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Spagna, maniche e polemiche. Piquè sbotta: ''Addio dopo il mondiale''

Il difensore della nazionale iberica e del Barcellona stanco delle continue critiche sul suo presunto comportamento anti-spagnolo. La goccia che ha fatto traboccare il vaso per aver tagliato le maniche della divisa

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MADRID - Da tempo il rapporto tra il difensore del Barcellona Gerard Piqué e la nazionale spagnola era quantomeno problematico. Non tanto per l'atteggiamento del giocatore, che ha sempre detto di rispondere alle chiamate del selezionatore, prima Del Bosque ora Lopetegui, con piacere, quanto per il clamore che alcuni suoi presunti comportamenti si prestavano alle critiche feroci di stampa e tifosi. Critiche che negli ultimi tempi erano diminuite, tanto da far dire allo stesso giocatore: "Quando parlo meno ad alcuni sembra che giochi meglio". Eppure è bastato accorciare le maniche della maglia della nazionale spagnola in occasione della sfida contro l'Albania valevole per le qualificazioni a Russia 2018 per riaccendere la polemica. Polemica alla quale Piqué ha risposto dichiarando che dopo il prossimo Mondiale, all'età di 31 anni, non vestirà più la divisa delle Furie Rosse.

BANDIERA SPAGNOLA - La proverbiale goccia che ha fatto traboccare il vaso nasce, per altro, da critiche prive di fondamento. Il difensore del Barcellona preferisce giocare sempre con la maglia a maniche lunghe, e anche in occasione dell'ultima partita della nazionale contro l'Albania (la sua presenza numero 86 con le Furie Rosse), a differenza dei suoi compagni di squadra, ha scelto di farlo. Le maniche però, a suo dire, erano troppo corte e lo infastidivano, da qui la scelta di accorciarle e vestire una seconda maglia bianca sotto la divisa ufficiale. Apriti cielo. I social network in Spagna si sono scatenati accusandolo di disonorare la bandiera. Il motivo? La nuova divisa a maniche corte della selezione spagnola ha come bordo tre linee rosse e gialle che richiamano appunto i colori della bandiera nazionale, quindi se Piqué ha deciso di tagliare la maglia lo ha fatto, secondo i suoi detrattori, proprio per evitare di indossare i colori nazionali. Un gesto di spregio che il difensore pensava potesse passare inosservato? Niente di tutto questo, poiché come è stato riferito dalla stessa Federcalcio iberica, la versione "lunga" della maglietta non presenta nessuna bandiera sul bordo delle maniche.

"STANCO DELLE CRITICHE" - Insomma, una critica e un'accusa fuori luogo che però ha fatto dire basta a Piqué. "È stancante subire certe accuse, ma io le accetto e vado avanti - ha spiegato il giocatore - Ho fatto di tutto per resistere, ma adesso non lo sopporto più. Questa storia delle maniche è la goccia che fa traboccare il vaso. Sono sempre venuto in nazionale con voglia di fare bene, mi piace molto il progetto di Lopetegui ed è per questo che ho deciso di restare fino ai mondiali di Russia, è qualcosa che abbiamo iniziato e finiremo insieme. Di sicuro se qualcuno con le continue accuse nei miei confronti ha cercato di farmi perdere la voglia di giocare con la nazionale, ci è riuscito".

RAPPORTO CONFLITTIVO - Se si vuole cercare un momento in cui il rapporto tra Gerard Piqué e i tifosi spagnoli ha cominciato a incrinarsi, possiamo fissarlo in occasione dei fischi che lo accoglievano ogni volta che la nazionale ha giocato in Spagna dopo la sua presa in giro nei confronti di Cristiano Ronaldo e del Real Madrid di Ancelotti, quando il Barcellona vinse la Liga 2014/15. Il Barça vinse quel campionato recuperando lo svantaggio proprio sul Real, la cui crisi di risultati iniziò dopo uno 0-4 contro l'Atletico e, da qui la presa in giro, la festa di compleanno di CR7 celebrata la stessa notte della partita. Bisogna ricordare che ogni volta che suona l'inno spagnolo prima di una partita, le telecamere cercano Piqué per trovare una scusa per avviare le polemiche. Da qui l'accusa di aver mostrato il dito medio durante i passati Europei di Francia o quella di abbassare gli occhi quando suona la "Marcia Reale". Se a questo aggiungiamo che il difensore blaugrana non ha mai nascosto il forte vincolo che lo lega alla Catalogna, per molti spagnoli è più che sufficiente per trasformarlo in bersaglio di critiche il più delle volte assurde. Critiche che questa volta lo hanno portato a una decisione drastica. "Non è una reazione a caldo - ha ammesso Piqué - ci ho pensato molto e ho deciso così. Sono davvero stanco".
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