ROMA - L'intento era noto da qualche ora. Alla fine la confederazione degli stati sudamericani, ha deciso di renderla ufficiale: la Coppa Sudamericana andrà alla Chapecoense. A sei giorni dalla tragedia aerea del 28 novembre costata la vita alla maggioranza dei giocatori della squadra brasiliana proprio alla vigilia della finale di andata, quel trofeo le è stato assegnato di diritto. Curioso che l'idea sia venuta non dalla stessa Conmebol (la confederazione sudamericana) ma dall'Atletico Nacional, che avrebbe dovuto contendere proprio la Chapecoense la finale della Coppa, e che ha scelto invece di proporre l'assegnazione ai suoi stessi avversari colpiti dalla sciagura per onorare le vittime del disastro.
Mentre non arrivano buone notizie sulla salute del portiere della "Chape" Neto (un'infezione polmonare ha complicato il quadro clinico), uno dei sopravvissuti alla catastrofe, da tutto il mondo continuano ad arrivare richieste di giocatori che si offrono per giocare per la Chapecoense. Il primo era stato Ronaldinho, il guoriclasse brasiliano che s'era fatto avanti nell'immediatezza dei fatti. SUbito dopo si era parlato anche di Riquelme. Ora è il turno dell'islandese ex Barça Gudjonsen: "Con tutto il rispetto vorrei giocare per la Chapecoense se hanno un posto per me! Se non altro per giocare di nuovo con Ronaldinho", ha scritto Gudjohnsen su Twitter.
Mentre non arrivano buone notizie sulla salute del portiere della "Chape" Neto (un'infezione polmonare ha complicato il quadro clinico), uno dei sopravvissuti alla catastrofe, da tutto il mondo continuano ad arrivare richieste di giocatori che si offrono per giocare per la Chapecoense. Il primo era stato Ronaldinho, il guoriclasse brasiliano che s'era fatto avanti nell'immediatezza dei fatti. SUbito dopo si era parlato anche di Riquelme. Ora è il turno dell'islandese ex Barça Gudjonsen: "Con tutto il rispetto vorrei giocare per la Chapecoense se hanno un posto per me! Se non altro per giocare di nuovo con Ronaldinho", ha scritto Gudjohnsen su Twitter.