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Qualificazioni mondiali 2018: il Brasile dà spettacolo, crisi Argentina

Neymar a segno (afp)
A Belo Horizonte finisce 3-0 per i verdeoro, a segno con Coutinho, Neymar e Paulinho. Messi e compagni mai veramente pericolosi. E ora rischiano sul serio di non andare in Russia
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RIO DE JANIERO - Crolla l'Argentina di Messi, fiacca e mai pericolosa. Crolla sotto il peso di 3 gol del Brasile rinnovato di Tite, in una serata tutta da dimenticare. E ora per la squadra di Bauza la qualificazione al Mondiale 2018 si mette veramente male: con 16 punti rimane al sesto posto nel girone sudamericano, dominato dai verdeoro a quota 24 e dall'Uruguay che grazie alla vittoria per 2-1 sull'Ecuador insegue a una lunghezza.

Lo stadio di Belo Horizonte, quello dell'umiliante 7-1 rifilato alla Selecao dalla Germania nella semifinale dei mondiali 2014, è colmo come nelle grandi occasioni. I verdeoro non deludono il loro pubblico e spingono fin dal primo minuto. Messi è in campo per la prima volta con la nazionale dopo un infortunio e dopo le polemiche seguite alla decisione di tornare a vestire la maglia albiceleste, ha tanta voglia ma riesce a smarcarsi con difficoltà. Higuain sembra isolato e non brilla se si esclude un tentativo al 3…
RIO DE JANIERO - Crolla l'Argentina di Messi, fiacca e mai pericolosa. Crolla sotto il peso di 3 gol del Brasile rinnovato di Tite, in una serata tutta da dimenticare. E ora per la squadra di Bauza la qualificazione al Mondiale 2018 si mette veramente male: con 16 punti rimane al sesto posto nel girone sudamericano, dominato dai verdeoro a quota 24 e dall'Uruguay che grazie alla vittoria per 2-1 sull'Ecuador insegue a una lunghezza.

Lo stadio di Belo Horizonte, quello dell'umiliante 7-1 rifilato alla Selecao dalla Germania nella semifinale dei mondiali 2014, è colmo come nelle grandi occasioni. I verdeoro non deludono il loro pubblico e spingono fin dal primo minuto. Messi è in campo per la prima volta con la nazionale dopo un infortunio e dopo le polemiche seguite alla decisione di tornare a vestire la maglia albiceleste, ha tanta voglia ma riesce a smarcarsi con difficoltà. Higuain sembra isolato e non brilla se si esclude un tentativo al 3' che si risolve in una punizione dal limite. Di Maria, sulla sinistra, sfrutta la sua velocità ma non incide più di tanto. La difesa a tratti dà l'impressione di essere rimasta a casa. È il Brasile che fa la partita. E dà una lezione di calcio agli avversari, sulla carta fortissimi ma sul campo impalpabili. I ragazzi di Tite attaccano, si smarcano, saltano l'uomo, avanzano compatti e schiacciano gli argentini nella loro area di rigore. L'assalto frutta due occasioni ai verdeoro, neutralizate dalla difesa argentina e da Romero. Al 22' tiro al volo di Messi su assist dalla destra, Alisson si allunga ed evita un gol già fatto. Ma è il Brasile ad andare in rete 3 minuti dopo con Coutinho che sbuca sulla sinistra e centra l'angolino del primo palo.

La partita si anima. Il duello Messi-Neymar, la grande sfida tra i due assi del Barça, di fatto neppure inizia: il fuoriclasse brasiliano vince per manfiesta superiorità della sua squadra. Leo è preoccupato. Come tutta l'albiceleste. Perdere questa partita vuol dire compromettere seriamente la partecipazione al Mondiale in Russia. L'attuale situazione di classifica significa giocarsi uno spareggio con il Cile. La cura Bauza non funziona. La squadra sembra indecisa, contratta. Non riesce a costruire azioni convincenti. Lunghi lanci a cercare Messi e Higuaìn, sempre stretti fra tre avversari. Il Brasile è messo meglio in campo. Alza il baricentro, schiaccia gli avversari verso la loro porta. È veloce: negli scambi, nei lanci, negli uno-due che lo portano fin dentro l'area di rigore. Messi si mette le mani nei capelli. È disperato. Vede che la squadra non reagisce. L'Argentina ci riprova al 27' con un forte tiro dalla destra. Alisson para in due tempi. Nuova punizione al 34', sempre procurata da Messi. La Pulce spara, ma sbatte contro la barriera. Nuova azione del Brasile al 37' guidata da Neymar che punta al primo palo: Romero si salva con una manata che mette in angolo. La partita adesso è più equilibrata, l'Argentina vuole chiudere il primo tempo con un pareggio. Ci riprova al 41' con un tiro forte dalla sinistra. Sfiorato il secondo palo. Ma la reazione dei padroni di casa è spietata: al 45' Neymar va in gol dopo uno scambio velocissimo che ricorda il Brasile dei vecchi tempi. Sugli spalti l'entusiasmo è incontenibile: questa Seleçao piace, vince e scaccia la maledizione dello stadio di Belo Horizonte.

Nella ripresa l'Argentina sembra decisa a limitare i danni segnando almeno un gol. Messi spinge, anche Di Maria è più reattivo, insieme a Mascherano che lotta a centrocampo. Ma i confronti personali sono favorevoli ai verdeoro. Giocano in scioltezza, hanno già la qualificazione in tasca. Adesso vogliono divertirsi. E si vede. Al 13', un guizzo di Paulinho chiude i giochi. Messi, abbattuto, sbuffa. Scuote la testa. Pessima serata. Pensata male e giocate peggio. Il finale è solo del Brasile. Messi si lancia, dribbla, cerca nuovi varchi, ma non riesce a trovare sponde. Finisce come l'Argentina non avrebbe mai voluto e con un Brasile che si ritrova forte come mai era stato sotto la gestione di Dunga.

MESSI: ''ABBIAMO TOCCATO IL FONDO'' - Sconsolato a fine gara Leo Messi: "Dobbiamo cambiare mentalità perché quando la testa non gira le gambe non rispondono. Abbiamo toccato il fondo ma la qualificazione dipende ancora da noi" ha detto il capitano dell'Argentina. "Avevamo di fronte un avversario difficilissimo da affrontare -aggiunge il 5 volte pallone d'oro-. Fino al primo gol il match è stato in equilibrio, poi dopo il secondo siamo sprofondati, ci siamo disuniti e sarebbe potuta finire anche peggio". Martedì l'Argentina affronterà in casa la Colombia in un match fondamentale: "Dobbiamo migliorare tantissimo per uscire da questa situazione di me...C'è da cambiare molto: non possiamo regalare punti, soprattutto in casa. Spero che i tifosi a San Juan ci aiutino: dobbiamo restare uniti".

Ovviamente soddisfatto Tite: "Dedichiamo questa vittoria a Carlos Alberto" le parole del ct del Brasile che ricorda lo storico capitano della Selecao campione del mondo in Messico nel 1970 e recentemente scomparso. "E' andata meglio di come me l'ero immaginata. Ho caricato la squadra prima della partita mostrando l'immagine di un gol di Carlos Alberto e questo ha caricato i miei giocatori. Sapevamo come fare male ai nostri avversari e siamo stati bravi a mettere in pratica quanto avevamo preparato soprattutto a far arrivare il meno possibile la palla a Messi".

Negli altri match il Perù vince (4-1) con il Paraguay, mentre il Venezuela batte per 5-0 la Bolivia. Colombia-Cile si è conclusa senza reti.

La classifica del girone
1. Brasile 24 punti; 2. Uruguay 23; 3. Colombia 18; 4. Ecuador 17; 5. Cile 17; 6. Argentina 16; 7. Paraguay 15; 8. Perù 14; 9. Venezuela 5; 10. Bolivia 4.