Da 'Clasico' a 'Clasico': la rivoluzione di Zidane in otto mesi
di GIORGIO BARATTOLo scorso 2 aprile Zizou affrontò il Barça per la prima volta da tecnico con 10 punti di svantaggio rispetto ai blaugrana. Sabato i Blancos potrebbero ribaltare del tutto la situazione: vincendo si porterebbero infatti a +9 sulla squadra di Luis Enrique
MADRID - Ultimi impegni in Coppa del Re per Real Madrid e Barcellona prima dell'ultimo 'Clasicò del 2016. Due partite, quella di Blancos e Blaugrana, che non serviranno certo per farsi un'idea delle probabili formazioni delle due squadre in vista della sfida di sabato prossimo. Il Real affronta il Cultural Leonesa forte del 1-7 dell'andata; mentre il Barça se la vedrà contro il decaduto Hercules di Alicante. Entrambe le formazioni militano nella Segunda B spagnola, equivalente alla nostra Lega Pro, e anche se sia Zidane sia Luis Enrique hanno assicurato che affronteranno gli avversari con il massimo rispetto, c'è da credere che sarà poco più di un allenamento in vista della partita più attesa di questo inizio di dicembre. Di sicuro in campo non ci saranno da una parte Cristiano Ronaldo, "Questa volta meglio se riposa," ha detto Zidane; e dall'altra Andres Iniesta, quest'ultimo deve scontare una squa…
MADRID - Ultimi impegni in Coppa del Re per Real Madrid e Barcellona prima dell'ultimo 'Clasicò del 2016. Due partite, quella di Blancos e Blaugrana, che non serviranno certo per farsi un'idea delle probabili formazioni delle due squadre in vista della sfida di sabato prossimo. Il Real affronta il Cultural Leonesa forte del 1-7 dell'andata; mentre il Barça se la vedrà contro il decaduto Hercules di Alicante. Entrambe le formazioni militano nella Segunda B spagnola, equivalente alla nostra Lega Pro, e anche se sia Zidane sia Luis Enrique hanno assicurato che affronteranno gli avversari con il massimo rispetto, c'è da credere che sarà poco più di un allenamento in vista della partita più attesa di questo inizio di dicembre. Di sicuro in campo non ci saranno da una parte Cristiano Ronaldo, "Questa volta meglio se riposa," ha detto Zidane; e dall'altra Andres Iniesta, quest'ultimo deve scontare una squalifica ma è completamente recuperato e sabato ci sarà. In ogni caso, sarà folta per entrambe le squadre la presenza di quei giocatori che nel corso della stagione hanno a disposizione poco spazio e che potranno aggiungere minuti di gioco al loro tabellino.
RIVOLUZIONE ZIDANE - Se stasera gli occhi staranno guardando Real e Barça in Coppa, le menti di tutti saranno rivolte alla partita di sabato al Camp Nou. Un match che nel giro di soli 8 mesi si presenta con presupposti totalmente rivoluzionati rispetto all'ultima sfida di Liga giocata in casa dei Blaugrana. Il 2 aprile scorso, il Real del tecnico francese scendeva al Camp Nou con un distacco sulla capolista Barcellona di ben 10 punti, la proverbiale "remuntada" era una parola che si pronunciava a bassa voce nei corridoi di Valdebebas. Eppure il 2 a 1 con cui i Blancos sbancarono il feudo barcellonista, oltre che dare la prima vittoria a Zidane da allenatore contro l'acerrimo rivale, dava il via a una rincorsa che si sarebbe interrotta 7 giornate dopo a un solo punto di distacco. Ora Zizou e i suoi tornano al Camp Nou e un'eventuale vittoria potrebbe lasciare il Barcellona a 9 punti di distacco, uno scenario completamente rivoluzionato.
DA -6 a +6 - Le differenze tra Barcellona e Real Madrid di questo inizio stagione, diventano ancor più evidenti se si guarda alla classifica del campionato passato, quando sulla panchina de Los Merengues sedeva Rafa Benitez. Nella stagione 2015/16, dopo 13 giornate, il Barça di Luis Enrique aveva conquistato 33 punti (gli stessi che ha ora in classifica il Real) mentre la squadra di Madrid ne aveva raccolti "solo" 27 (come i Blaugrana quest'anno). Nel corso di un anno si può dire che Zidane è stato capace di passare da -6 a +6 e sabato il divario potrebbe crescere ancora. Già perché nel corso della passata stagione quei sei punti di differenza prendevano in considerazione anche il disastroso, da parte del Real di Benitez, 'Clasicò giocato al Bernabeu e terminato con il secco punteggio di 0-4 a favore di Messi e compagni. Un altro sassolino che i tifosi madridisti vorrebbero togliersi dalla scarpa sabato prossimo. Da notare che l'ultima volta che il Real si trovò a 6 punti di vantaggio in classifica sul Barcellona ad allenare i Blancos c'era ancora José Mourinho. Era il 2012, l'anno dei 100 punti del Madrid, il Barça terminò il campionato secondo a 9 punti di distacco, una differenza in punti che sabato potrebbe riproporsi.
DUELLO TRA GOLEADOR - Protagonisti della sfida di sabato saranno senza dubbio le due "bandiere" di Barça e Real. Messi è il giocatore che ha segnato più gol nella storia del 'Clasicò con 21 reti in 32 partite, 3 in più di Alfredo Di Stefano. Cristiano Ronaldo, attuale capocannoniere della Liga spagnola con 10 reti (Messi lo segue da vicino con 9) di gol nel 'Clasicò ne ha messi a segno 16 su 28 incontri, 10 dei quali però li ha marcati al Camp Nou. Sabato nuova pagina del duello sportivo tra i due. Un duello riguardo il quale Piqué ha voluto mitigare le dure parole pronunciate dopo il pareggio con la Real Sociedad. "È chiaro che se vinciamo sabato le cose cambiano, - ha spiegato il difensore del Barcellona, - Però non c'è dubbio che la pressione è tutta per noi. Loro possono anche accettare una sconfitta, noi non abbiamo altra alternativa che la vittoria".
ARBITRO DELLA DISCORDIA - A dimostrazione che, quando si parla di arbitri, tutto il mondo è paese, la designazione del fischietto aragonese Clos Gomez, ha già dato il via alle prime polemiche. Gomez è l'arbitro a cui José Mourinho contestò 13 errori nel corso di un Real Madrid-Siviglia del 2010, ma più che il ricordo di quella partita quello che temono i madridisti è il ruolino del Barcellona quando a fischiarlo è stato Clos Gomez: 17 vittorie e 3 pareggi. Peggio è andata finora al Real quando ad arbitrare c'era lui: 18 vittorie, 5 pareggi e 4 sconfitte. Una polemica che Zidane da parte sua ha subito sedato "Non sono preoccupato, sono sicuro che l'arbitro farà bene il suo lavoro", mentre Luis Enrique, come spesso accade, ha preferito buttarla sull'ironia: "Se mi piace Clos Gomez? In questo momento non mi ricordo com'è fatto. È alto, basso, biondo, moro?" La sfida, lontana dal campo di gioco, è già iniziata.
RIVOLUZIONE ZIDANE - Se stasera gli occhi staranno guardando Real e Barça in Coppa, le menti di tutti saranno rivolte alla partita di sabato al Camp Nou. Un match che nel giro di soli 8 mesi si presenta con presupposti totalmente rivoluzionati rispetto all'ultima sfida di Liga giocata in casa dei Blaugrana. Il 2 aprile scorso, il Real del tecnico francese scendeva al Camp Nou con un distacco sulla capolista Barcellona di ben 10 punti, la proverbiale "remuntada" era una parola che si pronunciava a bassa voce nei corridoi di Valdebebas. Eppure il 2 a 1 con cui i Blancos sbancarono il feudo barcellonista, oltre che dare la prima vittoria a Zidane da allenatore contro l'acerrimo rivale, dava il via a una rincorsa che si sarebbe interrotta 7 giornate dopo a un solo punto di distacco. Ora Zizou e i suoi tornano al Camp Nou e un'eventuale vittoria potrebbe lasciare il Barcellona a 9 punti di distacco, uno scenario completamente rivoluzionato.
DA -6 a +6 - Le differenze tra Barcellona e Real Madrid di questo inizio stagione, diventano ancor più evidenti se si guarda alla classifica del campionato passato, quando sulla panchina de Los Merengues sedeva Rafa Benitez. Nella stagione 2015/16, dopo 13 giornate, il Barça di Luis Enrique aveva conquistato 33 punti (gli stessi che ha ora in classifica il Real) mentre la squadra di Madrid ne aveva raccolti "solo" 27 (come i Blaugrana quest'anno). Nel corso di un anno si può dire che Zidane è stato capace di passare da -6 a +6 e sabato il divario potrebbe crescere ancora. Già perché nel corso della passata stagione quei sei punti di differenza prendevano in considerazione anche il disastroso, da parte del Real di Benitez, 'Clasicò giocato al Bernabeu e terminato con il secco punteggio di 0-4 a favore di Messi e compagni. Un altro sassolino che i tifosi madridisti vorrebbero togliersi dalla scarpa sabato prossimo. Da notare che l'ultima volta che il Real si trovò a 6 punti di vantaggio in classifica sul Barcellona ad allenare i Blancos c'era ancora José Mourinho. Era il 2012, l'anno dei 100 punti del Madrid, il Barça terminò il campionato secondo a 9 punti di distacco, una differenza in punti che sabato potrebbe riproporsi.
DUELLO TRA GOLEADOR - Protagonisti della sfida di sabato saranno senza dubbio le due "bandiere" di Barça e Real. Messi è il giocatore che ha segnato più gol nella storia del 'Clasicò con 21 reti in 32 partite, 3 in più di Alfredo Di Stefano. Cristiano Ronaldo, attuale capocannoniere della Liga spagnola con 10 reti (Messi lo segue da vicino con 9) di gol nel 'Clasicò ne ha messi a segno 16 su 28 incontri, 10 dei quali però li ha marcati al Camp Nou. Sabato nuova pagina del duello sportivo tra i due. Un duello riguardo il quale Piqué ha voluto mitigare le dure parole pronunciate dopo il pareggio con la Real Sociedad. "È chiaro che se vinciamo sabato le cose cambiano, - ha spiegato il difensore del Barcellona, - Però non c'è dubbio che la pressione è tutta per noi. Loro possono anche accettare una sconfitta, noi non abbiamo altra alternativa che la vittoria".
ARBITRO DELLA DISCORDIA - A dimostrazione che, quando si parla di arbitri, tutto il mondo è paese, la designazione del fischietto aragonese Clos Gomez, ha già dato il via alle prime polemiche. Gomez è l'arbitro a cui José Mourinho contestò 13 errori nel corso di un Real Madrid-Siviglia del 2010, ma più che il ricordo di quella partita quello che temono i madridisti è il ruolino del Barcellona quando a fischiarlo è stato Clos Gomez: 17 vittorie e 3 pareggi. Peggio è andata finora al Real quando ad arbitrare c'era lui: 18 vittorie, 5 pareggi e 4 sconfitte. Una polemica che Zidane da parte sua ha subito sedato "Non sono preoccupato, sono sicuro che l'arbitro farà bene il suo lavoro", mentre Luis Enrique, come spesso accade, ha preferito buttarla sull'ironia: "Se mi piace Clos Gomez? In questo momento non mi ricordo com'è fatto. È alto, basso, biondo, moro?" La sfida, lontana dal campo di gioco, è già iniziata.