MADRID - Sono passati cinque anni da quando Diego Simeone sbarcò a Madrid per diventare l'allenatore dell'Atletico, un lustro che ha portato nella bacheca dei Colchoneros una Europa League, due Supercoppe d'Europa, una Coppa del Re, una Supercoppa di Spagna e un titolo di Campione di Spagna. Un bilancio impressionante su cui pesano come un macigno le due finali di Champions perse contro i "cugini" del Real. Non è ancora il momento di fare bilanci per il "Cholo", che ha ancora due anni di contratto con l'Atletico, ma il periodico Marca ha deciso di pubblicare una lunga intervista in occasione del quinto "anniversario" in cui Simeone parla a ruota libera, dalle finali perse alla gioia di vincere una Liga, del "suo" Atletico e della "sua" Inter.
"UN GIORNO ALLENERÒ L'INTER" - "Quando arrivai a Madrid non mi sarei mai immaginato di restare su questa panchina così a lungo, - ammette il tecnico argentino, - Mi piace vivere il presente, credo che la cosa migliore sia non guardare a quel che si è fatto in passato. È il modo migliore per accettare sempre nuove sfide." In un mondo come quello del calcio, in cui è difficile vedere un allenatore legarsi per tanto tempo a una squadra c'è già chi si chiede se l'avventura di Simeone non sia destinata a essere simile a quella di Arsene Wenger, da 20 anni sulla panchina dell'Arsenal. "Come è possibile analizzare una cosa del genere? Da quando ho ridotto il mio contratto e da quando ho detto che un giorno allenerò l'Inter, tutti mi vedono fuori dall'Atletico. Io dico che tra due anni si potrà sempre rinnovare e che sarà difficile per me trovare un'altra squadra da allenare migliore dell'Atletico".
LA FATAL MILANO - Cinque anni di successi, ma anche di grandi delusioni. Forse proprio per questo se il miglior ricordo di Simeone da tecnico colchonero è la vittoria di Liga e il peggiore la finale di Champions di Milano. "Tra molti anni quando si guarderà alla storia di questa decade, - spiega l'ex allenatore del Catania, - si vedrà che contro il dominio di Barcellona e Real Madrid era quasi impossibile convivere. La conquista della Liga è stato e resterà un momento storico per il Club. Il ricordo peggiore è la finale di Milano. Non sarebbe normale non sentirne ancora il peso in questa stagione. Il peso per me è legato al fatto che quella Coppa la gente sentiva che era nostra e io avevo il compito di condurre la squadra a vincerla e non ne fui capace".
PEGGIOR STAGIONE - Per questo, forse, il colpo di Milano si è fatto sentire in questa stagione, la peggiore in Liga da quando Simeone è alla guida dei biancorossi, che al momento sono fuori dai posti valevoli per la qualificazione in Champions del prossimo anno. "Il primo anno, quando arrivai avevamo 15 punti di distacco dal terzo e mi dissero 'L'obiettivo è arrivare terzi o quarti', - racconta "El Cholo", - Risposi 'Va benè e non ci riuscimmo per due punti. La paura di non raggiungere i propri obiettivi esiste sempre nel Club, ma non mi preoccupa più di tanto, non ho nessun timore. Anche il fatto di non poter acquistare nuovi giocatori non sarà un problema, sono abituato alle difficoltà, anche quando andai al Catania era un momento difficile. L'importante è sfruttare al meglio i giocatori che abbiamo a disposizione e io so di avere una Rosa molto valida".
"UN GIORNO ALLENERÒ L'INTER" - "Quando arrivai a Madrid non mi sarei mai immaginato di restare su questa panchina così a lungo, - ammette il tecnico argentino, - Mi piace vivere il presente, credo che la cosa migliore sia non guardare a quel che si è fatto in passato. È il modo migliore per accettare sempre nuove sfide." In un mondo come quello del calcio, in cui è difficile vedere un allenatore legarsi per tanto tempo a una squadra c'è già chi si chiede se l'avventura di Simeone non sia destinata a essere simile a quella di Arsene Wenger, da 20 anni sulla panchina dell'Arsenal. "Come è possibile analizzare una cosa del genere? Da quando ho ridotto il mio contratto e da quando ho detto che un giorno allenerò l'Inter, tutti mi vedono fuori dall'Atletico. Io dico che tra due anni si potrà sempre rinnovare e che sarà difficile per me trovare un'altra squadra da allenare migliore dell'Atletico".
LA FATAL MILANO - Cinque anni di successi, ma anche di grandi delusioni. Forse proprio per questo se il miglior ricordo di Simeone da tecnico colchonero è la vittoria di Liga e il peggiore la finale di Champions di Milano. "Tra molti anni quando si guarderà alla storia di questa decade, - spiega l'ex allenatore del Catania, - si vedrà che contro il dominio di Barcellona e Real Madrid era quasi impossibile convivere. La conquista della Liga è stato e resterà un momento storico per il Club. Il ricordo peggiore è la finale di Milano. Non sarebbe normale non sentirne ancora il peso in questa stagione. Il peso per me è legato al fatto che quella Coppa la gente sentiva che era nostra e io avevo il compito di condurre la squadra a vincerla e non ne fui capace".
PEGGIOR STAGIONE - Per questo, forse, il colpo di Milano si è fatto sentire in questa stagione, la peggiore in Liga da quando Simeone è alla guida dei biancorossi, che al momento sono fuori dai posti valevoli per la qualificazione in Champions del prossimo anno. "Il primo anno, quando arrivai avevamo 15 punti di distacco dal terzo e mi dissero 'L'obiettivo è arrivare terzi o quarti', - racconta "El Cholo", - Risposi 'Va benè e non ci riuscimmo per due punti. La paura di non raggiungere i propri obiettivi esiste sempre nel Club, ma non mi preoccupa più di tanto, non ho nessun timore. Anche il fatto di non poter acquistare nuovi giocatori non sarà un problema, sono abituato alle difficoltà, anche quando andai al Catania era un momento difficile. L'importante è sfruttare al meglio i giocatori che abbiamo a disposizione e io so di avere una Rosa molto valida".