando Conte si era trasferito in Nazionale, lui si era specializzato negli allenamenti della fase difensiva: i movimenti di Bonucci & C, durante le sedute interminabili nel ritiro di Montpellier, passavano al suo vaglio.

A giugno, dopo l'Europeo, il primo colpo di scena: nello staff di Conte al Chelsea, numericamente limitato, non c'era posto per Carrera. Il quale non si è comunque perso d'animo e ha colto al volo l'occasione russa, anche se il fato ha certamente avuto la sua parte. Insoddisfatti della difesa colabrodo dello Spartak nella scorsa stagione, i dirigenti del club moscovita hanno infatti voluto inserire un allenatore specifico per il reparto difensivo nello staff dell'allenatore Alenichev, ex giocatore di Roma e Perugia tra il 1998 e il 2000. E la scelta, secondo la stampa di Mosca, è caduta proprio su Carrera grazie alla segnalazione dell'allenatore italiano dei portieri dello Spartak: è stato Gianluca Riommi, già collaboratore di Conte ai tempi  dell'Arezzo, a segnalare il candidato.
Il saluto ai giocatori a fine gara 
L'accordo è stato subito trovato e la colonia italiana è salita a tre: Giommi, il fisioterapista Mantovani e appunto Carrera, che a luglio ha cominciato la nuova avventura e si è subito segnalato per le doti tattiche. Poi ha sfruttato una catena di eventi imprevisti. Il primo è stato l'eliminazione della squadra dall'Europa League, per mano dei ciprioti dell'Aek Larnaca, col conseguente divorzio dello Spartak da Alenichev e dal suo assistente Titov. A quel punto Carrera è stato promosso allenatore ad interim: ruolo provvisorio, in attesa dell'ingaggio dell'uomo forte del calcio russo, il turkmeno Kurban Berdyev, protagonista dell'ascesa del Rostov in Champions e fresco di dimissioni per dissapori col vecchio club. Ma l'accordo tra lo Spartak e Berdyev è stato più laborioso del previsto: il tecnico in pectore voleva carta bianca e un nutrito staff di fedelissimi. Intanto Carrera faceva bella figura in panchina, con una vittoria in casa (1-0 al Samara) e un pari in trasferta (1-1 col Rubin Kazan). Così, mentre si consumava la rottura tra la Juventus di Russia (in verità un po' in disarmo nelle ultime stagioni) e il pretenzioso Berdyev, è arrivata la decisione inattesa: la definitiva promozione di Carrera a primo allenatore, con un biennale da 1,5 milioni a stagione.

Ora il club gli chiede di entrare tra le prime tre del campionato (la prima va in Champions, la seconda ai preliminari, la terza in Europa League) e possibilmente di vincere la Coppa di Russia. Nella rosa ci sono due vecchie conoscenze della serie A: l'ex genoano Bocchetti, leader della difesa, e l'ex sampdoriano Fernando, leader del centrocampo. Carrera è atteso già domenica da una prova difficile, in casa contro il quotato Krasnodar. Ma in un'intervista esclusiva a Sovietski Sport ha dichiarato di non temere il compito, né lo scetticismo dell'esigente tifoseria: "E' una grande responsabilità e una grande occasione, non ho paura. Allenare lo Spartak è un onore. Cercheremo di centrare gli obiettivi. Conte? Lo sento spesso". Il sogno di Carrera è di incrociarlo sul campo nella prossima stagione: in Champions League.
 
 
 
 
 
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