Sport

Manchester City a picco, la crisi di Guardiola. E anche la Ryanair lo prende in giro

Sconfitta dall'Everton per 4-0 la squadra dello spagnolo saluta le chance di vincere la Premier. Mai cosi male il catalano da quando è allenatore

3 minuti di lettura
ROMA - Povero Guardiola, persino la Ryanair lo prende in giro su Twitter con una vignetta pubblicitaria: "Scappa da Manchester a sole 7,99 sterline", e la faccia dell'allenatore sull'aeroplano lowcost che decolla via. Lui che proprio low cost non è... Già gli schiaffi presi dall'Everton e soprattutto la classifica impietosa del Manchester City fanno male, ci si mettono pure quelli che ti prendono in giro e ti sbeffeggiano. Che non fosse un gran periodo lo si era capito dal giorno prima quando l’Uefa nello stilare la classifica dei 10 migliori allenatori di tutti i tempi non ci ha messo Pep Guardiola. Da tutti considerato il guru e l’inventore del Barcellona moderno, una delle squadre più belle della storia. Eccola quella classifica: 1° Brian Clough; 2° Johann Cruyff; 3° Vicente Del Bosque; 4° Alex Ferguson; 5° Helenio Herrera; 6° Udo Lattek; 7° Valeri Lobanovsky; 8° Rinus Michels; 9° José Mourinho; 10° Arrigo Sacchi. A smentire tutto quello che si è detto e scritto e narrato in questi ultimi dieci anni niente Guardiola, niente Guardiolismo, niente Tiki Taka, niente calcio più bello del mondo, niente mito illusorio come le sirene di Ulisse del “possesso palla”, niente di tutto quello che Pep ha vinto: due Champions League, 3 Liga, 3 Bundesliga e poi basta non si può citare tutto quello che il Pep ha vinto. Il calcio oggi guarda molto al presente e assai poco al passato, sia pure recente. E il presente per Pep Guardiola, 46 anni, sbarcato a luglio in Premier League al Manchester City, con un contratto triennale di 15 milioni di sterline (il più pagato in assoluto) per lui, e almeno 150 milioni investiti dagli arabi sulla squadra per vincere tutto quello che è possibile, è pessimo. Il City di Pep Guardiola è quinto in classifica con 42 punti, ben 10 sotto il Chelsea di Conte e soprattutto con Tottenham, Liverpool e Arsenal in mezzo. Situazione disperata, addirittura fallimentare. Nessun miglioramento rispetto al grigio City di Manuel Pellegrini, fatto fuori per far posto al guru catalano.

Conta anche come il City di Guardiola è sceso al quinto posto. Schiaffeggiato dall’Everton di Ronald Koeman (che per inciso di soldi ne guadagna meno di un terzo di Guardiola), che ha rifilato 4 gol a un City imbambolato e letteralmente groggy, un pugile con la guardia abbassata, che non si difende più e che aspetta solo il colpo che lo spedisca al tappeto. Quella con l’Everton è già la quinta sconfitta della stagione di Premier League: Lukaku, Mirallas, Davies e Lookman hanno mandato in pezzi il mito di Guardiola, del City e della squadra (ri)costruita per vincere tutto quello che si può: la Premier League, la Champions League, la FA Cup e così via. E al momento non si può ipotizzare nulla, se non che la Premier League è già andata evaporando e che il baldo Guardiola, di solito così orgoglioso, adesso sembra l’ombra di se stesso, letteralmente distrutto e col morale a pezzi: “Siamo fuori dalla lotta per il titolo? Sì, siamo fuori. Dieci punti sono tanti. Attraversiamo un brutto momento e dobbiamo dimenticare la classifica”. Il Guardiola bastonato ha anche detto che al City “sto benissimo, e a Manchester mi sento felice”, ma intanto lo scetticismo non lo abbandona. Del resto nemmeno a Monaco col Bayern aveva mai trovato l’appoggio totale e Beckenbauer ha più volte detto che a lui il tiki taka faceva venire il giramento di scatole. Senza contare che l’ultima Champions League l’ha portata il vecchio Jupp Heinckes, proprio poco prima di farsi da parte (2013) per lasciare il posto al divo Guardiola.  “A fine stagione – ha detto sconsolato l’allenatore – valuteremo cosa hanno fatto i giocatori e cosa ha fatto il tecnico, dopodiché decideremo. Ho detto ai giocatori di pensare positivo, perché hanno comunque fatto delle cose fantastiche. In momenti brutti e pesanti come questi bisogna essere uniti”. De Bruyne, Sterling, Aguero, Fernandinho, Touré sono depressi, del superclub che doveva lanciare la sfida alle big d’Inghilterra e dell’Europa non si vede traccia. E del resto Guardiola è uno che ha i suoi metodi, ogni volta che arriva in un nuovo club fa piazza pulita di tutti quelli che non lo convincono o non sono pronti a buttarsi nel fuoco per lui: ne sanno, o hanno saputo qualcosa Hart e Touré proprio al City, ma prima ancora Mandzukic, Ibrahimovic, Ronaldinho, Schweinsteiger, Goetze e molti altri. Con l’agente di Touré (per altro poi riammesso in squadra) - che gli aveva detto “non crederti dio, perché non lo sei” - è arrivato a uno scontro durissimo: “O mi chiede scusa o il suo assistito non giocherà più”.

Il peggior periodo da quando decise di fare l'allenatore. Dice Guardiola che deve rinnovare, svecchiare, pianificare e ingaggiare i giovani che faranno il City dei prossimi cinque o dieci anni: Gabriel Jesus su cui la Juventus e l’Inter avevano messo gli occhi in estate, è solo l’ultimo arrivato. Il City del resto è una delle squadre maggiormente responsabili dell’innalzamento, prossimo ai livelli dello scoppio, della bolla del calcio mercato inglese. Negli ultimi 6 anni ha speso quasi un miliardo di euro e costantemente è al centro delle voci più incredibili, tentativi che destabilizzano e mettono in subbuglio anche le altre squadre europee. Si è parlato di Bonucci, prima che rinnovasse con la Juve, spesso spunta il progetto Messi, anche con una ipotesi di cifra d’acquisto: 233 milioni. A 46 anni Guardiola si sente sulle montagne russe, è pesantemente stressato. Il City – così dice – potrebbe essere la sua ultima avventura: “Non voglio fare l’allenatore fino a 65 anni. Mi vedo su una panchina per i prossimi 3 o 4 anni. Sento che la lunga fase che porta al mio addio è già cominciata. Il mio futuro lontano più che su un campo di calcio sarà su un campo di golf”. Il rischio è che gli schiaffi presi dall’Everton  facciano da interruttore che si sposta troppo presto sull’OFF.
I commenti dei lettori