Inghilterra, il ritorno degli hooligans: "Scene da anni '70"
dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINIQuello che è successo a margine della partita tra West Ham e Chelsea ha portato indietro il calcio inglese di decenni. La dirigenza degli Hammers annuncia provvedimenti: "I responsabili saranno messi al bando a vita dalle nostre gare"
LONDRA - Teste insanguinate, lanci di monete, bottiglie (per lo più di plastica) e sedie strappate dalle gradinate, arresti, paura, tensione dentro e fuori dallo stadio. Scene "come non se ne vedevano dagli anni '70", titola qualche tabloid. La rissa fra tifosi del West Ham e del Chelsea, durante e dopo il derby londinese di mercoledì sera negli ottavi di finale di Coppa di Lega (in cui gli Hammers hanno eliminato a sorpresa 2-1 i Blues di Conte, sulla carta favoriti), fa sorgere timori di ritorno degli hooligans. La partita nell'ex-stadio olimpico di Stratford, nuova casa del West Ham, suscita polemiche e preoccupazioni. Ma forse è prematuro dire che il footbal inglese è tornato alle violenze del suo tragico passato.
Come che sia, la società promette drastiche misure contro i trasgressori. "Verranno identificati tutti grazie al sofisticato sistema di telecamere a circuito chiuso all'interno e all'esterno dell…
Come che sia, la società promette drastiche misure contro i trasgressori. "Verranno identificati tutti grazie al sofisticato sistema di telecamere a circuito chiuso all'interno e all'esterno dell…
LONDRA - Teste insanguinate, lanci di monete, bottiglie (per lo più di plastica) e sedie strappate dalle gradinate, arresti, paura, tensione dentro e fuori dallo stadio. Scene "come non se ne vedevano dagli anni '70", titola qualche tabloid. La rissa fra tifosi del West Ham e del Chelsea, durante e dopo il derby londinese di mercoledì sera negli ottavi di finale di Coppa di Lega (in cui gli Hammers hanno eliminato a sorpresa 2-1 i Blues di Conte, sulla carta favoriti), fa sorgere timori di ritorno degli hooligans. La partita nell'ex-stadio olimpico di Stratford, nuova casa del West Ham, suscita polemiche e preoccupazioni. Ma forse è prematuro dire che il footbal inglese è tornato alle violenze del suo tragico passato.
Come che sia, la società promette drastiche misure contro i trasgressori. "Verranno identificati tutti grazie al sofisticato sistema di telecamere a circuito chiuso all'interno e all'esterno dell'impianto di gioco", afferma un portavoce del West Ham, "e i responsabili saranno messi al bando a vita dalle nostre gare". L'equivalente dell'ergastolo, per un tifoso di calcio. Del resto gli Hammers non scherzano, da questo punto di vista: dall'inizio della stagione hanno colpito con lo stesso provvedimento, divieto a vita di recarsi allo stadio, 23 dei propri fans. E per evitare disordini nel derby contro il Chelsea, visto che fra le due squadre c'è antica rivalità e vecchia ruggine, soltanto tifosi che avevano già acquistato biglietti in precedenza erano stati ammessi allo stadio l'altra sera.
Non è bastato e adesso si assegnano le colpe. Qualcuno se la prende con la polizia, presente in forze, anche con agenti a cavallo, ma che forse non si è mossa perfettamente. Qualcun altro critica gli steward, gli attendenti del West Ham dentro allo stadio, per non essere intervenuti abbastanza rapidamente a separare le due tifoserie. In realtà, replica l'associazione tifosi degli Hammers, le due tifoserie non si sono quasi toccate, almeno sulle gradinate. Una fitta recinzione le teneva divise, come è la norma. Secondo un testimone soltanto un singolo tifoso del Chelsea è riuscito in qualche modo a superare lo sbarramento e sconfinare nel settore avversario, da cui è stato presto allontanato. "Veniamo additati ingiustamente", dicono i seguaci del West Ham, sostenendo che a lanciare per primi monetine, negli ultimi cinque minuti del match, sono stati i tifosi del Chelsea, che stavano andandosene, arrabbiati perché la loro squadra stava perdendo e non sembrava in grado di pareggiare nelle battute finali. E aggiungendo che incidenti simili scoppiano anche in altri stadi, compreso Stamford Bridge, quello del Chelsea, ma non vengono riportati dai media. Mentre la tifoseria degli Hammers, magari a causa di una reputazione di aggressività, è subito nel mirino della stampa.
Di certo c'è che l'episodio ha coinvolto una esigua minoranza: poche centinaia di persone, addirittura meno di cento secondo alcune versioni. Come prova il fatto che gli arrestati, alla fine, siano stati soltanto 7. E che non ci siano feriti gravi. Ma anche se le proporzioni della violenza sono minori, le scene restano. "Non vorrei portare mio figlio in uno stadio dove succedono cose di questo genere", riconosce un tifoso del West Ham. E la lezione o la morale è poi sempre la stessa: non è che i tifosi inglesi siano più buoni o meno violenti di quelli di altri paesi. E' che solitamente vengono tenuti a bada da un sistema di regole e misure così rigide che la violenza diventa praticamente impossibile. Sicché basta una minima distrazione a riportare sui giornali lo spettro degli hooligans.
Come che sia, la società promette drastiche misure contro i trasgressori. "Verranno identificati tutti grazie al sofisticato sistema di telecamere a circuito chiuso all'interno e all'esterno dell'impianto di gioco", afferma un portavoce del West Ham, "e i responsabili saranno messi al bando a vita dalle nostre gare". L'equivalente dell'ergastolo, per un tifoso di calcio. Del resto gli Hammers non scherzano, da questo punto di vista: dall'inizio della stagione hanno colpito con lo stesso provvedimento, divieto a vita di recarsi allo stadio, 23 dei propri fans. E per evitare disordini nel derby contro il Chelsea, visto che fra le due squadre c'è antica rivalità e vecchia ruggine, soltanto tifosi che avevano già acquistato biglietti in precedenza erano stati ammessi allo stadio l'altra sera.
Non è bastato e adesso si assegnano le colpe. Qualcuno se la prende con la polizia, presente in forze, anche con agenti a cavallo, ma che forse non si è mossa perfettamente. Qualcun altro critica gli steward, gli attendenti del West Ham dentro allo stadio, per non essere intervenuti abbastanza rapidamente a separare le due tifoserie. In realtà, replica l'associazione tifosi degli Hammers, le due tifoserie non si sono quasi toccate, almeno sulle gradinate. Una fitta recinzione le teneva divise, come è la norma. Secondo un testimone soltanto un singolo tifoso del Chelsea è riuscito in qualche modo a superare lo sbarramento e sconfinare nel settore avversario, da cui è stato presto allontanato. "Veniamo additati ingiustamente", dicono i seguaci del West Ham, sostenendo che a lanciare per primi monetine, negli ultimi cinque minuti del match, sono stati i tifosi del Chelsea, che stavano andandosene, arrabbiati perché la loro squadra stava perdendo e non sembrava in grado di pareggiare nelle battute finali. E aggiungendo che incidenti simili scoppiano anche in altri stadi, compreso Stamford Bridge, quello del Chelsea, ma non vengono riportati dai media. Mentre la tifoseria degli Hammers, magari a causa di una reputazione di aggressività, è subito nel mirino della stampa.
Di certo c'è che l'episodio ha coinvolto una esigua minoranza: poche centinaia di persone, addirittura meno di cento secondo alcune versioni. Come prova il fatto che gli arrestati, alla fine, siano stati soltanto 7. E che non ci siano feriti gravi. Ma anche se le proporzioni della violenza sono minori, le scene restano. "Non vorrei portare mio figlio in uno stadio dove succedono cose di questo genere", riconosce un tifoso del West Ham. E la lezione o la morale è poi sempre la stessa: non è che i tifosi inglesi siano più buoni o meno violenti di quelli di altri paesi. E' che solitamente vengono tenuti a bada da un sistema di regole e misure così rigide che la violenza diventa praticamente impossibile. Sicché basta una minima distrazione a riportare sui giornali lo spettro degli hooligans.