LONDRA - Conte sorride, Ranieri può cominciare a preoccuparsi. Il secondo derby inglese fra i due allenatori italiani si risolve con una netta affermazione del Chelsea, che batte 3-0 il Leicester a Stamford Bridge senza soffrire troppo. Soffrendo sicuramente molto meno di quanto avesse fatto qualche settimana fa, quando aveva superato le Volpi 4-2 in Coppa di Lega dopo essere andato sotto di due reti, nel momento più difficile di questa stagione per i Blues. Da allora le cose per il club di Paperone Abramovich sono migliorate. Mentre per i campioni in carica del Leicester hanno continuato a peggiorare.
Tutto facile fin dall'inizio per i padroni di casa, che vanno in vantaggio con Diego Costa dopo appena 7 minuti e raddoppiano con Eden Hazard al 33': due dei protagonisti dell'ultimo titolo del Chelsea, quando in panchina c'era Mourinho, apparsi in declino inesorabile la scorsa stagione ma rimessi in forma da Conte che ha ridato loro fiducia. E' tutta la squadra che funziona, dominando il primo tempo, che si chiude così. Nella ripresa il Leicester si riprende un po', diventa pericoloso in un paio di occasione, per un pelo David Luiz non fa autogol mandando la palla sul palo dopo un cross, ma non è abbastanza. A centrocampo l'ex di turno, Ngolo Kanté, vince i duelli contro i suoi compagni dello scorso anno, dando l'impressione di avere fatto la scelta giusta ad andarsene. A bordo campo Antonio Conte appare relativamente tranquillo, non si deve sgolare più di tanto. Chi urla e allarga le braccia spazientito in continuazione è Claudio Ranieri: dove è finita la verve delle sue Foxes, la difesa invalicabile, il bruciante contropiede? Vardy si fa perfino portare via la palla da Luiz. Qualcosa è cambiato nel Leicester. Non è più lo stesso. Non è solo che i miracoli difficilmente si ripetono, nessuno si aspettava un'altra corsa verso il titolo e neppure la permanenza in zona Champions sarebbe stata facile, perché le grandi possono sbagliare una stagione ma raramente ne sbagliano due di fila.
A indovinare il contropiede, mentre le Volpi arrancano per ridurre le distanze, è il Chelsea, che ne mette dentro un'altro all'80' con Moses. Per Ranieri, che proprio nello stadio della sua ex-squadra aveva celebrato la conquista del titolo nell'ultima giornata della scorsa stagione, è un umiliante ritorno a Stamford Bridge. "A quanto viene data la scommessa che il Leicester retrocede l'anno dopo aver vinto il campionato?", ironizza la Bbc: in zona retrocessione le Foxes ancora non ci sono, ma non è lontana. Il Chelsea, invece, in attesa che giochino le altre, per qualche ora almeno gode del quinto posto a due punti dalla capolista, tornando a respirare l'aria dell'alta classifica a cui aspirano le sue ambizioni di rivincita. Conte ha buoni motivi per sorridere. Ranieri per cominciare a fare gli scongiuri.
Tutto facile fin dall'inizio per i padroni di casa, che vanno in vantaggio con Diego Costa dopo appena 7 minuti e raddoppiano con Eden Hazard al 33': due dei protagonisti dell'ultimo titolo del Chelsea, quando in panchina c'era Mourinho, apparsi in declino inesorabile la scorsa stagione ma rimessi in forma da Conte che ha ridato loro fiducia. E' tutta la squadra che funziona, dominando il primo tempo, che si chiude così. Nella ripresa il Leicester si riprende un po', diventa pericoloso in un paio di occasione, per un pelo David Luiz non fa autogol mandando la palla sul palo dopo un cross, ma non è abbastanza. A centrocampo l'ex di turno, Ngolo Kanté, vince i duelli contro i suoi compagni dello scorso anno, dando l'impressione di avere fatto la scelta giusta ad andarsene. A bordo campo Antonio Conte appare relativamente tranquillo, non si deve sgolare più di tanto. Chi urla e allarga le braccia spazientito in continuazione è Claudio Ranieri: dove è finita la verve delle sue Foxes, la difesa invalicabile, il bruciante contropiede? Vardy si fa perfino portare via la palla da Luiz. Qualcosa è cambiato nel Leicester. Non è più lo stesso. Non è solo che i miracoli difficilmente si ripetono, nessuno si aspettava un'altra corsa verso il titolo e neppure la permanenza in zona Champions sarebbe stata facile, perché le grandi possono sbagliare una stagione ma raramente ne sbagliano due di fila.
A indovinare il contropiede, mentre le Volpi arrancano per ridurre le distanze, è il Chelsea, che ne mette dentro un'altro all'80' con Moses. Per Ranieri, che proprio nello stadio della sua ex-squadra aveva celebrato la conquista del titolo nell'ultima giornata della scorsa stagione, è un umiliante ritorno a Stamford Bridge. "A quanto viene data la scommessa che il Leicester retrocede l'anno dopo aver vinto il campionato?", ironizza la Bbc: in zona retrocessione le Foxes ancora non ci sono, ma non è lontana. Il Chelsea, invece, in attesa che giochino le altre, per qualche ora almeno gode del quinto posto a due punti dalla capolista, tornando a respirare l'aria dell'alta classifica a cui aspirano le sue ambizioni di rivincita. Conte ha buoni motivi per sorridere. Ranieri per cominciare a fare gli scongiuri.