VALENCIA - Dopo la delusione inglese, Zaza cerca il riscatto in Spagna. L'ex centravanti della Juventus ha ceduto al corteggiamento del Valencia, club in difficoltà ma pronto a puntare sull'italiano per risollevare una classifica deficitaria: "Confido nella squadra - ha dichiarato nel giorno della presentazione ufficiale - in me stesso e nel club, ci sono molti giocatori forti e credo che possiamo fare bene. Il futuro? Voglio rimanere al Valencia, non sono qui solo per sei mesi". L'obiettivo, dunque, è quello di essere decisivo a suon di gol per allontanare lo spauracchio della retrocessione dalla Liga e per poter proseguire la sua storia al Mestalla. L'accordo tra spagnoli e Juventus prevede infatti un riscatto obbligatorio a 16 milioni di euro in caso di 10 presenze e salvezza della squadra allenata da Voro. "Sapevo da tempo dell'interesse del Valencia e nel momento in cui mi è stato detto che non avrei più giocato nel West Ham, è partita la trattativa. Non ho vissuto un bel momento in Inghilterra e avevo voglia di venire qui e giocare per il Valencia. Quando sono andato via dalla Juventus, ero ottimista, sognavo la Premier League, pensavo che fosse un calcio adatto alle mie caratteristiche ma è andata male".
"LA COLPA E' MIA" - Il centravanti, però, non cerca alibi per l'esperienza fallimentare: "Credo che la colpa sia stata soprattutto mia, non c'ero con la testa, le cose brutte che mi succedevano mi hanno condizionato mentalmente, non vedevo il lato positivo di essere lì. C'erano un ambiente e una cultura molto diversi ma ora sono qui anche se mi fa star male il fatto di non essere riuscito a dimostrare in Inghilterra quello che posso fare". Al Mestalla giocherà con la maglia numero 12: "Voglio segnare quanti più gol possibili, gol importanti, che valgano i tre punti. La cosa più importante ora è cominciare bene, stare tranquillo e concentrato e le cose verranno da sè. Ora conta solo risalire in classifica". Prandelli lo aveva chiesto espressamente, poi l'ex ct azzurro si è dimesso ma Zaza è arrivato ugualmente. "Sapevo che Prandelli mi voleva ma quando è andato via, la società mi ha subito chiamato confermando il suo interesse", rivela l'attaccante
"LA COLPA E' MIA" - Il centravanti, però, non cerca alibi per l'esperienza fallimentare: "Credo che la colpa sia stata soprattutto mia, non c'ero con la testa, le cose brutte che mi succedevano mi hanno condizionato mentalmente, non vedevo il lato positivo di essere lì. C'erano un ambiente e una cultura molto diversi ma ora sono qui anche se mi fa star male il fatto di non essere riuscito a dimostrare in Inghilterra quello che posso fare". Al Mestalla giocherà con la maglia numero 12: "Voglio segnare quanti più gol possibili, gol importanti, che valgano i tre punti. La cosa più importante ora è cominciare bene, stare tranquillo e concentrato e le cose verranno da sè. Ora conta solo risalire in classifica". Prandelli lo aveva chiesto espressamente, poi l'ex ct azzurro si è dimesso ma Zaza è arrivato ugualmente. "Sapevo che Prandelli mi voleva ma quando è andato via, la società mi ha subito chiamato confermando il suo interesse", rivela l'attaccante