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Pesce scozzese, carne di Chester: in Premier il top player è un nutrizionista

Le prime tre squadre del campionato inglese hanno puntato su specialisti della dieta: Klopp ha strappato al Bayern Mona Nemmer, che ha voluto una cucina nello spogliatoio. Conte con il fidato Tiberio Ancora dice sì alla birra ma no a pizza e cereali. E Guardiola con Silvia Tremolada combatte il junk food

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Altro che petroldollari, rubli, top player o allenatori strateghi. In Premier League si vince soprattutto a tavola. Le prime tre in classifica, Chelsea, Liverpool, Manchester City per far correre i calciatori sino a fine stagione - a differenza della maggior parte dei club in cui il nutrizionista è figura del tutto marginale - si affidano ogni giorno a cuochi, nutrizionisti, luminari del cibo. Insomma, è vero che tanti tecnici, Ranieri in primis, hanno vinto concedendo generose deroghe alimentari a calciatori appassionati di fish&chips e salsa barbecue. Ma adesso c'è pure chi ha il coraggio di dire "no".

Una rivoluzione alimentare che ha portato corsa, freschezza, zero chili in eccesso anche durante le feste natalizie e tanti punti. L'ultimo caso finito sotto lo scan del New York Times è il Liverpool di Jurgen Klopp, che rimonta e finisce le gare con la quinta marcia inserita, come contro lo Stoke City. E buona parte del secondo posto dietro al Chelsea va a Mona Nemmer, 32enne nutrizionista tedesca che Klopp sfilava la scorsa estate al Bayern Monaco (subito rimpianta dai bavaresi) e con un passato nelle giovanili della nazionale tedesca. Per i Reds, sin dal ritiro precampionato in California, nuove tavole della legge da osservare a tavola: quattro pasti al giorno (anche da asporto) e pure corsi individuali di educazione alimentare, per prepararsi da soli i pasti a casa. Alla mensa del centro sportivo di Melwood ora dominano le stazioni del cibo, tra bevande, pane, pasta fresca e cibo salato. Poi, pesce e selvaggina, ma solo dalla Scozia. E carne biologica solo nazionale, da Chester. Non trova invece posto in formazione il pomodoro, troppo ricco di zuccheri secondo la nutrizionista tedesca, così come le uova, mai consumate il giorno della partita. E sulle pietanze solo sale marino. Per gli spuntini energetici di Firmino e compagni, altro tour tra le stazioni del gusto con frutta fresca, muesli e il buffet di insalate, che parrebbe essere la specialità di casa Nemmer. Tra l'entusiasmo dei calciatori, addirittura Lallana, Milner e Mignolet chiederebbero informazioni quotidiane alla nutrizionista per mettere in pratica ricette leggere e gustose anche per i familiari. E ad Anfield è stata sistemata una cucina all'interno dello spogliatoio, dove i pasti su misura (quantità stabilita in base a peso corporeo, massa grassa e test metabolici ma anche nazionalità e ruolo sul terreno di gioco) vengono preparati per il post partita. Insomma, tante regole ma un comandamento nella dieta della Nemmer: nulla è vietato, neppure il budino al cioccolato. Ma di riso o con latte di mandorle, mai in polvere. E con la melassa al posto dello zucchero.

Meno sapore, certamente, ma più sprint in campo, meno infortuni e avversarie davanti in classifica. L'equazione del successo che Antonio Conte ha mandato a memoria dal tris di scudetti alla Juventus e trasferito subito al Chelsea, con le tabelle del fidato Tiberio Ancora, un pezzo dello staff da 11 persone di Conte e considerato un mago della dieta sportiva. Dunque, licenza accordata alla birra post partita per Diego Costa (anzi Conte offre pure birre ai giornalisti) ma seduti a tavola i Blues non devono sgarrare. Pochi carboidrati, proteine con frutta e verdura. E niente pizza, bevande zuccherate, salse, così come uova e cereali sono banditi prima di scendere in campo. E se Conte si è affidato a un pezzo del suo staff, Pep Guardiola nel primo mese al Manchester City ha indossato il grembiule in sala mensa: stop al junk food, pizza, alcolici, oltre ai precetti sulla vita sessuale, astinenza post mezzanotte, svelati dal francese Nasri. Che saliva sulla bilancia degli imputati, prima di finire al Siviglia: sovrappeso, fuori squadra, sino al raggiungimento del peso forma, la regola di Pep per gli atleti con taglia extralarge. Poche settimane dopo il tecnico catalano come Klopp si è affidato a una professionista, Silvia Tremolada, ex Barcellona e nutrizionista di Leo Messi e di tanti campioni spagnoli di calcio e basket. Dunque, la strada è tracciata: per vincere la Premier League occorre un guru della bilancia. Con il mercato che riapre tra pochi giorni..
 
 
 
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