Manchester United, prime critiche per Mou: ''Io non faccio miracoli''
dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI
Dopo la sconfitta nel derby contro il City è arrivato il ko in Europa League con il Feyenoord. La stampa: ''Di male in peggio''. I tifosi: ''E' come se Van Gaal non se ne fosse mai andato''. Lui si difende
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LONDRA - "Non posso fare miracoli" dice Josè Mourinho. Ma come? Non era soprannominato lo Speciale? Non sarà diventato improvvisamente il Normale? "E' come se Van Gaal non se ne fosse mai andato", dicono i fans del Manchester United, interpellati dal Mirror. "La settimana di Mou va di male in peggio", titola il Daily Mail. "Camminare nel sonno costa caro allo United", il giudizio del Times, aggiungendo che i cambiamenti alla formazione fatti da Mou dopo la sconfitta con il City "non hanno funzionato". E il Sun apre la sua sezione sportiva con una foto del portoghese che sembra posseduto dal demonio, scrivendo di una sua sfuriata contro la squadra per la pessima prestazione fornita contro il Feyenoord.
Due sconfitte in sette giorni, prima per 2-1 nel derby di Premier contro il Manchester City del suo rivale Pep Guardiola, quindi, ieri sera, in Europa League, per 1-0 contro la più modesta formazione olandese. Speciale o normale, il tecnico portoghese qualche scusante ce l'ha a sostenere che non può fare miracoli: "Non avevo tutti i miei giocatori". Ma resta il fatto che i sostenitori dei Red Devils non hanno tutti i torti a notare che non è cambiato molto dalla scorsa stagione, quando in pachina c'era Van Gaal.
Non è infatti soltanto questione di sconfitte, ma pure di gioco. Mentre i critici già rivedono nel City lo stile del Barcellona di Guardiola, il football dello United somiglia effettivamente a quello dello scorso anno. Mourinho aveva avvertito che occorre tempo per cambiare le cattive abitudini, per giocare un calcio "più aggressivo, determinato e veloce", come lui vuole. E tuttavia allena la squadra che ha preso il pezzo più costoso della campagna acquisti, anzi il più costoso nella storia della Premier, Pogba, e più a buon mercato forse l'altro giocatore più carico di gloria, Ibrahimovic. Un lusso che altri non si sono potuti permettere. Se li avesse avuto Wenger, due come Pogba e Ibra, dove sarebbe il suo Arsenal?
Mourinho: "Pogba? Come il resto della squadra..."
"Quando perdi, non puoi fare miracoli per la fiducia dei giocatori in se stessi", dice Mou dopo la partita di Europa League. "Quando vinci, tutti sono contenti e fiduciosi. Quando perdi, tutti sono tristi. Io naturalmente non sono qui per permettere che vinca la negatività soltanto perché abbiamo perso due partite. Quando abbiamo vinto la Community Shield (il primo trofeo della stagione in corso, la gara che mette di fronte le squadre che hanno vinto campionato e coppa d'Inghilterra in quella precedente) e vinto i primi tre match di Premier, non mi sono sentito sulla luna. Adesso non sono depresso per due partite perdute, anche avremmo meritato di più".
Mourinho è sempre bravo a ricordare i propri innegabili meriti, per esempio il fatto che appena arrivato a Manchester ha vinto una coppa, la Community Shield, appunto. Ed è altrettanto bravo a cercare scuse, anche giustificabili, come i due rigori secondo lui negati dallo United nel derby: almeno il primo dei due, secondo la maggior parte dei commentatori inglesi, c'era, e avrebbe consentito ai Diavoli Rossi di pareggiare. Certo la stagione è ancora lunga. Eppure, come minimo, un dubbio si è insinuato in stampa e tifosi: e se Mou non fosse più lo Speciale? Se avesse perso un po' della sua magia? Se fosse diventato (quasi) normale? Alle prossime gare l'ardua sentenza.