MADRID - Il 4 gennaio 2017, sedendosi in panchina per la partita di andata degli ottavi di finale di Coppa del Re contro il Siviglia, Zinedine Zidane compirà esattamente un anno come allenatore del Real Madrid. Un anno in cui il francese ha vinto più titoli delle partite che ha perso, solo due sconfitte in 53 match, e Champions, Supercoppa d'Europa e Mondiale per Club conquistati; un anno che si è chiuso con 37 partite di fila senza sconfitte; eppure Zidane si vede ancora lontano da essere il miglior allenatore dell'anno. "A me sembrerebbe normale se il premio a miglior allenatore dell'anno andasse a qualcun altro, - ammette candidamente Zizou, - Io ho appena cominciato. Devo dimostrare molto di più di quanto ho fatto finora. Mi piace il mio lavoro, mi piace il calcio, ho grande passione, ma sono solo agli inizi". Saranno anche gli inizi, per Zidane, però non si fa intimidire quando c'è da prendere una decisione: Cristiano Ronaldo è rimasto fuori dai convocati per la partita di domani. Conoscendo la voglia di giocare sempre del portoghese, e il suo record positivo contro il Siviglia (21 gol in 14 partite), sarà stata una scelta ben ponderata da parte del tecnico.
"MIGLIORARE SEMPRE" - Quando gli chiedono cosa è cambiato rispetto a un anno fa, a parte i capelli persi per le preoccupazioni, Zizou non perde il suo solito acume ironico: "Sì, ho perso un po' di capelli più del normale, - risponde al giornalista che gli ha fatto al domanda, - ma anche tu a quanto vedo." E la sala stampa di Valdebebas esplode in una sonora risata, poi Zidane riprendere l'aplomb di sempre. "Scherzavo. Cosa è cambiato? Sento meno stress rispetto al 4 gennaio di un anno fa, il giorno della presentazione ero molto nervoso. Adesso lo sono meno, ma non è cambiato molto. Da giocatore, quando vincevo, ho sempre pensato che esiste un margine di miglioramento per vincere ancora, come allenatore questo margine aumenta. Credo che si debba continuare a dare il massimo per vincere ed è mia intenzione farlo. In fondo è un lavoro che amo moltissimo".
LA BUFALA DI MORATA - Mercoledì contro il Siviglia Zidane e Sampaoli si giocano la rivincita della Supercoppa Europea. Il francese dovrà fare a meno degli infortunati Gareth Bale, Lucas Vazquez, Pepe, Kovacic e dell'eroe di quella partita Sergio Ramos, ma per il tecnico francese non cambia molto. "Abbiamo preparato bene la sfida con il Siviglia, - spiega, - Siamo pronti e come sempre scenderemo in campo per vincere. La pausa natalizia non mi fa paura, è un bene che dopo sei mesi d'impegni si possa passare una settimana con la propria famiglia. Abbiamo avuto una settimana per prepararci e sono convinto che tutto dipenderà solo da noi, anche se i nostri avversari giocano un ottimo calcio e non sarà facile." Tocca poi gettare acqua sul fuoco sulle polemiche dichiarazioni di James Rodriguez ("Deciderò se lascaire Madrid nei prossimi giorni") e la notizia del ritorno alla Juve di Alvaro Morata. "James è un giocatore importante per noi, - ammette il tecnico francese, - Capisco che non giocare una finale possa farti arrabbiare, ma con lui non c'è nessun problema, lo tratto come tratto tutti gli altri." E sul ritorno dell'attaccante in bianconero, Zidane è ancor più lapidario, "La notizia di Morata alla Juventus per me non ha molto fondamento. Qui è casa sua, si allena al massimo e non credo voglia andarsene, però dovete chiedere a lui".
CHAMPIONS DA RICORDARE - Dopo 365 giorni su una panchina così prestigiosa è arrivato il momento di fare dei bilanci più specifici. Quel tipo di bilanci che piacciono tanto ai giornalisti. Tipo il giorno più bello e quello più brutto allenando il Real. "Il giorno più bello è senza dubbio quello in cui abbiamo vinto la Champions, - sorride Zizou, e da come gli brillano gli occhi sembra ricordarsi ogni momento di quella serata a San Siro, - Non è facile vincerla e non credo che mi capiterà altre venti volte. Il giorno peggiore. Ancora non l'ho vissuto. Sono sincero. Magari domani sera risponderò diversamente, ma al momento di giorni brutti nel Real non ne ho ancora vissuti". Per dare un calcio alla sfortuna, domani sera il Real Madrid ha deciso di giocare con lo scudo di Campione del Mondo di Club sulla maglia, cosa che negli ultimi anni ha portato male al stesso Real di Ancelotti, al Barcellona di Pep Guardiola e all'Inter di Rafa Benitez. Un'altro "record" che il Zidane allenatore è pronto a battere?
"MIGLIORARE SEMPRE" - Quando gli chiedono cosa è cambiato rispetto a un anno fa, a parte i capelli persi per le preoccupazioni, Zizou non perde il suo solito acume ironico: "Sì, ho perso un po' di capelli più del normale, - risponde al giornalista che gli ha fatto al domanda, - ma anche tu a quanto vedo." E la sala stampa di Valdebebas esplode in una sonora risata, poi Zidane riprendere l'aplomb di sempre. "Scherzavo. Cosa è cambiato? Sento meno stress rispetto al 4 gennaio di un anno fa, il giorno della presentazione ero molto nervoso. Adesso lo sono meno, ma non è cambiato molto. Da giocatore, quando vincevo, ho sempre pensato che esiste un margine di miglioramento per vincere ancora, come allenatore questo margine aumenta. Credo che si debba continuare a dare il massimo per vincere ed è mia intenzione farlo. In fondo è un lavoro che amo moltissimo".
LA BUFALA DI MORATA - Mercoledì contro il Siviglia Zidane e Sampaoli si giocano la rivincita della Supercoppa Europea. Il francese dovrà fare a meno degli infortunati Gareth Bale, Lucas Vazquez, Pepe, Kovacic e dell'eroe di quella partita Sergio Ramos, ma per il tecnico francese non cambia molto. "Abbiamo preparato bene la sfida con il Siviglia, - spiega, - Siamo pronti e come sempre scenderemo in campo per vincere. La pausa natalizia non mi fa paura, è un bene che dopo sei mesi d'impegni si possa passare una settimana con la propria famiglia. Abbiamo avuto una settimana per prepararci e sono convinto che tutto dipenderà solo da noi, anche se i nostri avversari giocano un ottimo calcio e non sarà facile." Tocca poi gettare acqua sul fuoco sulle polemiche dichiarazioni di James Rodriguez ("Deciderò se lascaire Madrid nei prossimi giorni") e la notizia del ritorno alla Juve di Alvaro Morata. "James è un giocatore importante per noi, - ammette il tecnico francese, - Capisco che non giocare una finale possa farti arrabbiare, ma con lui non c'è nessun problema, lo tratto come tratto tutti gli altri." E sul ritorno dell'attaccante in bianconero, Zidane è ancor più lapidario, "La notizia di Morata alla Juventus per me non ha molto fondamento. Qui è casa sua, si allena al massimo e non credo voglia andarsene, però dovete chiedere a lui".
CHAMPIONS DA RICORDARE - Dopo 365 giorni su una panchina così prestigiosa è arrivato il momento di fare dei bilanci più specifici. Quel tipo di bilanci che piacciono tanto ai giornalisti. Tipo il giorno più bello e quello più brutto allenando il Real. "Il giorno più bello è senza dubbio quello in cui abbiamo vinto la Champions, - sorride Zizou, e da come gli brillano gli occhi sembra ricordarsi ogni momento di quella serata a San Siro, - Non è facile vincerla e non credo che mi capiterà altre venti volte. Il giorno peggiore. Ancora non l'ho vissuto. Sono sincero. Magari domani sera risponderò diversamente, ma al momento di giorni brutti nel Real non ne ho ancora vissuti". Per dare un calcio alla sfortuna, domani sera il Real Madrid ha deciso di giocare con lo scudo di Campione del Mondo di Club sulla maglia, cosa che negli ultimi anni ha portato male al stesso Real di Ancelotti, al Barcellona di Pep Guardiola e all'Inter di Rafa Benitez. Un'altro "record" che il Zidane allenatore è pronto a battere?