"I campioni sono tornati", in 100 mila per l'ultimo saluto alla Chapecoense
(ansa)
Cerimonia funebre allo stadio per i calciatori e i componenti dello staff morti nell'incidente aereo in Colombia. Ovazione quando lo speaker dice che la squadra verrà "ricostruita"
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CHAPECÒ (Brasile) - "I campioni sono tornati a casa". Questo il coro urlato a squarciagola, tra le lacrime, da 20 mila tifosi che sotto una pioggia battente hanno gremito gli spalti dell'Arena Condà per salutare i giocatori e i componenti dello staff della Chapecoense periti nell'incidente aereo di lunedì in Colombia. E altre 80 mila persone si sono assiepate lungo le strade percorse dal corteo funebre tra l'aeroporto e lo stadio. Una partecipazione impressionante per una città come Chapecó che conta 210 mila abitanti, un rito collettivo che celebra un sogno calcistico finito in tragedia, quello di una piccola squadra che dal rischio fallimento era passata a lottare per il trofeo continentale.
Allo stadio, su un tendone bianco campeggiava una scritta con un verso dell'inno del club: "Nella gioia e nei momenti difficili sei sempre vincitore". Le 50 bare sono state portate a spalla da militari attraverso il campo tra due ali di lancieri con le insegne del club bianco-verde che al momento della tragedia era diretto a Medellin per la finale di andata della Coppa sudamericana.
Il figlio di uno dei calciatori morti nello schianto ha commosso la folla sedendosi a terra davanti alla bara con una bandiera della squadra sulle spalle e con la foto del padre stretta al petto. Altri momenti molto toccanti sono stati quelli della lettura della formazione e del ricordo della "famiglia della Chape" fatto dal vice presidente Ivan Tozzo, ritrovatosi a capo della società dopo la morte del presidente Sandro Pallaoro. E un'ovazione ha accolto le parole dello speaker quando ha promesso che la Chapecoense verrà "ricostruita" con la "passione verde e bianca" e con "l'allegria, la fede e la speranza che rappresentavano questi giocatori".
"Usciremo da qui tutti vittoriosi, perché siamo il Brasile, siamo la Colombia, siamo tutte le nazioni e tutti i credo", ha affermato il vescovo di Chapecó, Odelir Jose Magri, che ha letto un messaggio inviato da papa Francesco. Il sindaco di Chapecó, Luciano Buligon, è entrato in campo con una maglietta dell'Atlético Nacional (la squadra che avrebbe dovuto affrontare la Chapecoense nella finale della Copa Sudamericana) e ha garantito che i brasiliani "non dimenticheranno mai ciò che la Colombia ha fatto per il Chape". "Grazie per la solidarietà, la carità e la fraternità del popolo", ha aggiunto.
Chapecoense, le salme arrivate in Brasile: in 100mila allo stadio
A bordo degli aerei dell'Aeronautica brasiliana, sono rientrate alcune delle salme delle vittime dell'incidente aereo in cui hanno perso la vita 71 persone, in gran parte tutti componenti della squadra dello stato di Santa Caterina che stava raggiungendo Medellin per disputare la gara d'andata della prima storica finale della Coppa Sudamericana. Ad attendere gli aerei e le 50 salme all'aeroporto di Chapecò anche il presidente del Brasile, Michel Temer, e altre autorità. Dopo una cerimonia privata organizzata per i familiari delle vittime, un lungo corteo si è mosso per raggiungere lo stadio Arena Condà, dove verrà celebrato un funerale collettivo. L'impianto può contenere 19mila persone, ma se ne attendono 100mila
Alla cerimonia erano presenti il presidente brasiliano Michel Temer, che questa mattina ha accolto i feretri arrivati dalla Colombia, ilpresidente della Fifa Gianni Infantino, gli ex calciatori Luis Figo, Clarence Seedorf e Carles Pujol, il giocatore del Real Madrid Lucas Silva, il ct della Selecao, Tite, il presidente della Cbf, Marco Polo del Nero.
Alla fine sono risuonate la Marcia funebre di Verdi e i colpi sparati a salve. Il pubblico ha quindi intonato "Vamos, vamos, Chape".
Omaggi sono giunti anche dai campi di calcio di mezzo mondo, attraverso video messaggi come quello di Neymar e di decine di altri calciatori o attraverso dediche speciali come quelle inviate dal Chelsea di Antonio Conte, dal Manchester City, del Barcellona e dal Real Madrid. Solidarietà anche dal Torino, che proprio oggi festeggia i 110 anni dalla fondazione: in ricordo della sciagura di Superga, il club granata si è detto "fraternamente" vicino al team brasiliano.
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